CFD, cosa sono

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CFD: cosa sono e come funzionano i Contract For Difference

26 Maggio 2020 – 11:41

19 Dicembre 2020 – 09:46

Cosa sono i CFD? Guida allo strumento rivoluzionario del trading che offre ottime opportunità di investimento. Come investire sui Contract for Difference?

Hai sentito parlare di CFD come una grande rivoluzione nel trading online ma non hai compreso esattamente cosa sono i CFD e come funzionano.
Sei nel posto giusto: in questo articolo ti offriamo una guida completa al trading sui Contract for Difference (Contratti per Differenza) spiegandoti cosa sono i CFD, come funzionano e aiutandoti a comprendere se investire con i CFD fa al caso tuo oppure no.

I CFD o Contract for Difference sono uno strumento molto amato nel trading e sono sempre di più gli investitori che ne fanno un uso quotidiano.
Scegliendo i CFD si investe in uno strumento finanziario il cui prezzo dipende dal sottostante, ovvero un altro strumento – come le azioni, cambi forex, indici, materie prime – evitando la burocrazia e aprendo posizioni più velocemente.

Ma cosa sono i CFD esattamente? Come funzionano?
Facciamo chiarezza.

Grazie all’offerta dei migliori Broker online, è possibile imparare ad investire sui CFD attraverso i conti in Demo, sui quali allenarsi a generare profitto con soldi virtuali.
Solo quando ti sentirai pronto potrai investire in CFD con soldi reali e guadagnare grazie alle caratteristiche dei Contract for Difference.

Comprendere cosa sono i CFD e come funzionano è un passo fondamentale per chi vuole approfondire le sue conoscenze sul trading on line e trarne profitti.
Tuttavia, bisogna sapere che i CFD possono non essere adatti a tutti gli investitori e per questo è importante conoscerli bene: ecco una guida chiara e completa.

Cosa sono i CFD

I CFD o Contract for Difference (letteralmente “contratti per differenza”) sono degli strumenti derivati che vengono utilizzati per scambiare altri prodotti finanziari, senza possederli realmente. In breve, comprare delle azioni potrebbe essere difficile a causa del loro prezzo elevato, per la possibile indisponibilità o per gli adempimenti burocratici.

È qui che si inseriscono i CFD: grazie ad essi ogni trader può stipulare contratti di acquisto o di vendita con proprio broker o intermediario, nel momento e nei modi che più gli vanno a genio. Va tenuto a mente che con i CFD il trader non possiede realmente l’asset finanziario scelto, ma è in possesso di un contratto con il broker che replica esattamente la quotazione del prodotto di riferimento.

In breve, questi strumenti si definiscono Contract for Difference perché lo strumento negoziato (azione, indice etc.) sarà scambiato secondo le reali condizioni di mercato e il guadagno (o la perdita) rispecchierà esattamente la differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita del prodotto finanziario, esattamente come avviene in Borsa.

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I vantaggi dei CFD

I CFD presentano dei vantaggi considerevoli che spiegano come mai questo strumento abbia tanto successo tra i trader e si stia diffondendo con un trend crescente:

  • consentono di massimizzare il potere d’acquisto iniziale pagando soltanto una piccola percentuale, grazie alla leva finanziaria che permette di negoziare prodotti costosi con piccole somme;
  • permettono di generare profitto sia quando il mercato è in rialzo, sia quando è in calo, dal momento che è possibile operare sia long (buy) che short (sell);
  • è possibile scambiare CFD sulle azioni nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Europa;
  • è possibile scambiare CFD sulle azioni, sugli indici azionari, sulle valute, sulle commodities e su molto altro ancora.

Investire su CFD: esempio pratico

Per comprendere pienamente il funzionamento dei CFD possiamo servirci di un esempio pratico. Poniamo il caso che un trader svolga un’analisi tecnica secondo la quale prevede un apprezzamento delle azioni Google da 750$ a 800$ l’una: egli avrà bisogno di sborsare ben 750$ per comprare una singola azione e realizzare un profitto, nel caso la sua analisi si riveli esatta, di 50$ salvo commissioni. Questo a patto che qualcuno sia disposto a vendergli una singola azione.

Grazie ai CFD, invece, il trader può in ogni momento decidere in prima persona la cifra da investire ed ha la possibilità di limitarsi a somme di gran lunga inferiori, amplificando al contempo gli eventuali guadagni grazie all’utilizzo della leva finanziaria.

CFD: differenza con gli ETF

È normale chiedersi se sia meglio investire sui CFD o sugli ETF.
La risposta dipende dagli obiettivi della sua strategia di trading: di solito si vuole avere un giusto equilibrio tra rischio e ritorno economico, ma per raggiungerlo devi diventare un trader esperto e valutare con attenzione qual è lo strumento che più ti si addice.

Cosa sono gli ETF?
Gli ETF (Exchange traded funds) sono stati definiti lo strumento ideale per investire fin dalla loro nascita. Gli ETF sono dei fondi di investimenti, come i fondi comuni, con l’eccezione che sono negoziati in borsa, da cui il nome “exchange”.

Questo significa che il prezzo può variare durante il giorno, proprio come per le azioni, e che gli ETF possono essere utilizzati da trader per trarre profitto nel breve termine. Ma sono anche dei fondi, quindi adatti anche per gli investimenti a lungo termine, e possono essere basati su molti sottostanti differenti: indici azionari, materie prime, obbligazioni, valute, ecc.

I CFD sono nati dopo gli ETF.

I CFD ti consentono di avere un contratto per ricevere o pagare la differenza di prezzo derivata dal periodo di tempo di investimento, ovvero dal momento in cui apri la posizione fino al momento della sua chiusura.
Hai lo stesso beneficio che ha un vero azionista dall’aumento del prezzo, ma senza l’acquisto di del bene sottostante – il che ti evita un bel po’ di tasse e burocrazia.

Confrontato i CFD con gli ETF ti accorgerai che ci sono molte differenze. I CFD sono un derivato, il che prevede un sistema di indebitamento nell’investimento che tuttavia ti permette di controllare e trarre profitto dalla variazione del prezzo di molti più asset di quanto tu possa permetterti di comprare con lo stesso capitale di investimento.
Con i CFD solitamente si paga tra il 5% e il 10% del valore del sottostante. Gli ETF, invece, devono essere acquistati o venduti a prezzo pieno.

Ora che hai compreso cosa sono e come funzionano i CFD, mettiti alla prova ed inizia ad investire con un conto CFD in demo.

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Lezione 1 – Cosa Sono i CFD e come fare trading con i CFD

I CFD o Contratti di Differenza, sono strumenti finanziari il cui valore replica l’andamento di un asset finanziario. Con il trading di CFD si può negoziare al rialzo e al ribasso su diversi tipi di asset: azioni, coppie valutarie, criptovalute, materie prime, indici di borsa e altri ancora.

Con i CFD si è spalancata una grande opportunità per tutti coloro che pur non essendo professionisti del settore o non disponendo di grandi capitali, possono sfruttare le proprie conoscenze e capacità per ottenere profitti puntando sui rialzi o sui ribassi in base alle proprie previsioni di mercato.

Per farlo, basta accedere ad una piattaforma di trading, come ad esempio eToro, una delle piattaforme CFD più famose e utilizzate al mondo.

In questa prima lezione del corso evidenzieremo i principali vantaggi dei CFD, le differenze con le azioni, i prodotti finanziari su cui consentono di negoziare e le migliori piattaforme per il trading CFD con demo gratuite.

CFD, significato del termine: cos’è il CFD?

Tra poco parleremo dei vantaggi dei CFD e faremo anche un esempio pratico di trading. Prima, però, consentimi di spiegarti meglio cos’è il CFD.

Il significato di CFD sta proprio nella sua sigla. CFD infatti sta per Contract for Difference, ovvero Contratto per Differenza.

Si tratta di contratti standardizzati, quindi, che si possono negoziare con un solo clic del mouse. Non occorre riempire moduli su moduli come nell’acquisto di azioni, ed è anche molto più semplice disfarsene.

Il CFD replica l’andamento di un asset finanziario, come ad esempio un titolo azionario. Chi negozia un CFD su un’azione Amazon, ad esempio, può aprire una posizione rialzista o ribassista a seconda della propria previsione di mercato.

  • Se il titolo Amazon sale, traggono profitto coloro che hanno negoziato al rialzo.
  • Se il titolo Amazon scende, traggono profitto coloro che hanno negoziato al ribasso.

Quando si apre una posizione rialzista, il trader acquista contratti di tipo Long, che per l’appunto gli consentono di ottenere delle plusvalenze proporzionali ai rialzi.

Quando si apre una posizione ribassista, il trader acquista contratti di tipo Short, che gli consentono di ottenere delle plusvalenze proporzionali ai ribassi.

Si dice CFD o CDF?

Alcuni per sbaglio dicono CDF, ma trattandosi di Contracts For Difference, il solo acronimo giusto è CFD.

Alcuni lo presentano nel modo sbagliato proprio per far trovare il proprio sito, ma è giusto sottolineare che l’unica versione esatta è assolutamente CFD.

Vantaggi del trading con CFD

Il trading coi CFD presenta numerosi vantaggi, che potremmo sintetizzare in economicità rispetto all’investimento tradizionale, praticità, comodità, velocità.

Con i CFD si ha infatti l’opportunità di negoziare online dal proprio computer, smartphone o tablet, con burocrazia quasi azzerata. Perciò con i CFD non si è sepolti dalle pratiche burocratiche di cui necessita un investimento tradizionale.

Ad esempio, non si devono detenere titoli cartacei, depositati in banca e negoziabili soltanto dietro consultazione e richieste. I CFD si possono negoziare in un clic e le posizioni aperte si possono chiudere anche in pochi minuti. Potrete così approfittare anche di rialzi della durata di pochi minuti, per poi chiudere la posizione e andare a profitto.

Un altro grande vantaggio è che con il trading di CFD si può fare profitto anche dalle quotazioni in ribasso. Per fare ciò, non occorre acquistare per poi rivendere, ma semplicemente aprire posizioni di tipo short o “vendita”.

Ulteriori vantaggi sono maggiormente apprezzabili facendo un diretto confronto tra CFD e Azioni, che esponiamo qui di seguito.

Qual è la differenza tra CFD e Azioni?

A differenza di quanto accade con le azioni, per fare trading con i CFD non c’è il possesso dei titoli, perciò non vi sono neanche le molteplici pratiche burocratiche e i costi che caratterizzano un tradizionale investimento azionario, come ad esempio le imposte di bollo o i costi relativi alla gestione.

Sebbene i CFD non siano titoli di cui si entra materialmente in possesso, è possibile negoziarli in modo pratico e veloce esclusivamente per scopi di lucro nel breve termine.

Ciò nonostante, la maggior parte dei CFD non hanno scadenza, quindi si è liberi di tenere aperta la propria posizione per quanto si desidera, andando tuttavia incontro ai costi di overnight che vanno rimborsati al broker in cambio del mantenimento della posizione durante la notte (nel weekend vanno calcolate 3 notti).

Importante è infatti evidenziare che i CFD sono strumenti pensati per ottenere risultati in breve tempo, comprando in un mercato al rialzo o al ribasso, al fine di trarre profitto dalle variazioni al rialzo o al ribasso di un titolo. A differenza delle azioni, le posizioni sui CFD si possono chiudere anche dopo pochi minuti, con un semplice clic del mouse.

Un’altra grande differenza tra i CFD e le azioni sta nella leva finanziaria. I CFD sono strumenti soggetti a leva, perciò per ogni singola operazione, l’utente non si esporrà per l’ammontare complessivo del valore delle azioni negoziate, ma soltanto per una percentuale minore.

Infine, va evidenziato che i CFD consentono di avere accesso ad una vasta gamma di azioni, cosa che non è possibile fare tramite una normale banca. E’ possibile crearsi un portafoglio di CFD azionari scegliendo i componenti tra migliaia di azioni in tutto il mondo, quotate su tutti i mercati azionari più importanti. Non solo azioni italiane, dunque, ma anche numerosissime azioni europee, asiatiche e americane.

Esempio Trading CFD con leva finanziaria

Ad esempio, una leva di 1:20 consente di negoziare su azioni per un valore di 1000 euro con soli 50 euro.

I tassi di margine e la leva possono variare a seconda del broker e della tipologia di strumento finanziario utilizzati.

Su quali asset si può negoziare con CFD?

Oltre che sulle azioni, i CFD consentono di negoziare al rialzo e al ribasso su molteplici strumenti finanziari quali valute, materie prime, fondi ETF e indici di vario genere.

Trading CFD su Forex

I CFD sul Forex consentono di operare sul mercato valutario, quindi aprire posizioni al rialzo o al ribasso su coppie valutarie come Euro Dollaro, USD/JPY, EUR/GBP e tantissime altre.

I vantaggi del trading sul Forex con i CFD comprendono l’alta leva offerta dai broker (circa 1:30) e dagli spread, più vantaggiosi rispetto agli altri strumenti finanziari.

Un consiglio: minore è lo spread, ovvero la differenza tra prezzo di acquisto e di vendita del CFD, più conveniente è aprire una posizione su uno strumento finanziario.

A proposito del trading di CFD sul Forex va anche evidenziato che la famosa piattaforma di trading professionale MetaTrader 4 è ottimale per questo tipo di strumento finanziario, anche se più difficile da usare rispetto ad altre (es. Trade.com).

Trading CFD sulle Criptovalute

Le criptovalute sono una new entry del mercato finanziario. Esse hanno avuto il boom negli ultimi anni e soprattutto con il Bitcoin.

Con i CFD, ormai avrete ben capito che si può negoziare sia al rialzo che al ribasso, perciò si può operare sia in previsione dei rialzi del BTC, sia in ottica di previsione di ribassi del BTC.

Essendo le variazioni dei prezzi delle criptovalute molto ampi, ciò offre ampi margini di profitto. Tuttavia, c’è da fare i conti con un difetto: lo spread per le criptovalute è solitamente molto alto e la leva finanziaria è molto bassa. In pratica, occorrono capitali molto più alti rispetto agli altri strumenti finanziari e soprattutto rispetto al trading sul Forex.

Trading CFD su Materie prime

I CFD sulle materie prime consentono invece di fare trading su petrolio, oro, argento, rame, gas naturale ed altre tipologie, come quelle alimentari (soia, caffè, zucchero, cotone ecc.).

Anche per le materie prime le leve finanziarie proposte dai broker sono solitamente molto alte.

Essendo le quotazioni di alcune materie prime molto volatili, prima della negoziazione con fondi reali consigliamo uno studio preventivo della materia prima che si desidera negoziare.

Trading CFD su ETF

I CFD sugli ETF hanno come sottostante dei fondi di tipo Exchange Traded Fund.

Questi sono dei particolari fondi le cui quote vengono scambiati come le azioni e sono contraddistinti da alta liquidità e bassi costi gestionali.

I CFD consentono di scambiarli al rialzo e al ribasso in modo semplice e con una buona varietà di fondi.

Trading CFD su Indici

I CFD su indici solitamente fanno riferimento ai principali indici di borsa dei mercati azionari, come il Dow Jones, il FTSE MIB di Piazza Affari, o la Borsa di Francoforte, ma anche ad indici di tipo Mid Cap, ovvero che racchiudono i titoli azionari di media capitalizzazione.

I broker consentono allo stesso modo di fare trading su indici di altro genere, come ad esempio l’indice VIX, ovvero l’indice della volatilità, ed altri ancora.

Trading CFD su opzioni

I CFD sulle opzioni sono una novità che consente di aprire posizioni sui Call e Put relativi a opzioni su indici e di altro genere.

Sono uno strumento finanziario relativamente nuovo e consigliato per chi inizia la propria attività di trading.

Come tutti gli strumenti hanno vantaggi e svantaggi, abbiamo realizzato un corso sulle opzioni binarie per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento

Software CFD, come fare trading tramite app e browser

Per fare trading con i CFD occorre un software che consente di accedere al mercato e piazzare gli ordini al rialzo e al ribasso. Questi software sono comunemente chiamate piattaforme trading CFD e sono solitamente offerte gratuitamente dai broker a cui ci si iscrive.

Va specificato che il trading con CFD è attuabile sia con software scaricabili, sia con app dedicate, sia anche con l’accesso tramite browser. I sistemi compatibili dipendono dal software offerto dal broker, perciò qui di seguito andremo a specificare quali sono i sistemi operativi compatibili con le varie piattaforme menzionate.

Chi non ha molta esperienza e preferisce una piattaforma semplice da usare potrà trovare decisamente soddisfacenti alcuni software molto intuitivi, le cui funzionalità sono facilmente applicabili da tutti gli utenti.

Chi invece ha maturato già esperienza con l’analisi tecnica applicata al trading, potrà trovare molto soddisfacente l’utilizzo di piattaforme più professionali, tra le quali la più celebre e utilizzata è la MetaTrader 4, di cui abbiamo pubblicato un corso introduttivo che spiega in dettaglio tutte le funzionalità offerte da questo software, oltre alle modalità per provarlo gratuitamente in modalità demo.

Come funziona il trading CFD

Abbiamo finora visto come si può fare trading, quali sono i suoi vantaggi e quali sono le migliori piattaforme per negoziare, ma come funziona tecnicamente la negoziazione di questo strumento?

Il trading CFD avviene tra i singoli investitori e le società che offrono tale servizio, ovvero le società di intermediazione o broker.

Non essendoci dei contratti standard per i CFD, ogni società può determinarne i propri, pur attenendosi ad alcuni punti comuni quali:

  • Il contratto per differenza ha inizio quando l’utente (l’investitore) apre una posizione al rialzo o al ribasso su un determinato strumento ed ha fine quando chiude la posizione sullo stesso
  • Il guadagno o la perdita dell’investitore sarà proporzionale alla variazione di prezzo intervenuta tra l’apertura e la chiusura della posizione
  • Come compenso per il proprio servizio, il broker applica solitamente uno spread ovvero un differenziale tra il prezzo di acquisto e vendita all’apertura. Può inoltre aggiungere commissioni per servizi extra, overnight (tassa di servizio finanziario notturno) e in taluni rari casi anche una parcella manageriale nel caso in cui offra la gestione del portafoglio
  • Avvenuta la chiusura giornaliera del mercato, una posizione viene reinvestita e portata al giorno seguente
  • I CFD sono prodotti “di marginazione” e ciò vuol dire che il trader ovvero l’utente investitore, deve sempre mantenere il livello di margine minimo. Nel caso in cui la somma di denaro depositata sulla piattaforma CFD scenda ad un livello inferiore a quello del margine minimo, il broker effettuerà una margin call (chiamata a margine) in cui si chiederà al trader di coprire velocemente tali margini, che in caso contrario porteranno alla chiusura delle posizioni da parte del broker, al fine di tutelarsi.

Margine dei CFD

Un aspetto molto importante da comprendere per quanto riguarda i CFD è quello del margine. Abbiamo già accennato alla leva finanziaria e alla “marginazione”. Qui di seguito forniamo un esempio in modo tale che si possa comprendere il suo funzionamento nel miglior modo possibile.

Innanzitutto, distinguiamo i due tipi di margine presenti nel trading CFD:

  • Margine Iniziale: Si tratta dell’importo che l’utente andrà effettivamente ad investire per la negoziazione, ed è dato dalla seguente margine iniziale. Esso si calcola effettuando il rapporto tra capitale nominale e leva finanziaria (es. se il capitale nominale di 3.000$ e leva 1:30, il margine iniziale sarà pari a 100$)
  • Margine di Mantenimento : Si tratta del margine che viene richiesto per tenere la posizione aperta e che viene restituito quando la posizione viene chiusa.

Facciamo un esempio. Apriamo una posizione su 1.000€ della coppia EUR/USD, con leva pari a 1:30. Il margine iniziale sarà pari a (1.000€/30) cioè 33,33€. Di questi, se il margine di mantenimento è del 50%, 16,76€ saranno congelati.

Essi saranno restituiti quando l’operazione verrà chiusa. Il margine di mantenimento è importante poiché la equity (una sorta di capitale netto di cui parleremo nel corso) deve restare sempre abbastanza distante da esso, per non imbattersi nella margin call, ovvero un avviso che avverte l’utente che le perdite hanno raggiunto livelli d’allerta.

A proposito dei margini, va detto che:

  1. Una volta aperta la posizione le variazioni di prezzo delle azioni interverranno sul capitale disponibile
  2. Quando si deciderà di chiudere la posizione, si riceveranno indietro gli importi dei margini, al netto dei profitti e delle perdite.

Costi, quanto occorre per operare con i CFD?

La questione dei costi si può includere tra i vantaggi poiché come abbiamo visto in dettaglio, il trading con i CFD richiede somme molto inferiori rispetto all’investimento tradizionale.

Anche per quanto riguarda lo spread, ovvero ciò che spetta al broker per il suo servizio, si tratta di percentuali molto ridotte e molto più esigue delle commissioni chieste dalla maggior parte delle banche.

I broker online di CFD infatti anziché guadagnare dalle commissioni, traggono profitto dall’apertura delle posizioni tramite l’applicazione dello spread, perciò più posizioni si aprono, più il broker guadagna.

Con il trading di CFD quindi non vi è conflitto d’interesse poiché il broker non trae profitto dalla perdita del trader, bensì dalla quantità delle sue operazioni, ciascuna delle quali consente al broker di trattenere una piccola percentuale che dipenderà dal tipo di strumento negoziato.

Solitamente, il Forex offre gli spread più bassi, che possono essere anche di soli 2 pip, come nel caso della piattaforme etoro

Occorre essere esperti per negoziare CFD?

Come in tutti i settori più si conosce un “territorio” più ci si muove meglio, perciò anche se la pratica di negoziazione dei CFD è molto semplice, l’apprendimento, l’aggiornamento, l’informazione e un po’ d’impegno sicuramente aiutano nell’ottenimento di risultati sempre più soddisfacenti.

Alla fine si tratta sempre del mercato finanziario, perciò più lo si segue con attenzione e più si riuscirà ad approfittare dei diversi avvenimenti per guadagnare su rialzi di prezzo dei diversi titoli quotati in Borsa.

Migliori piattaforme per il trading CFD

Forniamo qui un elenco delle migliori piattaforme per fare trading online con CFD, regolamentate in Europa dalla Cysec e fornite da società iscritte al registro Consob. Si tratta quindi di broker autorevoli, sicuri e legali, oltre che molto famosi.

CFD: cosa sono e come funzionano

Quando ci avviciniamo al Mondo del trading online, veniamo messi di fronte a due alternative di investimento: o acquistare materie prime vere e proprie per poi rivenderle; oppure acquistare titoli che ne rispecchino (più o meno fedelmente, a seconda del titolo) l’andamento in Borsa. Se optiamo per questa seconda strada, allora veniamo messi dinanzi alla possibilità di acquistare strumenti finanziari come i Futures, gli ETF e i CFD.

In quest’articolo ci occuperemo approfonditamente di questi ultimi, il cui nome completo è Contract for Difference (tradotto dall’inglese “contratti per differenza”), strumenti che si stanno diffondendo sempre più tra gli investitori, giacché permettono di evitare rogne burocratiche e aprono posizioni in maniera più veloce. Come vedremo, il loro prezzo è legato a un sottostante, ossia un altro strumento come azioni, cambi forex, indici e materie prime. Ma vediamo meglio cosa sono i CFD, dove sono nati e come si sono evoluti nel tempo, quali vantaggi presentano, come funzionano e la differenza con gli ETF.

Attualmente la soluzione migliore per fare trading online è quella di sfruttare le piattaforme CFD. Ad esempio una ottima è quella del broker Investous. Si tratta di un broker autorizzato con servizi innovativi come quello dei segnali che permettono di ricevere consigli per orientare con successo le proprie attività di trading on line ed essere più profittevoli. Per saperne di più sui segnali clicca qui per visitare il sito ufficiale.

Broker CFD italiani

Prima di vedere quali sono i vantaggi e come funzionano i CFD vi presentiamo un elenco dei migliori broker CFD italiani con i quali aprire un conto gratuito:

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CFDs sono strumenti finanziari complessi e comportano un alto rischio di perdita di denaro rapidamente a causa della leva. Tra il 74-89% dei trader retail perdono soldi facendo trading CFD. Prima di fare trading cerca di capire come funzionano i CFD ed i rischi che comportano.

Cosa sono i CFD

I CFD sono strumenti derivati mediante i quali si scambiano altri prodotti finanziari, senza che si possiedano davvero. Cosa significa tutto ciò? Per comprendere meglio la funzione dei CFD, bisogna partire dal presupposto che comprare azioni in Borsa potrebbe essere complicato a causa del loro prezzo elevato, perché non disponibili o perché necessitano di eccessiva burocrazia. Ed ecco il ruolo dei CFD: con essi ogni trader può utilizzare la piattaforma acquistando e vendendo e negoziando sul prezzo dello strumento finanziario.

Va da sé che il possessore dei CFD in realtà non acquista fisicamente il bene negoziato ma fa trading sulla quotazione del prodotto di riferimento. Ma allora perché si chiamano “contratti per differenza”? In quanto lo strumento negoziato (che sia un’azione, un indice etc.) verrà scambiato mediante le reali condizioni di mercato. Mentre l’eventuale profitto o perdita rispecchierà con precisione la differenza tra i prezzi di acquisto e vendita del prodotto finanziario stesso, proprio come accade nella Borsa valori. I CFD vengono negoziati fuori mercato (il cosiddetto mercato OTC) e consentono agli investitori di trarre vantaggio dal rialzo (la cosiddetta posizione long) o dal ribasso (di contro, la cosiddetta posizione short) del prezzo degli strumenti sottostanti.

Quando sono nati i CFD e come sono evoluti nel tempo

I CFD sono nati a Londra ad inizio anni ’90, basati sugli swap di capitale, con il vantaggio aggiuntivo di essere un prodotto a marginazione esentato dal bollo previsto in Inghilterra (una tassa vera e propria). Furono ideati da Brian Keelan e Jon Wood, dipendenti della UBS Warburg, quando stavano trattando con la Trafalgar House in quel periodo. I CFD esordirono venendo utilizzati da hedge funds e investitori istituzionali, con lo scopo di proteggere la propria esposizione azionaria sul London Stock Market. Il tutto risparmiando il più possibile.

Gli investitori commerciali sono arrivati solo alla fine di quel decennio. A permetterne la diffusione il fatto che alcune società inglesi offrivano un servizio basato su innovative piattaforme online che davano la possibilità di controllare i prezzi e fare trading in tempo reale. Diciamo pure, antenate di quelle che conosciamo oggi. Si pensi a società come la Gerrard & National Intercommodities, IG Markets e CMC Markets.

Negli anni 2000 però qualcosa cambiò. I trader si resero conto che il reale vantaggio di fare trading con i CFD non consisteva nell’esenzione dal bollo, ma dalla capacità di questi strumenti di applicare la leva finanziaria a qualsiasi attività sottostante. E così le società che offrivano CFD estesero la propria offerta aggiungendo anche indici, azioni globali, commodity, titoli di stato e valute oltre ai classici titoli azionari quotate alla Borsa di Londra. Così in Gran Bretagna i Contract for difference raggiunsero la stessa popolarità del Financial Spread Betting, con il vantaggio che mentre quest’ultimo è rimasto circoscritto al Regno Unito e all’Irlanda perché lì esentasse, i Cfd, come vedremo anche di seguito, si sono espansi in tanti altri Stati. Un grande successo si evidenzia in Australia, dove i Cfd sono tra gli strumenti finanziari preferiti dai traders.

Come funzionano i CFD

Rispetto ai Futures, che sono dei contratti standardizzati, quindi non scambiabili ma solo eventualmente utilizzati come compensazione tra futures stessi, i CFD sono singoli contratti stipulati tra i singoli investitori e le società di intermediazione o broker. Pertanto, ogni società può stipulare dei propri contratti. Comunque, le linee generali sono uguali a tutti, ed eccole di seguito:

  • il CFD inizia quando l’acquirente apre una posizione al rialzo o al ribasso su un determinato strumento e termina quando la sua posizione si chiude;
  • il profitto o la perdita dell’investitore corrisponderà alla variazione di prezzo che emerge tra l’apertura e la chiusura della posizione;
  • il broker ottiene un compenso applicando in genere uno spread (differenza) all’apertura della posizione tra prezzi di acquisto e vendita. In alcuni casi potrebbe aggiungere delle commissioni aggiuntive overnight (tassa di servizio finanziario notturno) e raramente può anche chiedere una parcella manageriale qualora offra la gestione del portafoglio;
  • quando il mercato chiude a fine giornata, la posizione conclusiva viene reinvestita il giorno seguente;
  • i Contract for difference sono da considerarsi prodotti “di marginazione”. Ciò in quanto chi investe deve sempre mantenere il livello di margine minimo. Se il deposito diminuisce fino ad una soglia inferiore al margine minimo, il broker si cautela facendo una margin call (chiamata a margine) e consentendo al trader di poter continuare l’operazione. Altrimenti, il broker chiuderà le proprie posizioni per tutelarsi.

Come funziona il margine dei CFD

Dedichiamo un paragrafo a parte a quest’ultimo punto, riguardante i margini. Occorre in primis distinguere due tipologie di margine legate al CFD:

  • Iniziale: importo che l’utente investirà per la negoziazione, il quale scaturisce dal prezzo di apertura della posizione moltiplicato dalla dimensione della transazione. Il risultato moltiplicato per la percentuale del margine iniziale.
  • Manutenzione: il margine richiesto per tenere la posizione aperta e che sarà restituito quando la posizione verrà chiusa. Il suo importo sarà dato dal prezzo di apertura della posizione moltiplicato per la dimensione della transazione; il risultato moltiplicato per la percentuale di margine di manutenzione.

Cosa scaturisce da tutto ciò? Che nel momento in cui la posizione verrà chiusa o liquidata, il trader riceverà margini ed importi indietro. Inoltre il prezzo delle azioni influenzeranno il capitale disponibile.

Quali sono i vantaggi dei CFD

Possiamo tranquillamente affermare che i CFD danno vantaggi molto importanti ai trader che hanno deciso di puntarci. Non a caso, come dicevamo nell’incipit, si stanno diffondendo sempre più. Ecco quali sono i principali vantaggi dei CFD:

  • permettono di massimizzare il potere d’acquisto originario dietro una bassa percentuale, mediante la leva finanziaria che consente la negoziazione di prodotti costosi ma corrispondendo importi bassi;
  • fanno sì che si generino profitti sia quando il mercato è in rialzo, sia quando esso è in fase calante, visto che è possibile operare sia nel breve periodo che nel lungo periodo;
  • i CFD sono scambiabili su una miriade di borse: britannica, olandese, polacca, portoghese, tedesca, svizzera, italiana, singaporese, sudafricana, australiana, svedese, francese, giapponese e spagnola. Hong Kong ha annunciato di prevedere presto i CFD sulla propria borsa, mentre Stati Uniti li vietano a partire delle restrizioni imposte dalla US Securities and Exchange Commission relative agli strumenti finanziari over the counter (OTC). Decise dopo il caos del 2008.
  • i CFD possono essere scambiati su una miriade di titoli: azioni, indici azionari, valute, commodities, ecc;
  • non viene applicata alcuna commissione sugli ordini. Ciò vuol dire che, rispetto a quanto accade di solito sui mercati regolamentati, non devi pagare una commissione di negoziazione per ogni singola posizione che viene aperta o chiusa.

Un confronto tra i CFD e gli ETF

Viene naturale domandarsi quale sia la differenza tra CFD e ETF. Così come chiedersi quale dei due strumenti sia migliore. Come sempre, dipende dai nostri obiettivi reali per cui investiamo. Gli ETF (acronimo di Exchange traded funds) sono dei fondi di investimento, proprio come i fondi comuni, sebbene se ne differenzino per il fatto che sono negoziati in borsa. Non a caso nel loro nome completo troviamo il termine “exchange”. Ciò vuol dire che il loro valore può variare durante la giornata borsistica come accade con le azioni, pertanto, vengono preferiti dai trader per generare profitto già nell’immediato. Tuttavia, nella loro natura di fondi, possono generare anche investimenti a lungo termine, basati sui sottostanti più disparati: indici azionari, materie prime, obbligazioni, valute, ecc. Il tutto, con costi di gestione molto bassi (1-1,5%).

I CFD, invece, a parte il loro essere sorti dopo gli ETF, permettono di avere un contratto per ricevere o pagare la differenza di prezzo derivata dal periodo di tempo di investimento. Dunque, nel lasso di tempo che va dall’apertura della posizione fino al suo termine. Pertanto, sebbene si abbia lo stesso vantaggio che ha un azionista derivante dall’aumento del prezzo, non si acquista il bene sottostante. Evitando così rogne burocratiche e fiscali.

Dal confronto tra CFD e ETF, quindi, vengono fuori molteplici differenze. Abbiamo detto che i CFD sono derivati, e in quanto tali prevedono un sistema di indebitamento nell’investimento che comunque consente di monitorare e trarre profitto dalla variazione del prezzo di molti più asset rispetto all’acquistare tramite lo stesso capitale di investimento. Ancora, con i CFD paghiamo in genere una forchetta di percentuale sul valore del sottostante che va tra il cinque e il dieci percento. Gli ETF, invece, vengono rilevati o ceduti a prezzo pieno.

Tipi di investimento tramite CFD

Elenchiamo ora i vari tipi di investimento che si possono effettuare tramite CFD. Prima però vi elenchiamo le migliori piattaforme per fare trading con i CFD:

BROKER CARATTERISTICHE VANTAGGI
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CFDs sono strumenti finanziari complessi e comportano un alto rischio di perdita di denaro rapidamente a causa della leva. Tra il 74-89% dei trader retail perdono soldi facendo trading CFD. Prima di fare trading cerca di capire come funzionano i CFD ed i rischi che comportano.

CFD tramite Forex

I CFD sul Forex permettono di investire sul cosiddetto mercato valutario, pertanto aprire posizioni al rialzo o al ribasso su coppie valutarie come EUR/USD, USD/JPY, EUR/GBP e tantissime altre. Quali sono i vantaggi del trading sul Forex con i CFD? Includono l’alta leva offerta dai broker e dagli spread e si presentano maggiormente vantaggiosi a confronto con gli altri strumenti finanziari. Più basso è lo spread (differenza tra prezzo di acquisto e di vendita del CFD), più conveniente sarà aprire una posizione su uno strumento finanziario.

CFD su Materie prime

Questa opzione permette invece di fare trading su una miriade di materie prime quali petrolio, oro, argento, palladio, rame, caffè, cioccolato, zucchero, gas naturale, ecc. Evitando all’investitore di comprarle fisicamente, ma acquistando i titoli a loro collegati. In genere, pure per i CFD legati alle materie prime, i broker offrono leve finanziarie molto elevate. Tuttavia, è bene precisare che le quotazioni di alcune materie prime sono molto volatili e facilmente influenzate da eventi improvvisi. Pertanto è sempre meglio studiare bene le varie materie prime prima di fare un investimento. Si pensi alla improvvisa scarsità di un bene, a scioperi da parte dei lavoratori del settore estrattivo, colpi di stato, ecc.

CFD su Indici

Essi si riferiscono ai principali indici di borsa dei mercati azionari mondiali, ma anche ad indici appartenenti alla tipologia Mid Cap; termine con cui vengono racchiusi i titoli azionari di media capitalizzazione. E’ possibile investire anche su indici di altro genere: si pensi all’indice VIX (vale a dire l’indice della volatilità), ecc.

Trading CFD su opzioni

Questa tipologia di investimento è più recente, e permette di aprire posizioni sui Call e Put relativi a opzioni su indici e di altro genere. Vengono consigliati ai novizi del trading, sebbene, ovviamente come tutti gli strumenti finanziari presentano vantaggi e svantaggi.

Quanto costa investire nei CFD

Veniamo infine a un capitolo non meno importante sui CFD: quanto costa gestirli? I CFD presentano il vantaggio di richiedere costi alquanto bassi. Ciò in quanto il trading con i CFD consente di impiegare meno capitale rispetto ad altre forme di investimento. Anche la parte che spetta al broker per i suoi servigi (lo spread) consiste in percentuali esigue al cospetto delle commissioni richieste da buona parte degli istituti di credito. Perché ciò? In quanto gli intermediari finanziari online di CFD non guadagnano sulle commissioni, bensì traggono profitto dall’apertura delle posizioni. Il guadagno del broker sta quindi nel numero di posizioni che riesce ad aprire, in quanto applicherà una piccola percentuale di profitto tramite lo spread in base al tipo di strumento che si utilizzerà per negoziare.

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