Agenzie e banche d’affari tutti contro l’Italia

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Contents

Blog di Alberto Micalizzi

Articoli approfondimenti e inchieste in ambito economico finanziario

AGENZIE DI RATING

MOODY’S RITARDA IL RATING E MINACCIA. PREDISPONIAMO LA DIFESA

Secondo il calendario dei report emesso mesi fa da Moody’s, il prossimo 7 Settembre l’agenzia di rating avrebbe dovuto rendere noto il proprio giudizio sull’Italia e invece, con un comunicato straordinario appena uscito, l’agenzia ha deciso di “prolungare il periodo di revisione iniziato il 25 Maggio per il downgrade dell’Italia dal livello attuale di Baa2…

CLASS ACTION POPOLARE CONTRO LE AGENZIE DI RATING

Sono trascorsi quasi due mesi dal deposito delle motivazioni della sentenza del Tribunale di Trani contro Standard&Poor’s accusata di manipolazione di mercato, ed il silenzio del Ministero dell’Economia sui danni erariali acclarati sta diventando assordante (Padoan Indugia..). Il silenzio complice del Tesoro A pagina 257 delle motivazioni i Giudici hanno sancito che “Procedendo ad una…

CONFLITTI, RETICENZA E DANNI ALL’ITALIA: LE MOTIVAZIONI DI TRANI (DOCUMENTO ESCLUSIVO)

Conflitti di interessi, atteggiamenti reticenti da parte dei testi, “intrecci tra Tesoro, agenzie di rating e banche d’affari” e riconoscimento di pregiudizio ai danni dell’Italia sono alcuni degli elementi critici che il Tribunale di Trani ha messo nero su bianco nelle motivazioni appena depositate relative alla sentenza del 30 Marzo 2020 contro Standard&Poor’s per manipolazione…

COSA FARA’ IL GOVERNO? LO HA DETTO FITCH

Volete sapere in “diretta streaming” le prossime mosse del Governo (Gentiloni o chi per esso)? Non è così difficile, basta leggere con un po’ d’attenzione le motivazioni a supporto dell’ultimo taglio del rating del debito italiano operato il 20 Aprile scorso da Fitch (fonte Sole24ore: “Fitch abbassa di un gradino il rating dell’Italia: tripla B”).…

PADOAN INDUGIA SU RISARCIMENTO DA 120 MILIARDI

E’ passato ormai un mese dalla sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Trani il 30 Marzo 2020, che sul piano strettamente penale ha assolto gli imputati di Standard&Poor’s per assenza di dolo, lasciando tuttavia aperta la possibilità di condotte colpose (vedi “Trani assolve noi non molliamo“). Dunque, il fatto che le prove portate…

IL CSM INDAGHERA’ RUGGIERO: HANNO PAURA

Dunque hanno paura. Anche ai non esperti risulta evidente che il dispositivo della sentenza di Trani che ha assolto in primo grado i funzionari di Standard&Poor’s perché “il fatto non costituisce reato” è robusto quanto una vetrina di cristallo. Ecco allora che ieri il consigliere del Csm Pierantonio Zanettin ha annunciato che Lunedi chiederà al…

TRANI ASSOLVE, NOI NON MOLLIAMO

Ieri il Tribunale di Trani ha assolto i dirigenti di Standard&Poor’s per i reati di manipolazione di mercato, perché il fatto non costituisce reato! La sentenza non ha negato i fatti ma ha ritenuto che in tali condotte non vi fosse il dolo che è l’elemento decisivo per la sussistenza del reato di manipolazione. E’…

30 MARZO 2020 SENTENZA STORICA A TRANI. PORTIAMO IL TRICOLORE IN TRIBUNALE

Ci siamo. Quella massiccia ondata di tagli al rating italiano che portò i tecnocrati della falsa Europa al governo del nostro Paese arriva a sentenza. Il prossimo 30 Marzo i giudici del Tribunale di Trani si esprimeranno sulle condanne per manipolazione aggravata e continuata ai danni del nostro Paese, che il Pubblico Ministero Michele Ruggiero…

LA PROCURA DI TRANI GRAFFIA LA CITY DI LONDRA

Dopo quasi 9 ore di requisitoria interrotta solo da un paio di brevi pause-caffè Michele Ruggiero, il coraggioso Pubblico Ministero che ha processato Fitch e Standard&Poor’s, appariva come un faro che aveva appena illuminato una porzione di mare buio e tempestoso, rivelandone inquietanti verità. Non è stata una requisitoria come altre perché si è spinta…

ATTACCO ALLE BANCHE: SI MUOVE MOODY’S

Poche ore fa Moody’s ha modificato la prospettiva del settore bancario italiano (“outlook”) portandolo da NEUTRO a NEGATIVO. Si tratta della mossa che tipicamente precede un taglio generalizzato dei rating delle banche con conseguente caduta dei prezzi. Le motivazioni ufficiali sono due. La prima è la percentuale di crediti in sofferenza (“impaired loans”), che secondo…

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GLI ILLUSIONISTI DEL RATING

Il processo in corso a Trani per manipolazione aggravata e continuata del mercato da parte di Standard&Poor’s sembra virare al meglio. Durante l’ultima udienza del 29 Settembre 2020, legata alla precedente del 15 Settembre, il PM è riuscito a più riprese a mettere in seria difficoltà la difesa, portando all’attenzione del Giudice una serie di…

S&P ASSALTA L’ITALIA E IO HO LA SFERA DI CRISTALLO!

[Pubblicato il 7 Dicembre 2020 su “nicolettaforcheri.wordpress.com“] Si sta compiendo il progetto di accerchiamento finanziario e di espropriazione politica ai danni dell’Italia, per il quale le agenzie di rating hanno svolto il ruolo di incursori dal 2020. Un anno fa, il 23 Settembre 2020, avevo scritto “TUTTO PRONTO PER IL PROSSIMO DOWNGRADE” (vedi articolo “Micalizzi:…

IL DOPPIO SCHIAFFO DELLE AGENZIE DI RATING

[Pubblicato il 3 Ottobre 2020 su Academia.eu] Le agenzie di rating “tradizionali”, in primisStandard&Poor’s, Moody’s e Fitch, hanno raramente operato inmaniera obiettiva e i due grandi errori commessi negli ultimi dieci anni sono stati due schiaffi ai debiti sovrani e due grandi favori usati nei confronti delle banche d’affari. Esaminiamo brevemente le evidenze empiriche. Fino al credit crunch del…

MICALIZZI: TUTTO PRONTO PER IL PROSSIMO DOWNGRADE

[Pubblicato il 23 Settembre 2020 su Academia.edu] Lo diciamo dallo scorso 9 Luglio 2020 quando Standard&Poors’ (S&P) ha tagliato per la terza voltaconsecutiva il rating dei BTP italiani portandoli ad un soffio dal livello spazzatura. E’ dal 2020 che le agenzie di rating hanno costruito un percorso logico il cui esito non può che condurre il nostro Paese…

DOWNGRADE ITALIA A BBB: BTP DA “SPAZZATURA”

Banche in Italia (1/9)

Tutte le Banche italiane ed estere operanti sul territorio italiano ordinate alfabeticamente.

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Manovra, l’agenzia Moody’s ha tagliato il rating dell’Italia: “Crescita debole”

Di Annalisa Cangemi

Moody’s ha tagliato il rating sui titoli di Stato dell’Italia a Baa3 da Baa2 con outlook stabile. Lo afferma Moody’s in una nota, dando conto dell’esame della situazione del Paese che era iniziato il 25 maggio, due mesi e mezzo dopo le elezioni. I primi effetti della manovra di bilancio si fanno sentire. Baa3 rappresenta l’ultimo ‘step’ prima di un giudizio di ‘non investment grade’.

La decisione di Moody’s è legata a un “cambio concreto della strategia di bilancio, con un deficit significativamente più elevato” rispetto alle attese. Il declassamento è motivato dalla mancanza di “una coerente agenda di riforme per la crescita”, che implica il prosieguo di una “crescita debole nel medio termine”. Moody’s ha spiegato che la strategia del governo non prevede un piano di riforme in grado di rilanciare la crescita su base sostenuta. Secondo il giudizio dell’agenzia, dopo una spinta temporanea dalla politica espansiva di bilancio si attende che la crescita torni intorno all’1%. “Anche nel breve termine Moody’s ritiene che lo stimolo di bilancio fornirà una spinta più limitata alla crescita di quanto assume il governo”.

Le stime del governo italiano sulla crescita sono quindi considerate “ottimiste”: il debito “non calerà concretamente nei prossimi anni”, rimanendo stabile attorno al 130% del pil, piuttosto che iniziare la fase discendente, come era atteso. Inoltre il trend del debito pubblico è soggetto alla debolezza delle prospettive economiche che potrebbe alla fine comportare un ulteriore aumento del debito stesso dal già alto livello attuale. Secondo Moody’s poi le possibilità di un’uscita dell’Italia dall’euro sono al momento “molto basse”, ma potrebbero aumentare ‘‘se le tensioni fra il governo italiano e le autorità europee” sulla manovra e sugli impegni sui vincoli bilancio “dovessero subire una ulteriore escalation”.

L’outlook stabile riflette il rischio sostanzialmente bilanciato al livello di rating Baa3. Secondo Moody’s, l’Italia mostra ancora importanti punti di forza del credito che bilanciano l’indebolimento delle prospettive fiscali. Tali punti di forza comprendono un’economia molto ampia e diversificata, una solida posizione estera con avanzi delle partite correnti e una posizione di investimento internazionale sostanzialmente equilibrata. Le famiglie italiane hanno inoltre un alto livello di ricchezza e un importante cuscinetto contro gli shock futuri, oltre a rappresentare una potenziale fonte di finanziamento per il governo.

Le reazioni politiche

Palazzo Chigi ha commentato così il downgrade: “Tutto come previsto” , hanno riferito all’Ansa alcune fonti del governo. Oggi sul tavolo del Cdm, convocato per le 13, si saranno comunque diverse ipotesi di modifica della manovra, compreso l’abbassamento, già per il 2020, del rapporto deficit/Pil dal 2,4% a una cifra più vicina al 2%, per rispondere ai rilievi della Ue e alle fibrillazioni dei mercati.

Ma il Pd ha subito attaccato l’esecutivo: “Salvini e Di Maio giocano sulla pelle degli italiani. Moody’s taglia il rating dell’Italia a Baa3 da Baa2 e sotto accusa legge c’è la legge di bilancio. L’Italia non può cadere nel baratro per colpa di un governo di incompetenti. Bisogna fermarlo subito e tornare al voto”. ha detto Stefano Pedica.

“Moody’s taglia rating Italia a Baa3 da Baa2. Sotto accusa legge bilancio. In passato agenzie rating hanno dimostrato arroganza, ma mai come in questo caso il governo deve fermarsi. Non può trascinare Italia nel burrone, non può giocare con risparmi e vita degli italiani. Ora basta”, ha scritto su Twitter Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

FITCH CONTRO L’ITALIA, CI SONO PRESUNTI INTERESSI DIETRO? Non si sa, ma è certo chi controlla l’agenzia di rating e il fatto che gestisce alcuni potenti media mainstream internazionali

Pure Fitch minaccia l’Italia: “Il Def mette a rischio i conti”

PM di Trani: “Gli italiani sono stati truffati dalle agenzie di rating e la politica italiana pilotata

Massimo supporto per il pm di Trani Michele Ruggiero, l’unico in grado di combattere contro lo strapotere criminale delle agenzie di rating, coloro che stanno massacrando i popoli europei e di tutto il mondo,sopratutto i ceti medio-bassi.

In sintesi la storia :

Tra il maggio 2020 e il gennaio 2020 quattro report delle principali agenzie di rating mondiali declassano l’Italia, diffondendo informazioni sul Paese che scatenano un terremoto finanziario e politico. Lo spread tra i bond italiani e i bund tedeschi schizza a livelli vertiginosi (il massimo raggiunto fu 575 punti) e costringe il governo Berlusconi alle dimissioni.

da LIBERO del 3 marzo 2020 – intervista Giacomo Amadori

“A me non interessa chi ha assicurato quella clausola unilaterale,ma chi ne è avvalso. Mi interessa dimostrare che il declassamento dell’Italia da parte di Standart and Poor’s era illegittimo e che il ministro dell’economia (allora guidato dal premier Monti ndr) forse poteva aspettare un pò a pagare quei soldi a una banca che faceva parte dell’azione di chi ci ha declassati”.

“Io so che nel semestre in cui S&P ha bastonato l’Italia, c’è stata una banca, Morgan Stanley, che ha battuto cassa con il nostro governo grazie a una clausola legata anche al nostro declassamento. E guarda caso questa banca partecipa all’azionariato di S&P. Questo dimostra l’enorme conflitto d’interessi in capo a queste agenzie“.

“Ci furono 4 o 5 azioni di rating nei confronti dell’Italia, compresa una bocciatura preliminare quando era ancora ufficiosa la manovra correttiva di Giulio Tremonti (il ministro dell’Economia del governo Berlusconi). Fu un semestre assolutamente caldo per l’Italia”.

” Il reato ipotizzato è la manipolazione di mercato nella misura in cui un immeritato declassamento rappresenta un’informazione falsa al mercato. Infatti tutte le volte in cui sono partiti quei colpi contro l’Italia, l’agenzia sapeva che non li meritavamo”.

“Le prove sono le intercettazioni telefoniche e le email intercorse tra gli analisti di S&P che abbiamo sequestrato. Il responsabile italiano aveva avvertito i colleghi che quello che stavano scrivendo dell’Italia non corrispondeva a verità e per questo li pregava di togliere il nostro dai Paesi destinatari dei rating negativo. Se questo lo mettevano nero su bianco loro stessi, è chiaro che quel declassamento è un’informazione falsa ai mercati”.

“All’attuale ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan, allora autorevole capo economista dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), chiesi se fosse d’accordo con quella retrocessione. Rispose che non lo era assolutamente perchè i dati economici fondamentali dell’Italia dicevano altro. Durante le indagini abbiamo raccolto un coro unanime di pareri simili. Tutti, dico tutti, da Monti a Tremonti a Draghi, hanno assicurato che l’Italia non doveva essere declassata”.

“C’è un regolamento europeo che stabilisce che quando un’agenzia di rating ha maturato un report o altri atti di questo tipo, non può tenerli nel cassetto, deve subito riferirli al mercato, questi signori invece indugiavano, pilotavano la tempistica e questo significa influire anche sulla politica. Un progetto che qualcuno può chiamare anche complotto“.

Per approfondire:http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/complotto-anti-cav-agenzie-rating-giornaloni-non-95893.htm

Il Bau Bau di Obama ai signori del rating

Il colpo battuto è roboante, ma potrebbe non avere proiettile in canna. E risultare così una pistolettata a salve. Insomma si abbaia per agitare le acque. Ma non si morde più di tanto. Letto nella sua struttura filigranata, la mossa dell’amministrazione Obama di intentare causa alla società di rating Standard & Poor’s per aver “gonfiato” i giudizi sulle obbligazioni legate ai mutui sub-prime appare come uno spauracchio gigantesco. Tralasciando tutti i particolari (che sono già stati ampiamente pubblicati sui giornali) e detto in soldoni, l’accusa del Dipartimento di Giustizia al colosso del rating è di avere promosso la vendita di titoli spazzatura. Ok, ma quella spazzatura chi l’ha confezionata? Chi ha trasformato, con la cartolarizzazione, i mutui sub-prime a rischio in obbligazioni strutturate dal massimo giudizio?

I vertici della Lehamn Brothers e delle altre banche d’affari che hanno costituito la filiera produttiva dei titoli tossici non hanno precise responsabilità? Qualche lingua maliziosa negli Stati Uniti ha già cominciato a sottolineare che la decisione del Dipartimento di Giustizia di fare causa a Standard & Poor’s – e per il momento solo a Standard & Poor’s – sia la reazione tanto al downgrade degli Stati Uniti che la società di rating avrebbe operato il 5 agosto del 2020 quanto all’appoggio dato dai dirigenti del gruppo Mc Graw Hill, di cui Standard & Poor’s fa parte, al candidato repubblicano Mitt Romney, avversario di Obama alla corsa presidenziale. Anche senza pensare a ripicche, che francamente appaiono del tutto inutili in questo frangente, le debolezze dell’impostazione sono altre:

1) la richiesta di un risarcimento danni per 5 miliardi di dollari è legata alla procedura civile e senza ammissione di colpa da parte dei vertici di Standard & Poor’s – o di una loro comprovata colpevolezza – è una domanda che potrebbe cadere nel vuoto;

2) perché nella causa non sono state coinvolte anche le altre società di rating, Moody’s e Fitch, che pure avevano partecipato nel 2007 all’indoramento della pillola sub-prime agli ignari risparmiatori?

3) come è stata valutata la somma dei 5 miliardi di dollari e a chi deve essere corrisposta, visto che il Fondo Monetario Internazionale aveva stimato in oltre 30 miliardi di dollari il danno procurato dai sub-prime al sistema finanziario?

Queste non sono questioni di poco conto, di fronte alle quali i legali di Standard & Poor’s stanno lavorando per controbattere ogni accusa. Sappiamo già quale potrebbe essere l’impalcatura delle risposte e cioè che:

1) il rating è un’opinione e come tale garantita dalla Costituzione degli Stati Uniti;

2) che la società di rating Standard & Poor’s ha agito nel rispetto della legge e dei regolamenti, e via discorrendo.

Di fronte a questo scenario, altamente conflittuale e non privo di debolezze da entrambe le parti, è probabile che la vertenza sia lunga e dispendiosa. E che serva al momento per altri scopi, di natura politica. Negli Stati Uniti esiste una legge, la Dodd-Franck, che è stata approvata per introdurre criteri di trasparenza e di correttezza per tutti gli operatori. Peccato che non sia stata ancora tradotta in norme operative, che mancano del tutto. E così l’attività del rating è lasciata ancora oggi ad una larga discrezionalità. Questo è il vero punto da attaccare: togliere discrezionalità a coloro che emettono giudizi. Finché non viene standardizzato un criterio di valutazione condiviso dagli operatori – come del resto si fa per ogni altro indicatore che viene certificato – il rating sarà sempre soggetto a influenze extra-metodologiche, restando di fatto un’opinione, pari alla sentenza di un mago. All’università di economia di New York esiste un dipartimento di dedicato che studia gli indicatori del rischio e della solvibilità: perché non affidare a questi esperti la supervisione dei metodi adottati dalle società di rating?

L’amministrazione Obama potrebbe lavorare per togliere opacità al mercato finanziario, come del resto chiede da tempo l’Europa, che nella scorsa estate si è pronunciata più volte sul problema e che ha visto diverse prese di posizione da parte dello stesso governatore della Banca Centrale Mario Draghi. Perché prendersela dopo 7 anni con una sola società di rating e non puntare invece dritto al cuore della questione, che è quella di sapere come si giudicano le società e gli stati?

MOODY’S trema, arriva Wikirating

I banchieri sono i dittatori dell’Occidente

CRISI: RITORNA LA GRANDE DEPRESSIONE

Secondo Tarpley, l’agenzia di rating S&P’s potrebbe prendere di mira la Francia. La crisi attuale presenta molte affinità con quella del ’29: occorre reagire pianificando una strategia per la ripresa. E intanto in alcuni Paesi Ue, compresa l’Italia, sono vietate le vendite allo scoperto

“Corre voce che Standard & Poor’s adesso prenderà di mira la Francia”. Così Webster Tarpley, l’analista della finanza mondiale, critico radicale dei finanzieri e dei loro amici, esordisce quando gli chiedo si fare il punto della situazione dopo i suoi recenti contributi per il nostro sito. E insiste: “l’Europa ha sbagliato a non vietare i CDS”, i famigerati credit default swap che hanno la funzione di trasferire l’esposizione creditizia e “le vendite al ribasso dilagano ormai su tutto il continente”. L’altro sbaglio? “Senz’altro la mancata realizzazione della tassa Tobin (financial transfer tax, turnover tax, Robin Hood tax, equivalente al Wall Street Sales Tax da noi). Deve essere di 1% su tutto il fatturato al di la’ di un milione di euro per non colpire i piccoli e deve andare agli stati nazionali. Da’ introiti e sopprime la speculazione. Occorrono iniziative programmatiche europee che vanno ben al di là dell’eurofobia ebete dei piccoli borghesi tedeschi e della protesta generica degli indignados di Spagna o dei giovani londinesi, facilmente strumentalizzati dagli agenti polizieschi del black block. ” Ci sono affinità tra la depressione degli anni trenta e quella che si potrebbe intravvedere oggi: Tarpley va giù deciso, “Sì ci sono. 1. il tracollo della borsa di NYC, ottobre 1929; 2. la crisi bancaria europea, estate 1931 (Kreditananstalt di Vienna, Danatbank e tutte le banche tedesche, bancarotta della Banca d’Inghilterra 21 settembre 1931- evento centrale di quella depressione perchè distrusse il sistema mondiale per finanziare il commercio internazionale). 3. Panico bancario USA, 1932-33- tutte le banche chiuse alla fine di Hoover. Questa volta abbiamo una serie analoga: 1. Settembre 2008 panico mondiale dei derivatives che colpisce NYC, Londra. 2. Maggio greco 2020 in poi – crisi europea, che sta andando avanti tutt’oggi. Molti altri paesi vengono trascinati – es. Brasile. La disintegrazione dell’euro diventa un pericolo reale, sarebbe il caos, il finimondo. 3. Incombe gia’ una crisi della banche USA – Bank of America. Dietro l’angolo c’è il pericolo di una disintegrazione del dollaro, del FMI, della BRI, ecc. Sono contrario a questo sistema ma purtroppo è l’unico sistema che c’è e un tracollo caotico (come vuole il pazzoide Ron Paul, austriaco) vuol dire genocidio. Insomma – si tratta della Seconda depressione mondiale“. Il governo si appresta a fare altri tagli: “Il rigore e i tagli sono una follia, bisogna avere un programma per organizzare una ripresa. Si inizi a colpire i pescecani dei CDS e delle agenzie e a tassare gli speculatori”.

Intanto, a questo proposito la magistratura di Trani sta facendo la sua parte: come è noto il 3 agosto ha chiesto alla Consob di esibire tutti i documenti su alcune agenzie di rating con argomentazioni da brivido: ‘Giudizi falsi, infondati o comunque imprudenti’ sul sistema economico-finanziario e bancario italiano: così Standard & Poor’s e Moody’s avrebbero manipolato il mercato, secondo l’accusa. Sei sono gli indagati nell’ambito dell’inchiesta: tre analisti ‘con funzioni apicali’ di S&P, uno di Moody’s e i responsabili legali per l’Italia delle due agenzie. Nell’Ordine di esibizione di atti, gli analisti di Standard e Poor’s indagati vengono individuati in Eilen Zhang, Frank Gill e Moritz Kraemer (quest’ultimo responsabile per il debito europeo), ai quali si aggiunge un non identificato dirigente senior analyst di Moody’s e un numero imprecisato di ‘persone da identificare’. Per quanto riguarda Moody’s, gli indagati sono accusati del reato di ‘manipolazione del mercato’ per avere ‘elaborato e diffuso’ il 6 maggio 2020, ‘a mercato aperto, verso le ore 11.15, notizie false (anche in parte) sulla tenuta del sistema economico e bancario italiano’. Nel report sarebbero stati espressi ‘giudizi da ritenersi falsi, infondati o comunque imprudenti secondo quanto asserito da altre Agenzie di rating oltre che dalle supreme Autorita’ nazionali’. Secondo la procura, ‘in conseguenza della diffusione dei giudizi di Moody’s si determinava un’alterazione (da quantificare) di strumenti finanziari’.
I tre analisti di S&P sono invece accusati, oltre che di ‘manipolazione del mercato’ anche di ‘abuso di informazioni privilegiate’ per aver ‘elaborato e diffuso’, nei mesi di ‘maggio, giugno e luglio 2020 – anche a mercati aperti – notizie non corrette (dunque false anche in parte), comunque esagerate e tendenziose sulla tenuta del sistema economico-finanziario e bancario italiano’. In particolare, il 20 maggio 2020 divulgavano in un report l’avvenuto ‘taglio dell’outlook del debito sovrano dell’Italia da stabile a negativo”, con ‘giudizi/previsioni da ritenere falsi, parzialmente infondati e comunque imprudenti, tendenziosi e scorretti (anche nelle forme di comunicazione) secondo quanto asserito da altre Agenzie di rating (Moody’s e Fitch), oltre che dalle supreme Autorita’ nazionali (Ministero Economia) che smentiva – alla stregua di dati macroeconomici ufficiali – il giudizio di S&P che (con)causava sensibili perdite di titoli azionari, obbligazionari e dei titoli di Stato nazionali’.
Sarà solerte la Consob?

ATTACCO USA ALL’EUROPA

La soffiata di Tarpley: in una riunione del 2008 è stata decisa la crisi europea, per evitare che il biglietto verde crollasse. Gli sciacalli hanno puntato tutto sui Credit Default Swaps

Abbiamo di nuovo scelto Webster G. Tarpley per approfondire uno dei più temi urgenti di questi giorni, l’attacco speculativo all’euro e i suoi effetti su alcuni paesi, tra cui l’Italia. Tarpley, infatti, oltre ad essere un profondo conoscitore del sistema finanziario internazionale è, soprattutto, un osservatore di assoluta indipendenza e paladino delle battaglie contro tutte le oligarchie, come è possibile constatare dalle sue opere (tra le quali segnaliamo, per l’attinenza al tema, il recentissimo Obama dietro la maschera: golpismo mondiale sotto un fantoccio di Wall Street). Le sue sono caratteristiche essenziali, dunque, se si vuole scoprire dove siano le verità nascoste: per questo la prima domanda è diretta al cuore del problema:

1. Esiste un’intelligence che ha pensato e attuato il piano speculativo nei confronti dei paesi europei? – Sì, questo era già chiaro dal febbraio 2020, quando il Wall Street Journal pubblicò un servizio su una cena cospiratoria (8 febbraio) tenuta nella sede di una piccola banca d’affari specializzata, la Monness Crespi and Hardt, alla quale parteciparono persone di grande influenza. In quell’occasione si cercavano strategie per evitare un’ondata di vendite di dollari da parte delle banche centrali ed il conseguente crollo del dollaro. L’unica maniera per rafforzare il biglietto verde passava attraverso un attacco all’euro le cui compravendite ammontavano circa a mille miliardi (one trillion) al ogni giorno: impossibile pensare ad un attacco frontale contro una moneta così forte. Quindi, gli sciacalli degli hedge funds di New York – fra cui anche certi protagonisti della distruzione di Lehman Brothers – hanno cercato i fianchi più deboli del sistema europeo e li hanno individuati nei mercati dei titoli di stato (government bonds) dei piccoli paesi del meridione europeo e comunque della periferia – Grecia e Portogallo – dove era possibile contare sulla complicità di politici dell’Internazionale Socialista al servizio della CIA e di Soros. Il mercato dei titoli di stato della Grecia è relativamente ristretto e poco liquido rispetto al Bund tedesco o al Gilt britannico (i loro bonds): una condizione ideale per una serie di vendite al ribasso, accompagnate da articoli negativi ispirati da veline di Wall Street e della City e magari a qualche valutazione pessimista delle agenzie di rating (notoriamente corrottissime come abbiamo visto nel 2007-8). Un mix che può determinare tracolli dei prezzi e un vero e proprio panico. Per aumentare il potere distruttivo di questi attacchi speculativi, si usa una forma di derivati che si chiamano Credit Default Swaps (Cds) – detti talvolta derivati di assicurazione. Con pochi soldi si può scatenare un effetto notevole al ribasso.

2. Può spiegarci meglio cosa sono questi famigerati Cds?

– Sono quelli che hanno distrutto la più grande ditta assicuratrice del mondo, l’AIG, nel settembre 2008. L’ufficio di Londra di AIG aveva emesso Cds per 3 mila miliardi di dollaro ($3 trillion), più del prodotto nazionale lordo della Francia. C’è stato un tentativo qui negli Usa di proibire o almeno limitare i CDS ma alcuni esponenti Democratici al servizio di Wall Street, Dodd e Frank , hanno bloccato il provvedimento l’anno scorso con l’aiuto dei Repubblicani reazionari.

3. Sì, ricordiamo questo passaggio, può spiegarci in termine chiari di cosa di trattò?

– Durante l’iter parlamentare dell’abbozzo di legge per la riforma del sistema finanziario, il senatore Christopher Dodd del Connecticut e il deputato Barney Frank del Massachusetts, i presidenti delle commissioni competenti, entrambi Democratici e entrambi pagati da Wall Street, fingendo di volere la riforma radicale, hanno silurato quasi ogni tentativo di proibire o limitare i derivatives. Lo hanno fatto coll’aiuto dei Repubblicani, apertamente ostili ad ogni riforma. Il risultato e’ che il cancro dei derivatives continua a crescere.

4. Chiarissimo, tornando ai CDS.

Un CDS è una scommessa (side bet) fatta da un terzo rispetto alla bancarotta o meno di un altro titolo, spesso fatta a distanza – nel caso in cui colui che fa la scommessa non e’ il proprietario del titolo di cui si tratta (naked CDS). E’ come scommettere su un cavallo che appartiene ad un altro. I CDS sono intrinsecamente illegali: se fossero polizze di assicurazione, bisognerebbe incriminare i venditori perché non hanno fatto le formalità legali per registrarsi come società assicuratrici, ne’ hanno le riserve di capitale – chiunque può vendere CDS anche se non ha risorse ne’ fondi speciali per esiti imprevisti. Se i CDS fossero giochi di azzardo, allora bisognerebbe incriminare i venditori come operatori di una bisca fuorilegge. Si potrebbe quindi colpire i CDS senza nuove leggi, solo con quelle già esistenti. Nella primavera scorsa, il ministro tedesco delle finanze Schauble ha introdotto una serie di misure contro i CDS allo scoperto (naked credit default swaps): si tratta di misure che hanno avuto un effetto positivo per la stabilità dell’euro e delle obbligazioni dell’eurolandia.

5. E le agenzie di rating?

– Per quanto riguarda le credit ratings agencies andiamo a vedere il loro ruolo nella crisi mondiale di settembre 2008, quando hanno mantenuto note di AAA per ditte come AIG, Merrill Lynch,e Lehman fino a 5 minuti prima del crollo di queste aziende. La loro corruzione era evidentissima. Adesso loro vorrebbero giudicare la solvibilità dell’Italia, e questo e’ uno scandalo. I funzionari di queste agenzie dovrebbero tremare davanti al giudice togato, invece di poter mandare siluri contro grandi nazioni. Bisogna mettere queste agenziefuorilegge per non permettere loro di fare pubblicità agli speculatori al ribasso e spargere panico fra i piccoli risparmiatori che forse credono tutt’ora nella buona fede di queste agenzie screditatissime.

6. Ci spiega che cosa significa in termini politici l’attacco all’Euro?

– Si tratta di un tentativo di esportare la depressione economica mondiale verso l’Europa, creando un caos di piccole monete che saranno facile preda alla speculazione, a differenza dell’euro che è abbastanza forte per potersi difendere. Si tratta di scaricare la crisi sull’Europa, sempre con l’idea di indebolire a tal punto l’euro da impedire a questa moneta di fungere da riserva mondiale accanto al dollaro o al posto del dollaro. Negli anni trenta la strategia inglese era quella delle svalutazioni concorrenziali (competitive devaluations) della sterlina, per esportare la crisi verso gli altri. Un approccio noto come “beggar my neighbor” – ridurre il vicino alla miseria. Oggi è la stessa strategia con i mezzi più sofisticati – fra cui, appunto, i famigerati derivati, definiti da Warren Buffet come “financial weapons of mass destruction.”

7. In Italia molti ritengono che l’attacco speculativo al debito pubblico coincida con la fine della stagione di Berlusconi, c’è un legame tra le due cose?

– La grande questione che riguarda l’attacco sferrato all’Italia lunedi’ 11 luglio e’: perche’ adesso? Veramente non ci sono spiegazioni solo inerenti alla specifica situazione italiana. Una ipotesi: le zombie banks e hedge funds di Wall Street volevano seminare panico in Italia per avere più opzioni nell’eventualità di una bancarotta nazionale USA alla vigilia di Ferragosto che potrebbe scaturire dal rifiuto dei Repubblicani reazionari del Tea Party di aumentare il limite massimo dell’indebitamento dello Stato americano. In quel caso, l’unico aiuto per il dollaro sarebbe un tracollo contemporaneo dell’euro, che potrebbe benissimo cominciare dall’Italia. Bisogna tuttavia riconoscere che la cacciata di Berlusconi rappresenta da un paio di anni uno dei primi obiettivi angloamericani in Europa. Berlusconi è troppo vicino a Putin, troppo coinvolto nel Southstream pipeline, troppo indipendente da tanti punti di vista. Si vede questo nei documenti pubblicati da Wikileaks, un’operazione della CIA mirata a colpire i bersagli degli angloamericani, da Gheddafi a Ben Ali a Mubarak a Putin e la signora Rodriguez de Kirchner in Argentina. Qui da noi leggiamo che Berlusconi è il più grande amico della Russia all’interno della UE – cosa positiva per la pace mondiale a mio parere, ma intollerabile per l’impero angloamericano in fase di crollo. Gli stessi impulsi nazionalistici italiani e lo stesso mestiere dell’Italia come ponte fra l’Europa da una parte e il Nord Africa, il Medio Oriente e la sfera russa dall’altra sono presenti, sebbene in forma debole, nell’azione di Berlusconi. Purtroppo molti in Italia sono accecati dall’odio appena si tratta di Berlusconi. Io ho visto che quelli che erano accecati dal loro odio di Bush sono caduti nella trappola di Obama – vale a dire di Soros e di Rockefeller – e quelli che erano accecati dal loro odio nei confronti di Obama sono caduti nella trappola del Tea Party – vale a dire dei fratelli Koch ultrareazionari. In Italia quelli che sono accecati dal loro odio nei confronti di Berlusconi cadono fatalmente nella trappola di De Benedetti, Soros e compagnia bella.

8. Per noi Berlusconi rappresenta un ostacolo per qualsiasi forma di democrazia

– Sì, ma è meglio evitare l’odio e lavorare su un progetto positivo come una riforma economica e le misure urgenti per difendere l’economa italiana contro l’attuale attacco coordinato degli speculatori internazionali.Berlusconi è imbevuto di ideologia neoliberale. La sua è una politica ostile alla classe lavoratrice. Il suo appoggio a progetti come la privatizzazione dell’acqua è pura follia. Berlusconi appare quindi incapace di difendere l’Italia dall’ondata di rivoluzioni a colori che incombe sull’Europa. Ma prima di cacciarlo gli italiani dovrebbero essere ben sicuri di non andare dalla padella alla brace.

9. Appunto, il governo di Berlusconi-Tremonti e Bossi in questo momento impedisce passi avanti ma quali sarebbero queste misure urgenti secondo lei?

– Secondo me il governo italiano deve agire quanto prima per dichiarare lo stato di emergenza; vietare in maniera permanente i titoli derivati di assicurazione (credit default swaps), lo strumento preferito per l’assalto alle obbligazioni dello Stato Italiano e disporre serie pene criminali per i trasgressori di tale divieto. Ripeto: se questi titoli sono considerati assicurazioni, i venditori non hanno adempito alle precondizioni legali per poter funzionare come ditta assicuratrice, se sono giochi di azzardo, la loro vendita rappresenta una bisca abusiva. In ogni caso sono illegali e devono essere colpiti dalla legge. Neutralizzare le agenzie di rating. Durante la crisi del 2008, le agenzie di rating hanno mantenuto una valutazione di AAA per molte obbligazioni fino alla vigilia del crollo, dando luogo ad accuse di corruzione. Oggi esiste il fondato sospetto della partecipazione di queste agenzie ad una operazione congiunta di attacco all’Italia da parte di banche e hedge funds esteri nell’ambito di una speculazione al ribasso su vasta scala. È quindi opportuno far intervenire la magistratura e la Guardia di Finanza per eseguire perquisizioni nelle sedi di tali agenzie allo scopo di accertare in maniera preventiva se questi delitti sono in fase di preparazione. Eventuali attività criminali contro l’Italia da parte di queste agenzie di rating devono essere colpite attraverso proteste diplomatiche, mandati dell’Interpol e altri mezzi. Questi provvedimenti sono urgenti sopratutto per rompere lo slancio dell’attuale attacco speculativo e per garantire la stabilità necessaria per sviluppare una azione a più lunga scadenza. Ogni sforzo deve essere fatto per ottenere l’applicazione di tali provvedimenti in tutti i paesi dell’Unione Europea.

Grazie Mr Tarpley per le sue spiegazioni, purtroppo siamo certi che tutto ciò che potrebbe fare un governo onesto per togliere dai guai l’Italia questo governo non potrà né vorrà farlo.

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