Indicatori di Trading per le Migliori Strategie

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Le migliori tecniche di trading per entrare a mercato (che puoi usare subito)

Oggi voglio spiegarti delle tecniche di trading per entrare in posizione quando hai deciso la direzione da sfruttare nel grafico del prezzo.

Esistono tante strategie di trading che possono farti guadagnare qualche soldo sui mercati, ma ricorda che non è tanto la strategia adottata quanto la mentalità e l’applicazione della tecnica di trading anche nei periodi di perdita.

Oggi vediamo 4 semplici tecniche di trading che puoi applicare da subito alle tue operazioni di Borsa, le trovi sui migliori libri di trading ma io te le spiego in modo più semplice ��

Le tecniche di trading per entrare a mercato

Prima di tutto chiariamo come si dividono queste tecniche di trading che andremo ad affrontare.

Le due grosse distinzioni riguardo le strategia di entrata ed uscita dal mercato sono basate su due caratteristiche:

  1. Tecniche di trading basate sulla forzadel prezzo
  2. Tecniche di trading basate sulladebolezzadel prezzo

Ti consiglio di usare queste strategie di trading operative avendo sempre chiaro il quadro complessivo dell’andamento grafico in quel momento.

Oggi ci concentriamo su come entrare ed uscire dal mercato con delle metodologie di trading facili da applicare.

UNA DELLE STRATEGIE DI TRADING CLASSICHE (e utili): la rottura dei livelli statici sul grafico

La tecnica di trading che sto per spiegarti è la classica rottura delle aree di prezzo che sul grafico fungevano da supporto o resistenza.

Questa strategia di trading è una delle più utilizzate e fa parte delle strategie basate sulla forza del prezzo.

È molto semplice da applicare, vediamo subito qualche esempio su un grafico di analisi tecnica.

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Ho disegnato una linea blu che corrisponde ad una resistenza statica, a quel livello il prezzo era già stato respinto verso il basso ben due volte.

Un’eventuale rottura di questo livello ci dava la possibilità di un’entrata a rialzo, analizziamo bene il prezzo per capire questo metodo di trading.

Quando il prezzo si è portato a ridosso della resistenza per la terza volta la candela ha rotto il livello verso l’alto (ti ho indicato la candela con la freccia nera).

Questa tecnica di trading è molto semplice:

Si entra alla rottura del livello e si piazza lo stop loss sotto la resistenza oppure dietro la candela di rottura.

Ovviamente nel caso di rottura a ribasso parleremo di supporto e le parti sarebbero invertite.

Procediamo con la spiegazione del metodo e affrontiamo i due grossi dubbi che si presentano in questa strategia di trading:

  1. Quando devo effettivamente entrare a mercato?
  2. La rottura del livello è affidabile?

1. QUANDO ENTRARE EFFETTIVAMENTE A MERCATO CON QUESTA STRATEGIA DI TRADING?

Per quanto riguarda l’entrata effettiva possiamo utilizzare due metodi: rottura a percentuale o conferma in chiusura di periodo.

La rottura a percentuale si riferisce all’altezza media delle ultime N candele giapponesi.

Se sappiamo che il range medio delle ultime 20 candele è 6 centesimi, decidiamo di entrare a mercato quando il prezzo va oltre 1/3 di 6 centesimi (quindi 2 centesimi), il livello di resistenza.

Per calcolare il range delle ultime N candele possiamo usare l’indicatore Average True Range e impostarlo sulle ultime 20 candele, te lo mostro nel grafico qui sotto.

L’indicatore ATR, impostato su 20 periodi, segnava il valore di 0,07 centesimi nella candela prima della rottura. La freccia nera indica dove leggere il valore sull’atr e la linea verticale dove si trovava la linea prima della rottura.

Calcoliamo 1/3 di 7 centesimi= 0,023 centesimi

Per entrare a rialzo avremmo dovuto aspettare che la candela di rottura si portasse oltre la resistenza ( in area 1,48€ ), di 0,023 centesimi.

Con questa tecnica di trading saremmo entrati LONG appena la candela toccava il valore di 1.503€ (1.48+0.023). Centesimo più, centesimo meno. È solo un esempio.

Il prezzo ci avrebbe dato ragione e avremmo fatto una bella entrata long.

Per quanto riguarda invece l’altra conferma per entrare a mercato bisogna aspettare la chiusura di periodo della candela di rottura.

Questo metodo è più prudente ma si rischia, come in questo caso, di entrare a prezzi di acquisto maggiori.

Personalmente dipende dalla propria tolleranza al rischio e dove andiamo a ricercare il target per chiudere l’operazione di trading in guadagno.

In questo caso saremmo entrati a mercato nei pressi di area 1,552 che corrisponde al prezzo di chiusura, limitando così i nostri potenziali guadagni ma avendo abbassato il rischio di un falso segnale.

Lo stop loss come detto in precedenza sarebbe dovuto andare dietro la candela di rottura oppure appena sotto l’area di resistenza rotta a rialzo, dopo l’entrata potevamo seguire il prezzo con uno stop loss dinamico vicino l’evolversi delle contrattazioni.

2. LA ROTTURA DEL LIVELLO È AFFIDABILE?

L’altro dubbio inerente le strategie di trading, ed in particolare per quelle strategie di trading a breve termine, è se la rottura del livello utilizzato come riferimento per l’entrata sia affidabile o meno.

In questo caso ci vengono in aiuto i volumi delle contrattazioni, anche se comunque la sicurezza non l’avremo mai.

I break out di prezzo devono essere accompagnati dall’aumento dei volumi sulla candela di rottura, devono essere almeno il doppio della media delle ultime 20-25 candele.

Sotto puoi vedere lo stesso grafico con l’aggiunta dell’indicatore dei volumi e la sua media mobile a 25 periodi.

I volumi sulla candela di rottura (freccia rossa), erano aumentati più del doppio della media delle ultime 25 candele (freccia blu sui volumi). Questo era un segnale che faceva ben sperare nel proseguimento delle quotazioni verso l’alto.

Inoltre le candele, dopo aver rotto a rialzo l’area di resistenza, hanno fatto una piccola correzione toccando la vecchia resistenza diventata un supporto. Questo pull back rialzista poteva permetterci un’entrata con un fattore di rischio/rendimento ancora più vantaggioso.

Una strategia di trading semplice ma che rientra fra le tecniche di trading più efficaci.

UNA DELLE STRATEGIE DI TRADING PER ENTRARE A MERCATO CON L’ESPLOSIONE DELLA VOLATILITÀ

Le tecniche di trading basate sull’esplosione della volatilità del prezzo sono molte, anzi, le strategie di trading online che si basano sulla forza del prezzo derivano quasi tutte dal calcolo della volatilità.

Il calcolo della volatilità del prezzo è fondamentale per capire la velocità con cui avvengono gli spostamenti delle quotazioni sul grafico.

La volatilità si calcola in modo semplice: dovrai controllare la variazione del prezzo in quanto periodo avviene. Non stare a preoccuparti della formula tanto quando ci prenderai l’abitudine te ne accorgerai con un colpo d’occhio.

Facciamoci aiutare di nuovo dall’indicatore Average True Range.

Coma abbiamo già visto l’indicatore ATR calcola la variazione media delle ultime N candele, ovvero la volatilità del prezzo.

COME SAPERE QUANDO ESPLODE LA VOLATILITÀ SULLE CANDELE?

Per sapere quando la volatilità del prezzo esplode, dandoci un segnale di entrata a mercato, dobbiamo controllare il valore dell’ATR in un determinato momento e paragonarlo alla candela di “entrata”.

Se la candela mette a segno un performance doppia, o anche tripla, rispetto al valore segnato dall’indicatore, allora la volatilità è esplosa.

Ti mostro un esempio qui sotto con l’indicatore ATR calcolato su 14 periodi, il valore standard.

La candela che consideriamo di entrata (freccia nera), è quella che ha rotto la resistenza data dalla trend line di breve ribassista. Ha rotto anche un livello di resistenza statico dato dai due massimi precedenti, meglio ancora.

Il valore dell’indicatore ATR nel momento della rottura era 0,156.

Se il prezzo si fosse mosso di almeno 30 centesimi (il doppio circa di 0,156), sarebbe stato un chiaro segnale di esplosione della volatilità.

Questi sono i valori della candela che stiamo considerando:

L’apertura dei prezzi è avvenuta al livello di 2,104 la chiusura al livello di 2,482.

La differenza tra apertura e chiusura è di 0,378 centesimi, il valore dell’atr era 0,156. La candela ha messo a segno un rialzo maggiore del doppio della volatilità media delle ultime 14 candele (0.156).

Questa è un’esplosione di volatilità da manuale!

Ti mostro un altro esempio.

In questo caso l’esplosione di volatilità non ha rotto un livello di resistenza ma ha confermato la spinta rialzista del titolo.

In questo frangente la nostra tecnica di trading ci avrebbe aiutato a confermare la visione rialzista del prezzo.

Il valore dell’atr era di 0.074, la candela ha aperto a 3.53€ e ha chiuso a 3.66. 13 centesimi di variazione confronto alla media di poco superiore alla metà.

Queste due tecniche di trading possono anche essere usate insieme, una zona di supporto, o resistenza, che viene rotta con un’esplosione di volatilità, ci da un segnale ancora più potente.

LA TECNICA DI TRADING PER ENTRARE A MERCATO SULLA DEBOLEZZA DEL TREND

Le tecniche di trading viste in precedenza fondavano la loro operatività sulla forza dei prezzi. La strategia di trading che voglio spiegarti adesso si basa invece sulla debolezza del prezzo.

La tecnica è molto semplice e abbiamo bisogno di un Oscillatore, prendiamo lo Stocastico, i passi della strategia sono questi:

  1. Devo identificare un trend
  2. Devo aspettare una debolezza della spinta principale
  3. Il segnale di entrata lo cerco quando l’oscillatore mette a segno una divergenza

Vediamo un grafico di analisi tecnica e scopriamo come muoverci.

Il trend maggiore è ribassista e noi dobbiamo analizzare i periodi di debolezza della spinta a ribasso.

Tracciamo una trend line discendente per rendere migliore l’analisi grafica e avvicinarci al prezzo.

Analizzando il trend a ribasso possiamo tracciare una trendline partendo dal secondo minimo del trend.

Quando il trend maggiore ribassista esprimeva debolezza abbiamo assistito ad un rialzo dei corsi che ci ha spinto a contatto con la trend line disegnata.

Qui entra in gioco la lettura dell’Oscillatore Stocastico, se vuoi approfondire il suo utilizzo ti rimando a questo articolo: Oscillatore Stocastico , altrimenti continuiamo l’analisi del grafico.

L’oscillatore ha messo a segno una divergenza ribassista (l’ho indicata con una linea rossa), in questa situazione dovevamo tenerci pronti per un eventuale entrata a ribasso.

Il segnale di entrata veniva dato dallo Stocastico in due modi. Avvicino il grafico così ti spiego meglio questa tecnica di trading.

Potevamo avere due segnali di entrata differenti:

  • Il primo segnale era dato dal taglio della linea veloce dell’Oscillatore Stocastico (freccia blu).
  • Il secondo segnale, anche quello più prudente, l’uscita dell’Oscillatore dalla zona di ipercomprato (freccia nera).

Per quanto riguarda l’entrata a rialzo basta trovare grafici con trend invertiti e la strategia di trading è servita.

UNA TECNICA DI TRADING CON L’UTILIZZO DELL’INDICATORE MACD

Le tecniche di trading basate sull’indicatore MACD sono molto interessanti, oggi vedremo una strategia di trading che serve ad eliminare i falsi segnali generati da questo indicatore.

L’indicatore MACD è un indicatore che mostra due linee e un istogramma.

Valgono gli stessi principi di analisi tecnica applicati agli altri indicatori: dovrai controllare le divergenze, i tagli della linea dello zero ed eventuali incroci tra le due linee.

Oggi però voglio spiegarti una tecnica di trading che permette di filtrare i falsi segnali generati dal MACD nei periodi di scarsa direzionalità del prezzo.

La tecnica si compone di 2 passaggi:


INGRESSO LONG

  1. La linea di macd incrocia a rialzo la media lenta (signal line)
  2. Entro un certo numero di candele (5 o 6), il prezzo deve rompere un massimo fatto negli ultimi 10 giorni precedenti al taglio rialzista


INGRESSO SHORT

  1. La linea di macd incrocia a ribasso la media lenta
  2. Entro 5-6 candele, il prezzo deve rompere un minimo fatto dal prezzo negli ultimi 10 giorni precedenti al taglio ribassista

La linea tratteggiata verticale indica la candela in cui si è verificato il taglio a rialzo sul macd.

La linea orizzontale blu sul prezzo è il livello del massimo registrato dal prezzo nei dieci giorni prima del taglio, la freccia nera indica la candela di massimo che in questo caso era appena precedente a quella del taglio.

Alla terza candela il prezzo rompe il livello del massimo, per la rottura definitiva dobbiamo aspettare qualche candela dopo, precisamente la sesta candela dopo quella del taglio rialzista sul macd.

Questo metodo di trading consente di filtrare alcuni falsi segnali che si verificano utilizzando l’indicatore Macd nella propria strategie di trading.

Sotto ti mostro un falso segnale filtrato con questa tecnica di trading, è avvenuto sullo stesso grafico poco più avanti.

Nei due riquadri tratteggiati di blu, questa metodologia di analisi, ci avrebbe consentito di filtrare il falso segnale ribassista arrivato dall’incrocio delle due linee sul macd.

Sotto ti mostro la strategia in caso di un’entrata short.

In questo caso la rottura a ribasso del minimo è avvenuta alla settima candela dopo quella del taglio, l’importante è cercare di non sforare troppo da questi parametri.

Il segnale generato da questa tecnica di trading si è comunque verificato profittevole.

Lo stop loss l’avremmo piazzato sopra il massimo fatto dal prezzo prima della rottura a ribasso oppure appena sopra il supporto rotto.

Quali strategie di trading ti consiglio di usare?

Le strategie di trading sono da utilizzare solo dopo un attento periodo di prova e analisi. Che il tuo trading online sia su Forex o sulle azioni normali cambia poco. Fai pratica sui mercati finanziari con conti demo e solo dopo passa in reale.

Per quanto le tecniche di trading spiegate in questo post siano facili da applicare non dovrai cedere alla tentazione di entrare ed uscire dal mercato in continuazione.

Esistono strategie di trading intraday molto più aggressive di quelle che abbiamo imparato oggi, sta a te trovare quella che più si sposa con la tua operatività sui mercati.

Per fare trading online devi avere una strategia e devi essere in grado di seguirla con costanza, metodo ed applicazione anche nei periodi che non sta portando buoni risultati.

Oggi ti ho spiegato qualche strategia di trading multiday con candele giapponesi, che possono essere usate come strategie a lungo termine ma anche per un’operatività più breve.

Quale strategia adotti sui mercati? Parliamone nei commenti ��

I 5 migliori indicatori di analisi tecnica per il trading

25 Ottobre 2020 – 13:30

21 Novembre 2020 – 13:02

I 5 indicatori più utilizzati nel trading, dalle medie mobili all’RSI. Analizziamo funzionalità e utilità dei migliori indicatori e l’utilizzo che possiamo farne nell’analisi tecnica.

Tutti i trader, dai più esperti a quelli alle prime armi, sono alla continua ricerca dei migliori indicatori tecnici per il trading.

L’obiettivo è quello di capire quali siano quelli che, insieme, sono in grado di fornire i segnali di ingresso e di uscita più validi su uno strumento finanziario. Difatti, non è necessario scegliere solo uno o due indicatori tecnici ma è opportuno utilizzare quelli migliori che siano in grado di collaborare in maniera eccellente insieme.

I 5 migliori indicatori per il Trading

In questo articolo, illustriamo i 5 migliori indicatori tecnici da utilizzare nel trading, facendo esempi pratici corredati da grafici e cercando di suggerire la migliore combinazione tra di essi.

1) Medie mobili

L’indicatore più utilizzato in assoluto in analisi tecnica è la media mobile.
La media mobile corrisponde alla media dei prezzi di un lasso di tempo predefinito e il termine “mobile” sta ad indicare il fatto che la media viene ricalcolata dinamicamente ad ogni aggiornamento del grafico secondo il timeframe utilizzato.

Nell’analisi tecnica viene spesso utilizzato l’incrocio delle medie mobili per individuare segnali di ingresso o di uscita sul mercato oppure per capire la tendenza del prezzo al momento dell’analisi.

L’incrocio delle medie può essere doppio o triplo, a seconda del numero di medie che viene utilizzato contemporaneamente sul grafico. In linea generale si tende ad incrociare medie mobili con range temporali brevi (20 periodi), medi (60 periodi) e di lungo periodo (200 periodi). Il segnale dato dall’incrocio delle medie mobili è considerato affidabile su timeframe medio-lunghi, quindi dal giornaliero in su.

Un incrocio rialzista si ha quando le medie di breve-medio periodo, dopo aver tagliato la media di lungo, si trovano al di sopra della stessa. Viceversa, nel caso di segnale ribassista avremo le medie di breve e medio periodo che dall’alto tagliano la media di lungo andando a posizionarsi stabilmente sotto di essa.

I segnali dati dall’incrocio delle medie mobili sono in genere da validare con altri indicatori quali l’RSI o l’ADX per permettere una migliore generazione dei segnali.

Le medie mobili vengono spesso utilizzate anche come soglie psicologiche di prezzo, indicando livelli grafici di supporto e resistenza che in questo caso vengono detti supporti o resistenze dinamici.

Dal grafico seguente è possibile vedere come su un grafico daily ad un incrocio a ribasso della media mobile a 20 giorni con quella a 200 giorni sia corrisposto calo di prezzo nel breve periodo mentre il successivo incrocio con la media di breve periodo è corrisposto all’innestarsi di un duraturo trend discendente.

2) Relative Strenght Index (RSI)

Il Relative Strenght Index (RSI) è tra gli indicatori più utilizzati in analisi tecnica per via dei segnali precisi che l’indicatore è capace di generare grazie alla sua natura statistica.

Il calcolo dell’RSI è basato infatti sulla correlazione tra giorni “positivi” e giorni “negativi” dalla quale risulta un indicatore con valori compresi tra 0 e 100. L’area di ipervenduto corrisponde per livelli al di sotto di 30, mentre l’area di ipercomprato corrisponde all’area al di sopra di 70. La zona di neutralità si ha intorno al valore di 50.

Quando l’RSI si trova in area di ipercomprato, o è in procinto di entrarvi, sta ad indicare una fase rialzista di prezzo, viceversa quando si trova in zona di ipervenduto l’indicatore suggerisce una fase di ribasso.

Un prolungato stazionamento nei valori di ipervenduto o di ipercomprato dell’indicatore indica, in genere, una possibile inversione di trend soprattutto se accompagnata da divergenze grafiche cioè quando l’andamento del grafico non si riflette nei valori indicati dal RSI.

L’indicatore RSI non viene generalmente utilizzato da solo ma viene accompagnato dal MFI (Money Flow Index) che altro non è che l’RSI pesato per i volumi (se il Broker consente l’utilizzo della statistica).

Nel caso di impossibilità di utilizzo del MFI, l’RSI si accompagna spesso con l’ADX o l’incrocio di medie mobili.

Nel grafico sottostante è possibile vedere come l’RSI abbia seguito l’andamento del cambio Euro-Dollaro, spostandosi verso le aree di ipercomprato ed ipervenduto nei casi rispettivamente di rialzo e di ribasso dell’EurUsd. Si noti come nella parte destra del grafico, l’RSI non entra sempre in area di ipervenduto ma a volte ne fuoriesce rimanendo appena sopra di essa.

In casi come questi, l’inversione di trend è generalmente difficile poiché l’indicatore segnala la debolezza persistente dello strumento finanziario analizzato.

Quando i valori del RSI segnano un picco delle aree di ipercomprato o ipervenduto si potrebbe essere invece in presenza di rimbalzi di prezzo (come si denota dal picco massimo di quotazione del cambio Euro-Dollaro nel grafico sottostante).

3) Average Directional Index (ADX)

L’Average Directional Index (ADX) è un indicatore utile a misurare la forza e la direzionalità di un trend. Questo indicatore si compone di 3 parti: ADX, +DM e -DM.

Questo indicatore serve a capire la forza di un trend – quando questo indicatore assume valori superiori a 25-30 sta indicando tendenzialmente un trend forte in atto. Il +DM e il -DM vengono usati allo stesso modo delle medie mobili, quando il +DM si trova al di sopra del -DM siamo in presenza di un segnale rialzista, viceversa nel caso opposto.

Incrociando insieme tutte e tre le componenti, sarà possibile generare segnali di rialzo o ribasso con la relativa forza del trend.

L’ADX è uno degli indicatori più utilizzati, tuttavia, è molto difficile che venga utilizzato da solo a causa della facilità di generazione dei segnali. In genere, l’ADX viene accompagnato da indicatori più precisi quali l’RSI o l’MFI (se disponibile).
Nel grafico che segue è possibile vedere come l’ADX abbia generato un segnale di ribasso (segnalato con il cerchio bianco) nel grafico del cambio Euro-Dollaro.

4) Bande di Bollinger

Le Bande di Bollinger sono molto utilizzate nel mondo dei mercati finanziari. Essendo un indicatore di volatilità (poichè le bande misurano la deviazione standard del prezzo, ossia lo scostamento della quotazione dal prezzo medio) sono uno strumento molto utile nel mercato valutario.

Più che per generare segnali rialzisti o ribassisti, le bande di Bollinger vengono utilizzate come livelli di resistenza e di supporto dinamici. Infatti, generalmente, la banda superiore ha la funzione di resistenza dinamica mentre la banda inferiore da supporto dinamico. Molti trader tendono a posizionarsi sui livelli delle bande per giocare possibili rimbalzi di prezzo.
Le bande di Bollinger potrebbero essere di per se utilizzate da sole ma è sempre meglio confrontarle con l’incrocio delle medie mobili o con l’indicatore ADX per permettere di avere un quadro migliore della configurazione grafica in atto.

Nel grafico seguente è possibile vedere, dai cerchi in colore azzurro, come le bande di Bollinger possano essere usate efficacemente come livelli di supporto e resistenza grafica.

5) Moving Average Convergence/Divergence (MACD)

Il Moving Average Convergence/Divergence (MACD) è composto da 3 parametri principali corrispondenti a 3 medie mobili di periodi diversi. I periodi presi generalmente in considerazione sono di 12, 26 e 9.

La differenza tra la media a 12 periodi e quella a 26 forma l’istogramma MACD mentre la media mobile a 9 periodi forma la linea di segnale.

Il MACD viene usato come generatore di segnali i quali vengono interpretati attraverso l’incrocio della linea di segnale con l’istogramma.
Generalmente non viene utilizzato da solo come indicatore di analisi tecnica ma, il più delle volte, viene accompagnato da indicatori più statistici come ad esempio l’RSI.

In questo grafico è possibile vedere come il MACD sia riuscito a segnalare con successo i punti di rottura dei trend verificatisi sul cambio EUR/USD.

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Indicatori Trading | Scopri i migliori indicatori forex per fare trading

Cosa sono gli indicatori trading o indicatori tecnici? Come sfruttare gli indicatori forex per fare trading con successo?

Un indicatore o oscillatore di trading è uno strumento matematico che permette di analizzare il comportamento dei prezzi di un asset finanziario con lo scopo di prevedere l’andamento futuro di tale asset

Ti dico subito però che tra un “indicatore” di trading e un “oscillatore” di trading c’è una minima differenza:

– Un indicatore non è connesso a nessun range di valori che può assumere.

– Un oscillatore è invece connesso ad un certo range definito di valori che può assumere. E quindi assumerà sempre un valore superiore a un certo minimo e inferiore a un certo massimo.

In questo articolo:

– Scoprirai cosa sono gli indicatori trading o indicatori forex, e come puoi sfruttarli.

– In particolare vedrai i 10 più importanti indicatori trading, ovvero quelli che sono più utili operativamente e che sono più usati dalla maggior parte degli operatori.

– Infine potrai passare subito alla pratica, perché ti riporterò delle guide grafiche step-by-step riguardo come tracciare i vari indicatori forex su una piattaforma di trading.

Non so se hai già aperto oppure no il conto di trading demo sui CFD del forex con il broker che ti ho consigliato varie volte nel sito. Comunque, puoi iniziare sin da oggi ad esercitarti su un conto demo e fare pratica con gli indicatori forex facendo la seguente cosa:

Iq option è il miglior broker di CFD sul forex che puoi scegliere in Italia, quello che uso io stesso e di cui sono partner.

Puoi aprire un conto demo in soli 7 secondi e senza dare alcun dato sensibile. Questo conto demo ti sarà utile per applicare ciò che imparerai oggi e negli altri articoli di analisi tecnica di questo sito.

Ora ti chiedo di entrare dentro il conto demo iq option che dovresti aver aperto. Ti chiedo di farlo perché man mano che leggi cosa sono e come tracciare gli indicatori trading, dovresti esercitarti a tracciarli operativamente sulla piattaforme di trading di iq option. In questo modo potrai subito passare all’azione ed esercitarti sugli indicatori forex su un conto demo.

Prendi questo articolo come un’occasione sia per migliorare le tue conoscenze che per applicare subito ciò che impari.

Bene, ora iniziamo. Partiamo con le 3 utilità degli indicatori trading.

Le 3 utilità degli indicatori trading

Vediamo ora a cosa servono, nella pratica, gli indicatori trading. Gli indicatori trading hanno di fatto 3 utilità per il trader che li utilizza:

1) Segnalare situazioni di ipercomprato e ipervenduto

2) Segnalare divergenze rialziste e ribassiste

3) Fornire segnali operativi di entrata e uscita da una trade

Andiamo ora a vedere una ad una queste 3 utilità.

1) Segnalare situazioni di ipercomprato e ipervenduto

Definiamo subito cosa significano queste situazioni di mercato in cui un asset è in “ipercomprato” o in “ipervenduto”.

Una situazione di ipervenduto (oversold) si verifica quando in un asset ci sono stati eccessi di offerta. Dunque tale situazione si verifica quando l’asset si è mosso al ribasso con molta intensità e in modo assai veloce

Viceversa, una situazione di ipercomprato (overbought) si verifica quando in un asset ci sono stati eccessi di domanda. Dunque tale situazione si verifica quando l’asset si è mosso al rialzo con molta intensità e in modo assai veloce

Se un indicatore di trading indica che i prezzi di un asset sono entrati in una fase di ipercomprato o ipervenduto, ciò è un monito.

Vuol dire infatti che si sono generati degli eccessi di domanda o di offerta, che probabilmente saranno “corretti” attraverso una fase laterale di consolidamento o anche un ritracciamento. Ritracciamento che prenderà direzione opposta a quella sviluppatosi con il precedente eccesso di ipercomprato o ipervenduto.

Attenzione però: in presenza di forti movimenti di mercato, dovuti spesso a eventi macroeconomici sorprendenti, un asset potrebbe continuare a salire (scendere) anche se si trova da molto tempo in una situazione di ipercomprato (ipervenduto).

Occhio dunque: capire quando un asset è in ipercomprato o in ipervenduto è importante, ma non impostare l’entrata in una trade solo in base a questa informazione.

Tra poco vedrai come molti dei 10 indicatori trading più importanti segnalino situazioni di ipercomprato e ipervenduto. Per il momento, dai un’occhiata ai seguenti 2 esempi riferiti a un indicatore di nome RSI (relative strenght index), che vedremo in dettaglio tra poco.

In questo primo esempio l’indicatore RSI indica una situazione di forte ipercomprato che è poi prontamente “corretta” dai prezzi con un rimbalzo al ribasso prima, e laterale poi.

In questo secondo esempio, invece, l’indicatore RSI indica una situazione di forte ipervenduto che è poi prontamente “corretta” dai prezzi con un rimbalzo al rialzo.

2) Segnalare divergenze rialziste e ribassiste

Le divergenze in questione si riferiscono alle divergenze tra il comportamento dei prezzi di mercato ed il comportamento dell’indicatore di trading. Le divergenze sono dei segnali di allerta che indicano un possibile imminente cambio di trend. E quindi indicano un possibile ottimo prezzo di entrata o di uscita da una trade.

Vediamo nel dettaglio i 2 tipi di divergenze possibili:

Una divergenza rialzista o positiva si verifica quando i prezzi di un asset continuano a scendere e segnano un nuovo minimo, mentre l’indicatore di trading segna invece minimi crescenti dentro l’area di ipervenduto, o meglio ancora esce del tutto dall’area di ipervenduto

Di seguito trovi un esempio di divergenza rialzista segnalata dal RSI, che ha portato un cambio di trend da ribassista a rialzista.

Viceversa, una divergenza ribassista o negativa si verifica quando i prezzi di un asset continuano a salire e segnano un nuovo massimo, mentre l’indicatore di trading segna invece massimi decrescenti dentro l’area di ipercomprato, o meglio ancora esce del tutto dall’area di ipercomprato

Di seguito trovi un esempio di divergenza ribassista segnalata sempre dal RSI, che ha portato a un cambio di trend da rialzista a ribassista.

3) Fornire segnali operativi di entrata e uscita da una trade

Gran parte dei segnali operativi di entrata e di uscita da una trade che gli indicatori di trading ti offrono sono specifici per ogni singolo indicatore forex.

In precedenza, tuttavia, abbiamo visto come ci siano 2 grandi filoni di segnali operativi che sono comuni a più indicatori diversi:

1) Il primo filone riguarda i segnali operativi che derivano dall’entrata in un asset che si trova in una situazione di ipercomprato o ipervenduto.

2) Il secondo filone riguarda i segnali operativi che derivano dalla nascita di divergenze positive o negative.

Oltre a queste 2 macro-categorie di segnali operativi, i singoli indicatori di trading possono darti anche specifici segnali operativi di entrata o di uscita da una trade.

Visto però che tali segnali sono specifici e unici per ogni singolo indicatore, li vedremo in dettaglio tra poco nella seconda parte di questo articolo, quando analizzeremo i 10 più importanti indicatori trading. Ma prima ti devo parlare dei periodi e dei parametri degli indicatori forex.

I periodi e i parametri da impostare negli indicatori forex

Se hai letto l’articolo riguardo cosa sono le medie mobili, sai già cos’è un periodo. Almeno in riferimento a una media mobile. In particolare, sai che ogni media mobile è costruita tenendo conto di un periodo.

Se per esempio stai usando un grafico giornaliero ed imposti una media mobile con periodo 200, vuol dire che nel calcolo della media mobile sono prese in considerazione le ultime 200 candele.

Il periodo deve spesso essere impostato anche negli indicatori trading. Infatti, molti indicatori che andremo ad analizzare si basano su un mix di medie mobili.

Invece altri indicatori, semplicemente, devono aver impostato nel calcolo un periodo di riferimento. In modo del tutto analogo a quello che succede per le medie mobili.

Infine, oltre al periodo, alcuni indicatori richiedono di impostare anche altri parametri che sono specifici per ogni singolo indicatore. Vedremo tutto in dettaglio nei prossimi paragrafi. E vedremo anche quali sono i periodi e in generale i parametri più comuni da utilizzare per ognuno dei 10 indicatori di trading analizzati.

Ti avverto subito di una cosa però. In modo del tutto analogo a quello visto per le medie mobili, anche per gli indicatori forex esiste la trade off tempestività-affidabilità con riferimento al periodo scelto ed in generale a tutti i parametri da impostare.

Più i periodi o i parametri di un indicatore forex sono brevi, maggiore sarà la sua tempestività nel creare segnali operativi. Tuttavia, minore sarà invece la sua affidabilità: ovvero potrebbe generare falsi segnali, cioè segnali operativi sbagliati

Viceversa, più i periodi o i parametri di un indicatore forex sono lunghi, minore sarà la sua tempestività nel creare segnali operativi. Tuttavia, maggiore sarà invece la sua affidabilità: quindi c’è un rischio minore di generare falsi segnali

Pausa

Siamo arrivati più o meno a metà di questo articolo su tutto quello che devi sapere sugli indicatori trading. Ti sta piacendo? Lo trovi utile? E’ uno dei migliori articoli sugli indicatori forex che hai trovato online?

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Grazie infinite! Ora proseguiamo.

I 10 migliori indicatori trading

Ok, mettiti comodo perché ora inizia il piatto forte.

Vediamo uno ad uno i 10 migliori indicatori trading che puoi inserire nella tua operatività. E per ognuno vediamo come può esserti utile nella pratica per impostare trade vincenti.

Ah, un’ultima cosa prima di iniziare. Molti di questi indicatori si basano su delle medie mobili, quindi può essere molto utile, prima di iniziare a leggere gli indicatori, consultare l’articolo riguardo le medie mobili.

1) Momentum

E’ probabilmente l’indicatore più semplice in assoluto da calcolare. Il momentum è semplicemente la differenza percentuale tra il prezzo di chiusura corrente di una candela e quello di una candela precedente, che imposti tu stesso tramite la scelta del periodo.

Dal punto di vista grafico il momentum è composto da una linea che oscilla sopra o sotto un asse con valore 100. Vediamo subito un esempio.

Quando la linea del momentum attraversa dall’alto verso il basso l’asse del 100 vuol dire che un trend rialzista è finito o sta finendo. Viceversa, quando la linea del momentum attraversa dal basso verso l’alto l’asse del 100 vuol dire che un trend ribassista è finito o sta finendo.

Come immaginerai, dunque, quando sia i prezzi sia la linea del momentum crescono vuol dire che c’è un trend rialzista. Specie se la linea del momentum è sopra l’asse del 100. Viceversa, se sia i prezzi sia la linea del momentum decrescono vuol dire che c’è un trend ribassista. Specie se la linea del momentum è sotto l’asse del 100.

Inoltre, il momentum può essere utile anche perché rivela divergenze positive e negative, secondo le regole che abbiamo visto prima.

Infine, ti segnalo che i periodi più comuni da impostare per l’indicatore momentum sono 10 o 14.

2) Bande di Bollinger

Le bande di Bollinger sono state inventate da una leggenda del trading: Jhon Bollinger. Americano, Bollinger creò questo indicatore con lo scopo principale di rivelare la volatilità presente sul mercato in un certo momento.

Dal punto di visto grafico l’indicatore è composto da 3 linee. La prima è una media mobile centrale, che Bollinger suggerisce di tracciare con periodo 20. Le altre 2 sono linee (o bande) calcolate usando una deviazione standard da tale media mobile di valore 2. Tali bande segnalano quando la volatilità sull’asset sta aumentando o diminuendo.

Vediamo di seguito un esempio.

Dal punto di vista pratico, le bande di Bollinger sono molto utili in 2 modi:

A) Segnalano quando c’è una compressione di volatilità. Questo succede quando le bande si avvicinano molto alla media mobile centrale. Ciò spesso significa che la volatilità è compressa ed esploderà presto al rialzo, causando un forte movimento direzionale o al ribasso o al rialzo.

B) Confermano la forza di un trend. Quando i prezzi sono a contatto con la banda superiore, è in atto un trend rialzista. Viceversa, quando i prezzi sono a contatto con la banda inferiore, è in atto un trend ribassista.

Bollinger stesso dichiara che il periodo migliore per usare le sue bande è 20. Ma altri periodi popolari tra i trader sono 10 o 50. Mentre la deviazione standard da usare è sempre quella classica suggerita da Bollinger di 2.

3) Alligator

L’alligatore è probabilmente l’indicatore più complicato, o almeno quello che “sporca” di più il grafico. E’ stato creato del trader Bill Williams.

L’alligatore è composto da 3 medie mobili di tipo smoothed (SMMA), con periodi diversi e con “scostamenti o smoothing” diversi.

Ora, non ti ho mai parlato degli scostamenti di una media mobile perché di fatto è un’informazione che è utile solo per questo specifico indicatore. In tutti gli altri indicatori trading o in una classica media mobile, lo scostamento deve essere 0.

Uno scostamento è una correzione nella distribuzione di una media per ridurre la variabilità dei dati. La media mobile può essere calcolata sostituendo a ogni dato della serie storica la media creata con il dato precedente e il successivo se lo scostamento scelto è 3, con i due dati precedenti e i due successivi se lo scostamento scelto è 5, e così via. Dunque, lo scostamento sarà sempre un numero dispari.

In un alligatore vengono usate le seguenti 3 medie mobili:

– Una SMMA con periodo 13 e scostamento 8. Sono le fauci dell’alligatore, nell’esempio è la media blu.

– Una SMMA con periodo 8 e scostamento 5. Sono i denti dell’alligatore, nell’esempio è la media rossa.

– Una SMMA con periodo 5 e scostamento 3. Sono le labbra dell’alligatore, nell’esempio è la media gialla.

Bene, a questo punto vediamo il grafico di esempio.

L’alligator ti fornisce segnali operativi attraverso le 3 seguenti “fasi dell’alligatore”.

A) L’alligatore dorme. In questa fase le 3 medie mobili si intrecciano continuamente tra loro. Indica una fase di lateralità in cui dovresti stare fuori dal mercato.

B) L’alligatore mangia a bocca aperta. In questa fase le 3 medie mobili si muovono sempre più in alto o sempre più in basso, e sono fortemente distanziate tra loro.

Se esse cominciano a muoversi in basso, vuol dire che si potrebbe verificare l’inizio di un trend ribassista e quindi segnala una possibile buona entrata short. Viceversa, se esse cominciano a muoversi in alto, vuol dire che si potrebbe verificare l’inizio di un trend rialzista e quindi segnala una possibile buona entrata long.

C) L’alligatore è sazio. In questa fase i prezzi attraversano la media intermedia (nell’esempio, la rossa) e/o la media più veloce (nell’esempio, gialla) incrocia quella intermedia (rossa). In questo caso vuol dire che il precedente trend si sta per concludere. Di conseguenza, questo è il segnale per uscire da una trade long o short precedentemente aperta.

4) RSI

Il relative strenght index (RSI) o indice di forza relativa è un indicatore forex molto popolare, soprattutto sul forex. E’ stato ideato da J.W. Wilder.

Dal punto di vista grafico il RSI è una linea che può assumere un valore tra 0 e 100. Inoltre, il suo valore va comparato a 2 assi: quello del 30 e quello del 70.

Vediamo di seguito un esempio di RSI.

Il RSI è molto utile nei seguenti 2 modi:

A) Segnala situazioni di ipercomprato e ipervenduto. L’asset è in ipercomprato se il RSI attraversa al rialzo l’asse di 70. L’asset è in ipervenduto se il RSI attraversa al ribasso l’asse di 30.

B) Segnala divergenze rialziste e ribassiste. Il RSI è forse l’indicatore più adatto di tutti per individuare divergenze positive o negative.

Il periodo più comune da utilizzare per il RSI è 14, ma sono anche utilizzati i periodi di 6, 8 e 10.

5) MACD

Il Moving Average Convergence-Divergence (MACD) è un indicatore forex il cui calcolo richiama al Momentum, sebbene il MACD sia molto più elaborato e raffinato.

IL MACD è costruito con i seguenti parametri:

– Una EMA con periodo 26, che però non appare nel grafico.

– Una EMA con periodo 12, che però non appare nel grafico.

– Una linea di segnale, chiamata “signal line”, che è costruita utilizzando le differenze tra le 2 precedenti EMA. La signal line è anche chiamata linea di MACD. Essa appare sempre nel grafico.

– Una EMA con periodo 9, chiamata “trigger line”, che è costruita sui valori della signal line. Di solito questa EMA non appare sul grafico, ma alcune piattaforme di trading invece la riportano.

Graficamente, di solito si vedrà dunque solo la signal line (nell’esempio rossa). In più ci saranno delle barrette verticali (nell’esempio bianche), che possono muoversi sopra lo 0 oppure sotto lo 0.

Vediamo di seguito l’esempio.

Dal punto di vista operativo il MACD:

A) Segnala un’entrata long o un’uscita da una trade short quando la barre verticali scavalcano al rialzo lo 0 OPPURE scavalcano al rialzo la signal line.

B) Segnala un’entrata short o un’uscita da una trade long quando le barre verticali scavalcano al ribasso lo 0 OPPURE scavalcano al ribasso la signal line.

C) Segnala divergenze positive o negative, attraverso il paragone grafico tra la signal line e i prezzi dell’asset.

6) Parabolic Sar

Il Parabolic Stop and Reversal (SAR) è un indicatore trading che segnala in modo molto chiaro l’andamento di un trend di mercato. E’ stato anch’esso ideato da Wilder.

Tralascio il complesso calcolo dell’indicatore che a te poco interessa. Quello che devi sapere è che graficamente esso appare come una linea tratteggiata che segue l’asset al di sopra dei prezzi oppure al di sotto dei prezzi.

Se la linea si trova al di sopra dei prezzi, si è in presenza di un trend ribassista o comunque di un movimento al ribasso dei prezzi. Se la linea si trova al di sotto dei prezzi, si è in presenza di un trend rialzista o comunque di un movimento al rialzo dei prezzi.

Vediamo di seguito un esempio.

Il principale uso operativo del parabolic sar è come stop loss. Infatti, molti trader mettono gli stop loss su posizioni in essere in guadagno appena dopo la linea tratteggiata del parabolic sar.

Un ultimo dettaglio sul parabolic sar. Per tracciarlo devi impostare 2 parametri: accelerazione (o passo) e accelerazione massima (o massimo). Il parametro accelerazione deve essere sempre impostato a 0.02, quello massimo sempre a 0.2.

7) Oscillatore Stocastico

L’oscillatore stocastico è stato ideato da George Lane. Questo oscillatore si basa sul calcolo del rapporto tra i prezzi di chiusura delle candele con i prezzi di massimo o di minimo nel periodo considerato.

L’intuizione di Lane si basava sul fatto che in trend rialzisti i prezzi di chiusura sono di norma vicini a quelli massimi, mentre in trend ribassisti i prezzi di chiusura sono di norma vicini a quelli minimi.

Come prima, tralasciamo i complessi calcoli dell’oscillatore stocastico che sono ben poco utili.

Ti dico però che tale oscillatore è composto da 4 parametri:

A) %K > è una linea che si ottiene mettendo in relazione il prezzo di chiusura con un certo range di prezzo nel periodo scelto. Nella versione base il periodo è 14.

B) %D > è la linea che rappresenta la media mobile semplice di %K. Nella versione base il periodo di tale SMA è 3.

C) Livellatura o rallentamento. Questo è un parametro tecnico per il calcolo dell’oscillatore, che deve sempre essere impostato a 3.

D) Due assi orizzontali, uno con valore 80 e uno con valore 20. Essi delimitano le aree di ipercomprato e ipervenduto.

Da punto di vista grafico, dunque, avremo:

– Una linea %K. Nell’esempio è blu.

– Una linea %D, che è più lenta di %K. Nell’esempio è rossa.

– Un asse di 80 e un asse di 20. Infatti, %K e %D possono assumere soltanto un valore tra 0 e 100. Se una o entrambe le linee attraversano al rialzo l’asse 80, l’asset entra in ipercomprato. Se una o entrambe le linee attraversano al ribasso l’asso 20, l’asset entra in ipervenduto.

Vediamo ora il seguente esempio.

Dal punto di vista operativo, l’oscillatore stocastico è utile in 3 modi diversi:

1) Segnala situazioni di ipercomprato e ipervenduto.

2) Quando %K incrocia dall’alto verso il basso %D dentro l’area di ipercomprato, nasce un segnale di entrata short o di uscita da una trade long. Viceversa, quando %K incrocia dal basso verso l’alto %D dentro l’area di ipervenduto, nasce un segnale di entrata long o di uscita da una trade short.

3) Segnala divergenze positive o negative. Le divergenze si possono creare tra una o entrambe le linee ed i prezzi dell’asset.

Infine, un’ultima cosa. La versione classica dell’oscillatore stocastico è quella che utilizza %K con periodo 14 e %D con periodo 3.

Esiste però anche una versione più “lenta” dello stocastico, che è dunque più affidabile ma meno tempestiva nel dare segnali operativi. Questa versione è calcolata usando periodo 3 per la linea %K, mentre il periodo per %D rimane sempre 3.

8) ADX

L’Average Directional Movement Index (ADX) o movimento direzionale è stato anch’esso creato da Wilder. L’ADX si differenzia dagli altri indicatori perché segnala in modo chiaro le fasi di lateralità del mercato.

Dal punto di vista grafico, l’ADX è composto da 4 elementi:

A) Un asse di valore 20. Nell’esempio è l’asse bianca.

B) La linea ADX, che ha l’unico scopo di segnalare se l’asset si sta muovendo lateralmente o in trend. Se la linea ADX si muove sopra 20 vuol dire che i prezzi sono in una fase di trend. Se essa si muove sotto 20 vuol dire che i prezzi sono in una fase laterale. Nell’esempio è la linea gialla.

C) La linea +Di (positive direction indicator), che quantifica la forza dei compratori. Nell’esempio è la linea blu.

D) La linea -Di (negative direction indicator), che quantifica la forza dei venditori. Nell’esempio è la linea rossa.

Se l’ADX è superiore a 20 e +Di è maggiore di -Di, l’asset si sta muovendo in un trend rialzista. Viceversa, se l’ADX è superiore a 20 e +Di è minore di -Di, l’asset si sta muovendo in un trend ribassista.

Dai un’occhiata all’esempio.

Dal punto di vista operativo l’ADX è utile nel seguente modo:

– Quando l’ADX è superiore a 20 e +Di incrocia dal basso verso l’alto -Di, segnala un’entrata long o un’uscita da una trade short.

– Viceversa, quando l’ADX è superiore a 20 e +Di incrocia dall’alto verso il basso -Di, segnala un’entrata short o un’uscita da una trade long.

L’unico paragrafo da impostare nell’ADX è il periodo, e di norma è sempre scelto quello a 14.

9) CCI

Il Commodity Channel Index (CCI) è un indicatore molto popolare perché è molto semplice, pulito e chiaro da interpretare. E’ stato ideato da D.R. Lambert.

Come al solito, non addentriamoci nei complessi calcoli dell’indicatore che sono ben poco utili. Ti basta sapere che il CCI è calcolato rapportando il prezzo attuale di un asset con una media mobile di norma con periodo 14. Questo rapporto è poi normalizzato utilizzando delle deviazioni medie.

Dal punto di vista grafico, il CCI è composto dai seguenti elementi:

A) Due assi: una con valore 100 e una con valore -100. Nell’esempio sono le assi bianche.

B) La linea CCI che si muove tra questi due assi. Nell’esempio è la linea rossa.

Dal punto di vista operativo, il CCI è utile in 2 classici modi:

1) Segnala ipercomprato quando la linea CCI scavalca al rialzo l’asse 100. Segnala ipervenduto quando la linea CCI scavalca al ribasso l’asse -100.

2) Segnala divergenze positive e negative che si creano tra la linea CCI ed i prezzi dell’asset.

Come detto, il periodo classico da scegliere è 14.

10) Volumi

Sebbene i volumi non rappresentino un indicatore forex classico, è comunque importante spendere qualche parola sulla loro importanza.

Se hai letto altri articoli di questo sito, dovresti già sapere perché monitorare i volumi è importante nella tua operatività. Ne abbiamo già parlato nell’articolo sugli orari di borsa ed in quello sulle configurazioni grafiche.

Per sintetizzarti un po’ il tutto, possiamo affermare che i volumi sono importanti per 3 motivi:

1) Segnalano la forza e la rilevanza di un movimento direzionale.

Se un asset è comprato da tantissimi compratori allo stesso momento, esso si muoverà al rialzo con grande intensità ed in poco tempo. Viceversa, se un asset è venduto da tantissimi venditori allo stesso momento, esso si muoverà al ribasso con grande intensità ed in poco tempo.

Ma non solo. Movimenti direzionali avvallati dalla presenza di forti volumi segnalano che qualcosa di importante sta avvenendo sul mercato. Sono insomma una conferma del cambiamento dello status quo e dell’inizio di una nuova fase di trend, sia essa al rialzo o al ribasso.

2) Confermano le fasi laterali di consolidamento.

In modo opposto alla situazione descritta nel precedente punto, volumi bassi stanno spesso ad indicare momenti in cui compratori e venditori sono in attesa.

Dunque è molto probabile che il mercato stia vivendo una fase laterale di consolidamento. Ne abbiamo parlato nell’articolo riguardo trendline, supporti e resistenze.

3) Infine, i volumi sono parte integrante di molte configurazioni grafiche.

Ovvero, l’aumentare o il diminuire dei volumi conferma oppure no la creazione di alcuni pattern grafici sulle candele giapponesi. Ne abbiamo parlato in dettaglio nell’articolo sulle configurazioni grafiche.

Come avrai già notato nei vari esempi visti fin ora, i volumi sono riportati, in qualunque piattaforma di trading, appena sotto le candele giapponesi. Come nel seguente esempio.

Attenzione però! Riguardo i volumi alcune credenze e regole sono molto cambiate negli ultimi anni. Secondo manuale dell’analisi tecnica, per esempio, i volumi dovrebbero aumentare in fasi rialziste e diminuire in fasi ribassiste. Ciò al giorno d’oggi non è più vero.

Il perché te lo spiega Massimo Intropido in questo spezzone di video prodotto da Ricerca Finanza, preso dagli studi di Class CNBC.

Come tracciare gli indicatori trading su iq option

Dopo esserti sorbito questi 10 indicatori trading, pensi davvero di voler restare con le mani in mano? Passiamo ora ad un po’ di pratica!

Nel prossimo paragrafo trovi degli screenshot che ti mostrano come tracciare nella pratica tutti gli indicatori trading visti fin ora nella piattaforma di iq option.

Tracciare gli indicatori forex su iq option

Vediamo come tracciare un indicatore di trading in 2 passaggi.

1) Nella schermata principale clicca sull’icona “indicatori” in basso a sinistra (cerchio rosso), e poi su uno qualsiasi degli indicatori trading (rettangolo rosso).

Sulla destra trovi un mini descrizione dello specifico indicatore ogni volta che appoggi il cursore sopra di esso…ma modestamente le mie descrizioni sono molto meglio!

2) Si aprirà la finestra per impostare i parametri dell’indicatore. Tale finestra è specifica per ogni indicatore, perché a ogni indicatore vanno impostati parametri diversi. Abbiamo già visto i parametri più popolari per ogni indicatore nei precedenti paragrafi.

Nello screenshot di sotto trovi la finestra per l’indicatore RSI.

Una volta confermati i parametri il tuo indicatore apparirà in automatico sul grafico in esame.

Ora passa alla pratica!

Entra sul tuo conto demo iq option. Apri il grafico giornaliero di un asset a piacere. E traccia almeno 1 dei 10 indicatori che abbiamo analizzato. E poi nota i segnali operativi che esso ha generato nei giorni scorsi.

Conclusioni + ultimo monito

In questo articolo ti ho mostrato:

– Cosa sono gli indicatori trading.

– Quali sono i 10 più importanti indicatori trading, a cosa servono e come puoi sfruttarli.

– Come passare all’azione: hai imparato come tracciare gli indicatori di trading nella piattaforma di iq option.

Ti lascio con un monito:

Un indicatore di trading deve essere uno degli elementi che ti porta a entrare o uscire da una trade, ma non l’elemento principale!

E ciò è ancor più vero per 2 motivi:

1) Un certo indicatore potrebbe essere ottimo per il mio stile di trading. Ma pessimo per il tuo. Insomma, diversi indicatori possono andare bene o male per diversi stili di trading. Quindi sta a te capire quale o quali sono gli indicatori più adatti per il tuo stile di trading. E devi capire anche quali sono i parametri più adatti al tuo stile.

2) Spesso gli indicatori non sono affidabili in condizioni di mercato “anomalo”. Specie a seguito di dati macroeconomici inaspettati.

Ancora una volta, ti riporto un breve video di Intropido che spiega meglio questi 2 punti che ti ho appena detto. In questo spezzone di video prodotto da Ricerca Finanza, Intropido fa capire come gli indicatori trading possano spesso essere un po’ “birichini”.

Inoltre, come sai se hai letto gli altri articoli di questo sito, per avere successo nel trading devi combinare insieme più competenze. Dal money management all’utilizzo di medie mobili, passando per l’analisi fondamentale e tanto altro ancora.

Quindi non aprire o chiudere una posizione basandoti solo su un segnale di un indicatore di trading. Piuttosto, cerca di usare i segnali operativi di uno o più indicatori come una conferma in più nell’impostazione di una trade.

Inoltre, in questo articolo abbiamo visto i 10 indicatori trading più importanti che puoi scegliere, ma non devi mica usarli tutti insieme! Usarne insieme 1, 2 o massimo 3 è più che sufficiente. L’importante è “come” li usi.

Con questo è davvero tutto.

Ti è piaciuto questo articolo? Lo hai trovato utile? Hai compreso tutto riguardo gli indicatori trading o indicatori forex?

Se la risposta a queste domande è si, se non lo hai già fatto potresti per favore mettermi un bel like su Facebook? A te non costa niente, mentre per me vale veramente tantissimo! Clicca sul bottone qui sotto.

Ho un’ultima sorpresa per te: qui di seguito trovi un box di super sintesi riguardo i principali punti chiave di questo articolo. Trovi uno schema del genere in tutti gli articoli di Il Trading Per Te.

Ti abbraccio e alla prossima!

Giovanni alias Fairmaster

Box di sintesi | Indicatori Trading | Scopri i migliori indicatori forex per fare trading

Un indicatore o oscillatore di trading è uno strumento matematico che permette di analizzare il comportamento dei prezzi di un asset finanziario con lo scopo di prevedere l’andamento futuro di tale asset

Gli indicatori trading hanno 3 utilità per il trader che li utilizza:

1) Segnalare situazioni di ipercomprato e ipervenduto

2) Segnalare divergenze rialziste e ribassiste

3) Fornire segnali operativi di entrata e uscita da una trade

Esiste una forte trade off tempestività-affidabilità con riferimento al periodo e anche a tutti i vari parametri da impostare in un indicatore di trading

I 10 indicatori trading più importanti e che puoi consultare in questo articolo sono: momentum, bande di Bollinger, alligator, RSI, MACD, parabolic sar, stocastico, ADX, CCI e…i volumi

Un indicatore di trading deve essere uno degli elementi che ti porta a entrare o uscire da una trade, ma non l’elemento principale

Puoi esercitarti sin da subito a impostare e osservare gli indicatori di trading sul tuo conto demo di CFD sul forex di iq option.

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