Europa ecco qual è il problema della Spagna

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • Binarium
    Binarium

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Spagna

Sintesi

  • Capitale: Madrid
  • Lingue ufficiali dell’UE: spagnolo
  • Membro dell’UE: dal 1º gennaio 1986
  • Valuta: euro. Membro della zona euro dal 1º gennaio 1999.
  • Schengen: membro dello spazio Schengen dal 26 marzo 1995.
  • Dati in cifre: dimensioni geografiche – popolazione – prodotto interno lordo (PIL) pro capite in SPA

Sistema politico

La Spagna è una democrazia parlamentare e una monarchia costituzionale con un capo di governo, il primo ministro, e un capo di Stato, il re. Il consiglio dei ministri è l’organo esecutivo ed è presieduto dal primo ministro. La Spagna è uno Stato unitario composto da 17 comunità autonome e 2 città autonome con diversi gradi di autonomia.

Economia e commercio

I settori più importanti dell’economia spagnola nel 2020 sono stati il commercio all’ingrosso e al dettaglio, i trasporti e i servizi alberghieri e di ristorazione (23,9 %), la pubblica amministrazione, la difesa, l’istruzione, la sanità e l’assistenza sociale (18,0 %) e l’industria (17,7 %).

La Spagna ha esportato per il 66 % all’interno dell’UE: Francia 15 %, Germania 11 % e Italia 8 %; nei paesi extra-UE ha esportato invece per il 4 % negli Stati Uniti e per il 3 % in Marocco.

La Spagna ha importato per il 58 % dagli Stati membri dell’UE: Germania 14 %, Francia 12 % e Italia 7 %; dai paesi extra-UE ha importato invece per il 7 % dalla Cina e il 3 % dagli Stati Uniti.

La Spagna nell’UE

Parlamento europeo

La Spagna ha 51 deputati nel Parlamento europeo. Scopri chi sono gli eurodeputati della Spagna.

Consiglio dell’UE

Nel Consiglio dell’UE i ministri nazionali si incontrano periodicamente per adottare le leggi e coordinare le politiche dell’Unione. Alle riunioni del Consiglio partecipano regolarmente i rappresentanti del governo spagnolo, a seconda del settore politico in questione.

Presidenza del Consiglio dell’UE

Il Consiglio dell’UE non è presieduto in permanenza da un’unica persona (come ad esempio la Commissione o il Parlamento). I suoi lavori sono infatti guidati dal paese che detiene la presidenza semestrale di turno del Consiglio.

Durante questi sei mesi, i ministri del governo di tale paese presiedono le riunioni del Consiglio nei rispettivi settori di competenza, contribuendo a fissarne l’ordine del giorno, e facilitano il dialogo con le altre istituzioni dell’UE.

Date delle presidenze spagnole:

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • Binarium
    Binarium

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

gennaio-giugno 1989 | luglio-dicembre 1995 | gennaio-giugno 2002 | gennaio-giugno 2020

Presidenza del Consiglio dell’UE

Il seguente link rimanda a un sito esterno Presidenza di turno del Consiglio dell’UE

Commissione europea

Il commissario nominato dalla Spagna alla Commissione europea è Josep Borrell Fontelles, alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione europea.

La Commissione è rappresentata in ciascuno Stato membro dell’UE da un ufficio locale, detto anche “rappresentanza”.

Comitato economico e sociale europeo

La Spagna ha 21 rappresentanti nel Comitato economico e sociale europeo. Questo organo consultivo, che rappresenta i datori di lavoro, i lavoratori e altri gruppi di interesse, viene consultato sulle proposte legislative per avere un’idea più precisa del possibile impatto sulla realtà sociale e del lavoro nei paesi membri.

Comitato europeo delle regioni

La Spagna conta 17 rappresentanti nel Comitato europeo delle regioni, l’assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell’UE. Questo organo consultivo viene consultato sulle proposte legislative per assicurare che tengano conto delle esigenze di ciascuna regione dell’UE.

Rappresentanza permanente presso l’UE

La Spagna comunica inoltre con le istituzioni dell’UE attraverso la sua rappresentanza permanente a Bruxelles. Similmente a una “ambasciata spagnola presso l’UE”, il suo compito principale consiste nell’assicurare che le politiche e gli interessi del paese siano perseguiti nel modo più efficace possibile a livello dell’Unione.

Bilancio e finanziamenti

Quanto versa e quanto riceve la Spagna?

Il contributo finanziario di ciascun paese dell’UE al bilancio dell’Unione viene calcolato in maniera equa, in base alle rispettive possibilità: più grande l’economia del paese, maggiore il suo contributo, e viceversa.

Il bilancio dell’UE non mira a ridistribuire la ricchezza, bensì si concentra sulle esigenze dei cittadini europei in generale.

Dati 2020 per la Spagna:

  • Spesa totale dell’UE in Spagna – 12,270 miliardi di euro
    (pari all’1,02% dell’economia spagnola)
  • Contributo complessivo al bilancio dell’UE – 10,314 miliardi di euro
    (pari allo 0,85% dell’economia spagnola)

Altri dati sul bilancio, le entrate e le uscite dell’UE:

Progetti finanziati dall’UE in Spagna

Il denaro versato nel bilancio dell’Unione europea dalla Spagna contribuisce a finanziare programmi e progetti in tutti i paesi dell’UE: costruzione di strade, sovvenzioni per la ricerca, la tutela dell’ambiente, ecc.

Europa: ecco qual è il problema della Spagna

La Spagna, in questo momento è considerato uno dei paesi periferici maggiormente in difficoltà nel Vecchio Continente anche se gli analisti internazionali additano tra le prossime débacle quella francese e quella slovena.

Questo non vuol dire che in Spagna vada tutto a gonfie vele, anzi. A spiegare il dramma di Madrid ci ha pensato Gideon Rachman che è un editorialista molto quotato del Financial Times. Il giornalista in questione parte da un viaggio in treno, quello tra Madrid e Barcellona, fatto a bordo di un treno alta velocità tra i più evoluti d’Europa.

La Spagna, infatti, non ha mai abbandonato la sua spinta verso la modernizzazione ma ora i problemi economici e politici vengono a galla. La corruzione del primo ministro è solo la punta dell’iceberg. Il vero problema del paese è l’Europa.

Tutti si affrettano a salvare i paesi che minacciano di abbandonare l’euro e questo sarebbe fatto sicuramente anche nel caso della Spagna che è tra le nazioni più grandi e popolate del Vecchio Continente. Eppure è stata proprio l’Europa a gettare nel baratro la Spagna.

Adesso la disoccupazione è alle stelle, il deficit fiscale resta al 6,6 per cento del PIL e le banche dimostrano tutta la loro fragilità.

Spagna, PIL migliore d’Europa: ecco qual è il prezzo da pagare

26 Maggio 2020 – 13:55

26 Maggio 2020 – 13:58

L’Europa plaude al miracolo economico della Spagna che continua a dare conferme. È davvero un miracolo o sono in gioco altri fattori?

Il miracolo della Spagna continua a manifestarsi a suon di PIL in crescita su base annuale del +3,4% e del +0,8% su base trimestrale. Una crescita neanche lontanamente paragonabile a quella italiana (se di crescita vogliamo parlare in Italia) e in generale in tutta Europa.

La Spagna cresce a ritmi più elevati della media europea, battendo sul campo economie egemoni come quella tedesca e francese. Il governo spagnolo ha spiegato più volte che tale crescita è stata possibile grazie all’approvazione di una serie di riforme strutturali che hanno migliorato l’innovazione e la qualità della produzione dei beni spagnoli.

Guardando i dati oggettivi sembra proprio che non sia così ma che anzi l’economia iberica sia frutto di fattori congiunturali favorevoli e di misure che hanno favorito le esportazioni a scapito del benessere dei lavoratori, rendendo l’economia del Paese estremamente fragile.

Spagna: prosegue il «miracolo» economico

La Spagna continua a crescere economicamente a ritmi quasi cinesi. Il PIL del primo trimestre 2020 è cresciuto dello 0,8% mentre su base annuale ha centrato un ottimo +3,4%.

Tanto è bastato per fare in modo che si gridasse nuovamente al miracolo spagnolo. Effettivamente, il Paese iberico è uno di quelli che nel periodo della grande recessione è stato tra i più colpiti dalla crisi per via delle enormi bolle come quella del settore immobiliare.

Nessuno avrebbe scommesso niente sulla ripresa dell’economia spagnola, eppure la stessa sta sorprendendo di anno in anno tutti. Il governo Rajoy ha ripetutamente spiegato che tale tasso di crescita è dovuto alle riforme strutturali che hanno permesso alla nazione di migliorare la qualità dei beni esportati e di attirare investimenti esteri.

Senza voler dare del bugiardo all’ex-esecutivo iberico, sembra proprio che la risposta data da quest’ultimo non trovi riscontro nei dati fondamentali.

La Spagna cresce per motivi non ricollegabili a riforme strutturali – S.Tilford

Simon Tilford, ex-capo economista del Fondo Monetario Internazionale ora al Centre for European Reform, circa un anno fa spiegava che la crescita iberica non è in nessun modo correlabile all’utilizzo di riforme strutturali.

L’esperto riteneva piuttosto che l’economia spagnola abbia goduto di alcuni fattori congiunturali unitamente ad un abbassamento dei salari. Tilford spiegava che se si analizza la composizione dell’export del Paese ci si accorge che in realtà si basa unicamente su beni di scarsa qualità.

La svalutazione dell’Euro e il taglio dei redditi non sono fattori di crescita sostenibile ma, anzi, mettono a rischio l’economia spagnola a crisi globali. L’export non si può basare su variabili come una rimodulazione salariale a ribasso e una perdita di valore della valuta poiché nel tempo questi fattori devono man mano progredire per approdare ad una manifattura più avanzata.

Crescita spagnola possibile grazie a rimodulazione dei salari – Oxford Economics

Le dichiarazioni di Tilford trovano conferma in quelle di Angel Talvera di Oxford Economics, il quale spiegava che la crescita economica spagnola si basa su un remarkable-cost adjustment, ovvero, tagli salariali che hanno permesso di aumentare la competitività nell’export su prodotti low-value.

Spagna: deflazione persistente e in aumento

Le affermazioni dei due esperti trovano conferma nei dati macroeconomici. Il tasso di inflazione (in questo caso forse è più appropriato deflazione) continua a diminuire sempre più, indice che c’è qualcosa che non va.

L’inflazione può essere trainata dalla domanda interna, dai costi di produzione e dall’eccesso di moneta in circolazione (che dipende dalla banca centrale ossia la BCE).

Il crollo delle materie prime ha portato una dinamica deflazionistica sui prezzi mentre la BCE sta cercando di aumentare l’eccesso di moneta in circolo con i tassi negativi ma gli effetti ancora non si vedono.

Un indizio porta quindi all’ultimo fattore: la domanda interna di beni. Domanda che non c’è: se vero che le esportazioni sono aumentate più della media europea non si può dire la stessa cosa per le importazioni.

Spagna: tasso di disoccupazione (anche giovanile) tra i più alti d’Europa

Si può obiettare che allora i consumi interni sono migliorati. Non è così. La Spagna ha un tasso di disoccupazione tra i più alti in Europa, peggiore addirittura di quello dell’Italia, con un secco +21%. La disoccupazione giovanile è peggiore di quella italiana con un tasso del 45,5%.

L’inserimento nel mercato del lavoro avviene con salari sempre più ridotti, basti pensare che i neolaureati spagnoli percepiscono un salario di ingresso al penultimo posto nella classifica tra le 15 maggiori economie europee (si lascia al lettore immaginare chi ricopra l’ultimo posto).

Spagna: alcune domande da porsi con un’unica risposta, flessibilità

Se c’è tutto questo benessere e crescita di cui si vanta la Commissione Europea, allora perché Podemos entrerà con ogni probabilità nel nuovo esecutivo che verrà ri-eletto il 26 giugno? Perché il debito pubblico è salito oltre il 100% del PIL due mesi fa? Perché il deficit strutturale è ben oltre la soglia massima del 3%? Perché i tedeschi vanno ad aprire aziende in Spagna?

La risposta a tutto questo? La flessibilità. Come sta avvenendo in Italia e Francia ultimamente, in Grecia e Portogallo già da tempo ma più in generale in tutta Europa, le nuove generazioni di lavoratori si stanno confrontando con la rapida distruzione di tutti i diritti dei lavoratori.

Con l’assenza di cambio flessibile, l’unico modo di competere è quello di ridurre i salari e aumentare la produttività, non c’è altro modo. L’economia europea si sta giapponesizzando, ossia non cresce più, mentre il mondo del lavoro sarà sempre più difficile per i nuovi lavoratori i quali, all’età della pensione, percepiranno il nulla.

Ci sarà sempre meno Welfare e sempre meno benessere. Si lavorerà sempre più e fare famiglia diventerà un’utopia (non sono fandonie, la popolazione europea sta invecchiando senza turnover). In poche parole, si sta rendendo il mercato del lavoro più simile a quello anglosassone o meglio, americano.

Iscriviti alla newsletter Economia e Finanza

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • Binarium
    Binarium

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Like this post? Please share to your friends:
Come scegliere un broker di opzioni binarie
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: