Borse la spinta di BCE e FED

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Borse positive con la spinta di Fed e Asia, inflazione europea in calo

I listini orientali sono ai massimi da due mesi, gli investitori confidano nell’ennesimo rinvio della stretta monetaria da parte della Banca centrale americana. Alcuni governatori Bce spingono per ampliare il piano d’acquisto di titoli, vista la debolezza dell’inflazione. L’euro torna sotto 1,14 dollari

di RAFFAELE RICCIARDI

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MILANO – Chiusura di settimana positiva per i mercati europei, che coronano un trend di recupero che – secondo i calcoli di Bloomberg – ha portato i listini globali ad aggiungere 4.100 miliardi di dollari di valutazione alle loro azioni, in scia alla possibilità che la Fed aspetti l’anno nuovo per ritoccare il costo del denaro. Piazza Affari termina gli scambi in rialzo dello 0,54%, con Fca in evidenza dopo l’ottimo andamento delle vendite di settembre. Seguita Telecom Italia, dopo che l’Autorità argentina ha stoppato la vendita della controllata sudamericana a Fintech. Positive anche le altre Borse europee: Francoforte sale dello 0,39%, Parigi segna +0,59% e Londra +0,62%. Chiusura in territorio positivo
per Wall Street. Il Dow Jones sale dello 0,44% a 17.217,51 punti, il Nasdaq avanza dello 0,34% a 4.886,69 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,5% a 2.033 punti.

Anche dai listini asiatici è arrivata una spinta alle quotazioni: la Borsa di Shanghai, vittima di un tracollo a partire dai picchi di giugno che ha innescato una fase di altissima volatilità su tutti i mercati, ha recuperato il 6% circa rispetto allo scorso venerdì. Anche oggi, il listino della Cina continentale ha guadagnato l’1,6%. La Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta in rialzo con l’indice Nikkei a +1,08%.

Il nuovo calo dei prezzi del settore energetico fa tornare in settembre il segno negativo sull’andamento dei prezzi europei: lo certifica Eurostat, confermando la prima stima di fine settembre, ovvero un tasso di inflazione a -0,1% per l’Eurozona. In agosto, era salito dello 0,1% e nel settembre 2020 dello 0,3%. Nell’Ue a 28 paesi il dato è identico, contro un tasso invariato nel precedente mese di agosto e un rialzo dello 0,4% nell’agosto 2020. Ai dati sui prezzi guarda anche la Bce: già ieri il governatore Nowotny ha auspicato un aumento dell’intervento di Francoforte, visto il fallimento nel tentativo di raggiungere il target di prezzi vicini al +2%. In Italia, l’Istat ha tracciato il calo dell’export ad agosto. Negli Usa cala ancora, anche se in linea con le attese, la produzione industriale: in base ai dati pubblicati dalla Fed a settembre si è verificata una contrazione dello 0,2% mensile dopo il -0,1% di agosto (lettura rivista rispetto al precedente -0,4%).

L’idea che la Bce possa ampliare in piano d’acquisto di titoli ha riportato in ribasso il cambio tra euro e dollaro, stabilmente sotto quota 1,14, con la moneta del Vecchio Continente che scambia in area 1,136 biglietti verdi. Lo spread tra il Btp e il Bund si restringe ai minimi da aprile a 105 punti base, con un rendimento dell’1,6%. Quanto alle materie prime, le quotazioni del petrolio sono in risalita a New York: il Wti mostra un rialzo di oltre 1,5 punti percentuali a 47,10 dollari al barile dopo essere sceso ieri in scia alle scorte settimanali Usa che hanno mostrato un aumento superiore alle attese. Nella settimana al 9 ottobre gli stoccaggi statunitensi sono saliti di 7,56 milioni di barili, ben al di sopra dei +2,85 milioni di barili stimati dagli analisti.

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Il bazooka spuntato della Bce contro il coronavirus e le armi pesanti della Fed

L’Eurotower lascia fermi i tassi d’interesse e amplia di 120 miliardi il programma di Quantitative easing. Maxi-prestiti alle banche con tassi fino a -0,75% per agevolare il credito a famiglie e imprese. Ma le Borse reagiscono malissimo. Mentre la Federal reserve annuncia una iniezione sul mercato da 1500 mld di dollari.

La Banca centrale europea ha lasciato fermi i tassi d’interesse, deludendo i mercati. Il tasso sui depositi resta a -0,5%, il tasso principale a zero e il tasso sui prestiti marginali a 0,25%. Ma l’istituto di Francoforte ha deciso anche di ampliare il programma di Quantitative easing, con un piano aggiuntivo di acquisti netti di titoli di Stato da 120 miliardi di euro fino alla fine del 2020. Questo mentre negli States in serata la Fed ha annunciato una iniezione di liquidità da 1500 miliardi di dollari.

BORSE A PICCO PER IL MANCATO TAGLIO DEI TASSI

L’allentamento monetario disposto dalla Bce, a fronte delle conseguenze economiche della pandemia da coronavirus, dovrebbe servire a «sostenere condizioni di finanziamento favorevoli per l’economia reale in tempi di maggiore incertezza». Ma le Borse hanno reagito molto male al mancato taglio dei tassi: Milano, Parigi e Francoforte sono crollate.

ABBASSATE LE STIME DI CRESCITA PER L’EUROZONA

La presidente dell’Eurotower, Christine Lagarde, ha detto in conferenza stampa che le stime di crescita dell’Eurozona per il 2020 sono state tagliate a +0,8% dal precedente +1,1%. Per il 2021 la previsione scende a +1,3% da +1,4%. La stima sul 2022 è invece invariata a +1,4%. Lagarde ha citato il suo predecessore Mario Draghi: «Quando il mio amico Draghi ha lasciato la Bce, ho detto in un’intervista che speravo di non dover mai fare un “whatever it takes“. Non è nei miei piani passare alla storia per un “whatever it takes” numero due». Netta la presa di posizione anche per quanto riguarda l’andamento degli spread sui titoli di Stato: «Non siamo qui per ridurre gli spread, non è la funzione della Bce».

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Watch the ECB press conference live: President Christine Lagarde explains today’s monetary policy decisions https://t.co/vHoPljinBv

LAGARDE: «BENEFICI PER L’ITALIA»

Quanto all’Italia nello specifico, Lagarde ha detto che «le sue banche, le famiglie e le imprese beneficeranno pienamente di tutti gli strumenti che abbiamo appena introdotto».

NUOVA TRANCHE DI MAXI-PRESTITI ALLE BANCHE

La Bce ha deciso di “sparare” un’altra cartuccia, lanciando una nuova tranche di maxi-prestiti Ltro e Tltro per fornire immediato sostegno alla liquidità del sistema finanziario. I prestiti Ltro verranno concessi al tasso sui depositi (-0,5%). Questo provvedimento, secondo l’Eurotower, fornirà «un’efficace rete di protezione in caso di necessità». Mentre alle aste di liquidità targeted (Tltro) che partiranno a giugno 2020 la Bce intende applicare «condizioni considerevolmente più favorevoli», allo scopo dichiarato di agevolare il credito «a chi è più colpito dal coronavirus, in particolare le piccole e medie imprese».

UNA SPINTA A FARE CREDITO A FAMIGLIE E IMPRESE

Entrando nei dettagli, le banche potranno accedere ai nuovi maxi-prestiti Tltro con tassi che possono scendere fino a -0,75%. Tradotto: se anziché prestare tali capitali a famiglie e imprese decidessero di lasciarli “parcheggiati” nelle varie banche centrali nazionali, li vedrebbero calare fino a un massimo dello 0,75%. Una spinta più forte a dare ossigeno all’economia reale.

VIGILANZA PIÙ FLESSIBILE

La vigilanza della Bce ha poi autorizzato le banche a una maggiore flessibilità sul capitale. Agli istituti verrà consentito di «utilizzare pienamente i cuscinetti di liquidità e capitale e operare temporaneamente sotto il livello di capitale» Pillar 2. Ma gli istituti dovranno utilizzare queste maglie più larghe per «sostenere l’economia, non per aumentare la distribuzione dei dividendi o i bonus» ai manager.

LA FED ANNUNCIA UN’INIEZIONE DA 1500 MILIARDI

Dall’altra parte dell’Atlantico la Federal Reserve, dopo il taglio dei tassi di mezzo punto il 3 marzo scorso, scende di nuovo in campo con un bazooka meno spuntato di quello della Bce. La banca centrale Usa inietta 1.500 miliardi di dollari sul mercato nel tentativo di evitare una contrazione e di facilitare il funzionamento del mercato dei Treasury. In una mossa a sorpresa, la Fed annuncia un ampliamento della liquidità sul mercato repo e rivede la composizione degli acquisti di Treasury, pari a 60 miliardi di dollari al mese. La Fed offrirà fino a 500 miliardi di dollari in un’operazione repo a tre mesi immediata. Un’altra di analoga portata sarà condotta venerdì.

Coronavirus, la Fed anticipa il taglio dei tassi di mezzo punto. Borse colte di sorpresa

La Fed anticipa i tempi e taglia a sorpresa di mezzo punto. Wall Street e le Borse europee ripartono in rally, ma poi soprattutto in America prevalgono le esitazioni

Sembrava che come nei migliori western fosse arrivata la cavalleria per un finale felice a sorpresa. Mentre il mercato digeriva un deludente comunicato del G7 da cui si aspettava l’annuncio di un intervento concertato che non c’è stato, la Federal Reserve irrompe sulla scena con un taglio aggressivo di mezzo punto dei tassi, senza aspettare la riunione in programma per il 17-18 marzo. Wall Street nell’immediato parte al rialzo, ma poi esita intorno alla parità, mentre le Borse europee cedono qualcosa dai massimi. La mossa della Fed è sicuramente positiva per il mercato, ma potrebbe anche segnalare una banca centrale preoccupata per una possibile frenata troppo brusca dell’economia e costretta a intervenire d’urgenza.

LE PAROLE DI POWELL

Come anticipato nel comunicato, nel corso della breve conferenza stampa Powell ha affermato che il coronavirus avrà un impatto duraturo sull’economia americana, ricordando che la Federal Reserve è pronta ad utilizzare tutti gli strumenti a disposizione. “La Fed continuerà a monitorare la situazione da vicino e a usare gli strumenti appropriati”, ha detto Powell. Nel corso dell’intervento, lo stesso Powell ha notato che c’è molta incertezza sull’ampiezza e la durata degli effetti del coronavirus e ha aggiunto che il taglio non risolverà tutti i problemi provocati dall’epidemia.

IL G7 NON RIESCE A FAR PARTIRE UN INTERVENTO CONCERTATO GLOBALE

Prima che arrivasse la Fed, Wall Street sperava in un annuncio del G7 di un intervento globale concertato di governi e banche centrali per aiutare economie e mercati a contrastare lo shock da Coronavirus. E quale sede migliore per un annuncio se non il G7 finanziario, vale a dire l’organismo che riunisce ministri delle Finanze e banchieri centrali dei paesi più industrializzati, vale a dire USA, Giappone, Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia e Canada? E invece il comunicato del G7, riunito questa volta solo in teleconferenza proprio a causa del virus, non ne ha parlato esplicitamente.

WALL STREET CERCAVA UNA SPINTA PER PROSEGUIRE IL RALLY

Nel comunicato si danno pochi dettagli specifici su quali azioni e sforzi il G7 intenda intraprendere per contrastare l’impatto economico del virus. Anche il solo aggettivo ‘concertato’ avrebbe probabilmente dato a Wall Street la spinta per riprendere il rally poderoso di ieri, magari trascinando al seguito anche le altre Borse europee. Invece lo statement si limita a dire che I paesi del G7 sono impegnati a “utilizzare tutti gli strumenti appropriati per conseguire una crescita forte e sostenibile, mettendo le economie al riparo dai rischi di ribasso”. E aggiunge che le banche centrali continueranno ad “adempiere al loro mandato, supportando la stabilità dei prezzi … e al contempo mantenendo le resilienza del sistema finanziario”.

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LA FED VA AVANTI MA DA SOLA, PER ORA BCE E BOJ STANNO FERME

Decisamente pochino. Decifrato a posteriori infatti voleva dire che la Fed sarebbe andata avanti con un taglio aggressivo, ma anche che la Bce resterà per ora a guardare e la Banca del Giappone ci penserà su. Misure di stimolo poderose potrebbero arrivare dalla Cina, ma quelle erano già scontate. Ma soprattutto non c’è il riferimento a uno sforzo congiunto di politiche monetarie e politiche fiscali. E’ abbastanza paradossale che l’Europa, che sembra l’economia più vulnerabile all’impatto da virus, non vada dietro a una Federal Reserve che si prepara a tagliare aggressivamente.

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