[Investire in oro] come mettere al sicuro risparmi durante crisi

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Investire con il Coronavirus: come proteggere risparmi ed investimenti

Dove investire in questi tempi di coronavirus? Come proteggere i Nostri risparmi? Cosa faranno i mercati finanziari? Quanto durerà questa crisi? Sono queste le domande a cui cercheremo di rispondere in questo post dedicato a questa emergenza sanitaria mondiale che parte dalla seconda metà di Gennaio 2020 e che speriamo finisca il prima possibile.

Questo articolo è stato redatto il 31 Gennaio 2020 e viene aggiornato periodicamente ogni volta che ci sono novità importanti.

Coronavirus : cosa accadrà ai mercati finanziari e all’economia mondiale?

Tutto dipende da quanto i medici ci metteranno a trovare un vaccino e da come le autorità riusciranno a circoscrivere questo virus che ha un’incidenza del 2 % di morti ogni 100 persone infettate, al contrario di una normale influenza che ha un’incidenza mortale di circa lo 0,001%.

La società umana organizzata in Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la massima allerta mondiale per questo virus e ha messo in campo tutta la scienza e la tecnologia umana per debellarlo, ma non sarà affatto uno scherzo per vari fattori.

Per quanto riguarda il vaccino – guardando alle esperienze passate come il virus NH1 – ci vorranno mesi, difficilmente sarà possibile averlo prima della fine dell’anno, mentre invece si punta molto a “circoscrivere” il fenomeno, con isolamento di intere megalopoli da oltre 10 milioni di abitanti come è successo a Wuhan, la città cinese epicentro di questo virus, come a chiudere tutte le scuole, le fabbriche e i campionati sportivi fino a data da destinarsi come sta accadendo in Cina

Le ultime notizie aggiornate sulla attuale situazione economica e finanziaria.

Lunedì 9 Marzo, dopo l’ulteriore provvedimento del Governo che mette in quarantena TUTTA Italia, la pandemia globale è stata dichiarata e i mercati non hanno tardato a farsi sentire.

Aggiornamento Venerdì 20 Marzo : la situazione in Italia inizia a farsi drammatica: quasi 500 morti al giorno, troppi anche per una delle migliori sanità a livello mondiale. quella dell’Italia del Nord che non fa in tempo nemmeno ad andare a prendere i pazienti con le ambulanze che muoiono prima perchè oberate di lavoro.

L’Italia ha la percentuale più alta di morti , 10 volte più di altre nazioni, ma forse solo perchè ormai gran parte della popolazione del Nord è contagiata, ma non si riescono più nemmeno a fare i tamponi, il virus è troppo veloce e non sembra voler scendere. Si pensa che addirittura il picco arrivi al 20 di Aprile.

Quindi fino al 30 Giugno tutto chiuso: scuole, uffici, fabbriche, tutti i lavori non indispensabili ma il virus non si ferma perchè altamente contagioso e perchè è impossibile fermarlo finchè le persone vengono a contatto tra di loro. La gente è ossessionata dallo “STARE A CASA”, slogan che di per sè non significa niente perchè la vera arma per non far diffondere il virus è ESSERE ISOLATI anche all’interno della famiglia, del lavoro, dell’amicizia SOCIAL DISTANCING la chiamano all’OMS e nei paesi anglosassoni. Cosa che gli italiani e i paesi latini non conoscono e i numeri lo dimostrano.

Lavoro azzerato, borse in calo e chissà, tutti speriamo che a Luglio od Agosto, proprio come il Segretario di Stato Americano disse qualche settimana fa, questo incubo sia finito.

Intanto le proiezioni sul PIL dell’economia italiana su base annua sono del – 8% , molto più realistiche di quelle che tutti fecero a gennaio, cioè – 0,5% ma ancora lontano dalla realtà, secondo il Nostro punto di vista.

La crisi ha colpito più duramente il cuore produttivo industriale italiano che, nonostante in parte sia andato avanti ha subito un bel fermo, insieme a TUTTO il turismo italiano e solo il turismo italiano ( non in nero ) pesa per un 10% del PIL .

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Prendere esempio della Cina nella gestione della crisi è cosa buona?

Ormai abbiamo scritto questo articolo il 31 Gennaio , in pratica siamo stati tra i primi a seguire il tutto, dicendo fin dall’inizio cosa ci poteva aspettare e che se volete proteggere i Vostri risparmi dovete rimanere liquidi, cioè disinvestire ed aspettare tempi migliori. Anche se poi ci sarebbero dei modi per speculare anche in questi tempi, ma solo per persone più smaliziate.

Proteggere il proprio capitale si può fare in diversi modi, uno è quello di ragionare in modo logico e qui veniamo all’esempio cinese.

La Cina ha preso il toro per le corna, come si dice, chiudendo tutte le attività sportive, le scuole, in alcune regioni anche molte fabbriche. Questo ha permesso di ridurre il contagio di molto e dopo 2 mesi molte regioni della Cina stanno tornando alla normalità.

E’ quello che accadrà anche in Italia se tutti si attengono alle procedure previste dai vari decreti ( che sono arrivati con un po’ di ritardo) ma che comunque vanno seguiti. Quindi per 2 mesi in molte parti d’Italia , molte attività commerciali andranno in crisi, a molte converrà anche chiudere MA SI TRATTA DI DUE MESI.

Questo periodo di tempo va visto anche in ambito di risparmi ed investimenti. Tra 2 mesi si potrà iniziare a comprare e potremmo comprare azioni a prezzi molto bassi.

Sarà anzi una grandissima occasione, di quelle occasioni di investimento che capitano solo 2 o 3 volte nella vita per fare grandi guadagni a livello di investimenti azionari. Quando inizierà? Dipende da tanti fattori, ma è una cosa che dovrebbe arrivare intorno a Maggio – Giugno, se tutto va come in Cina.

Cosa dicono gli esperti virologi?

Secondo Ilaria Capua – uno dei massimi esperti virologi italiani – se il coronavirus dovesse diffondersi e non essere arginato a Wuhan, diventerebbe una “pandemia“, cioè quasi tutti gli abitanti della terra – dato che non esistono vaccini – potrebbero prendere questo virus. Questo sarebbe lo scenario peggiore.

Le conseguenze del coronavirus sull’economia cinese e mondiale

Nonostante ci siano ancora milioni di italiani convinti che “bisogna combattere la globalizzazione” o che la “globalizzazione è un problema”, Noi viviamo in un’era di globalizzazione e non solo economica, ma anche politica, sociale, culturale, di valori.

Anche se ci sono nazioni più avanzate tecnologicamente , economicamente e socialmente di altre, è pur vero che internet e gli smartphone sono utilizzati come a New York, come a Milano, come nel deserto del Sahara, o dai pastori mongoli nella steppa della Mongolia. E’ internet con l’inflriazione che corre da capo a piedi del mondo in meno di un secondo che ha favorito e cementato la globalizzazione, aiutata dai trasporti aerei e navali che riescono a trasportare persone dalla Cina a Roma in 10 h di aereo, o un semiconduttore dal porto di Hong Kong a quello di San Francisco in pochi giorni.

Dato che in Cina sono ferme le scuole, tutte le manifestazioni sportive, moltissime fabbriche – escluse quelle alimentari – è prevedibile che se questa fermata forzata si dovesse protrarre nel tempo, tutto questo inciderebbe in modo sostanziale non solo nell’economia Cinese, ma nell’intera economia globale.

Se anche solo ed esclusivamente in Cina si dovesse fermare tutta la produzione industriale per un mese, o peggio per 2 mesi, anche tante industrie occidentali ne risentirebbero e così tutta la “filiera”, visto che la Cina è diventata la fabbrica del mondo, dove arriva ormai gran parte della produzione industriale mondiale.

Fare un calcolo è piuttosto complesso e ancora organismo come la Banca Mondiale o altre importanti banche d’affari non si sono espresse, ma si tratterebbe di un calo del PIL mondiale di qualche punto.

Le conseguenze del Coronavisus sulla finanza e sugli investimenti

La chiusura di settimane e di importanti stabilimenti manifatturieri cinesi, nella migliore delle ipotesi sarà un bèl problema per l’economia cinese e le sue ripercussioni a livello globale, per non parlare dello scenario peggiore.

Se questo virus non si dovesse fermare in tempo e dovesse infettare tutto il mondo e diventare una vera pandemia, le conseguenze sarebbero anche difficilmente quantificabili, ma – dopo quella umanitaria – ci sarebbero sicuramente gravi crisi economiche e finanziarie a livello globale .

Turismo il settore più colpito: il coronavirus potrebbe costare alle compagnie aeree 113 miliardi di $ di entrate

La IATA prevede perdite di entrate globali per il 2020 fino a $ 113 miliardi
Le compagnie aeree lottano per riempire i posti, annullare i voli per risparmiare denaro

I millennial potrebbero aver ucciso molte industrie, ma le compagnie aeree hanno solo l’epidemia di coronavirus da incolpare per la loro sofferenza. Ammettiamolo, nessuno vuole salire su un aereo e toccare quei vassoi in questi giorni. Le aziende hanno ridotto i viaggi di lavoro, gli eventi in tutto il mondo sono stati cancellati e i governi stanno pubblicando avvisi di viaggio. Le compagnie aeree stanno tagliando i voli per arginare le perdite e rinunciano alle tasse di cancellazione per le nuove prenotazioni per riempire più posti. United Airlines, che ha la più grande esposizione internazionale tra le compagnie aeree statunitensi, ha persino cancellato la giornata degli investitori che avrebbe dovuto svolgersi oggi. La compagnia aerea britannica Flybe è appena crollata.

Oggi l’associazione internazionale dei trasporti aerei (International Air Transport Association, IATA) ha aumentato significativamente la sua stima per le perdite di entrate quest’anno a causa di COVID-19 aumentandole a 113-63 miliardi di $ miliardi dai 29,3 miliardi di $ previsti a febbraio. La sua precedente analisi era basata su uno scenario che vedrebbe l’impatto in gran parte limitato ai mercati associati alla Cina, ma le cose si sono rivelate molto diverse. Il peggior colpo saranno comunque le compagnie aeree dell’Asia orientale e del Sud-est asiatico (vedi tabella sotto) e l’industria negli Stati Uniti e in Canada dovrebbe perdere 21,1 miliardi di $ di entrate. Gennaio ha visto il più basso aumento mensile della domanda dalla crisi della nube di cenere vulcanica in Europa nell’aprile 2020.

“Le compagnie aeree stanno registrando un calo della domanda a due cifre e su molte rotte il traffico è crollato. Gli aerei vengono parcheggiati e ai dipendenti viene chiesto di prendere un congedo non retribuito”, ha dichiarato Alexandre de Juniac, direttore generale e CEO della IATA. “In questa emergenza, i governi devono prendere in considerazione il mantenimento dei collegamenti di trasporto aereo nella loro risposta. La sospensione della regola dell’uso degli slot 80/20 e il sollievo delle tariffe aeroportuali negli aeroporti in cui la domanda è scomparsa sono due passi importanti che possono aiutare a garantire che le compagnie aeree sono posizionati per fornire supporto durante la crisi e infine nella ripresa “.

Molti vedono sorgere una crisi, ma Warren Buffett vede un affare. La documentazione rivela che il Berkshire Hathaway ha acquistato quasi 1 milione di azioni Delta Airlines per un valore di 45 milioni di $ la scorsa settimana.

Le fabbriche chiuse in Cina

Mentre i produttori cinesi iniziano a riavviare le fabbriche lunedì 10 febbraio, nessuno sa con certezza quando torneranno a tutta velocità – o che tipo di caos potrebbe derivarne.

I produttori di tecnologia guidati da Foxconn, che fa la maggior parte degli iPhone del mondo da Zhengzhou a poche centinaia di miglia dall’epicentro dell’epidemia di coronavirus, avevano iniziato a preparare gli investitori per il potenziale clamore quando centinaia di migliaia tornarono alle fabbriche.

Il partner più importante di Apple Inc. ha avvertito gli investitori del compito scoraggiante di assicurare un numero sufficiente di lavoratori nonostante i blocchi di trasporto diffusi, la messa in quarantena di migliaia di persone e lo scenario da “incubo” di un’epidemia all’interno del campus che potrebbe bloccare completamente la produzione. La scorsa settimana, Bloomberg News ha fatto il passo senza precedenti di avvertire gli operai di stare lontano dalla sua sede centrale di Shenzhen fino a nuovo avviso mentre gli ispettori governativi controllano le sue procedure di contenimento.

“Come possiamo assicurarci che non ci sia infezione nei nostri campus sarà la prima priorità, perché se unirai molte persone e una di esse si infetterà, sarà un incubo”, ha detto il capo delle relazioni con gli investitori della Foxconn Alex Yang investitori su una chiamata di giovedì, secondo una registrazione ottenuta da Bloomberg News. “Facciamo del nostro meglio per assicurarci che la possibilità di qualsiasi infezione in loco sia pari a zero, anche se sarà una sfida”.

Il virus mortale ha illustrato il ruolo sempre più centrale che la Cina gioca nella produzione globale, dall’abbigliamento e prodotti chimici alle automobili e in particolare alla tecnologia. Quasi tutti i principali componenti elettronici di consumo sono fabbricati in Cina, da iPhone e console di gioco a metà del display a cristalli liquidi o degli schermi LCD del mondo. Il contagio ha già chiuso le piante in tutta la Cina per una settimana più a lungo del previsto dopo la pausa del capodanno lunare – un’interruzione che potrebbe peggiorare molto se rotolando le quarantene e sospendendo i collegamenti ferroviari e aerei impediscano il ritorno di milioni di operai il cuore dell’assemblaggio elettronico.

Quando lo faranno, numeri non raccontati verranno incanalati in una quarantena fino a due settimane – un sequestro di scala sconosciuta. Qualsiasi interruzione negli impianti cinesi può, nel peggiore dei casi, congelare parti della catena di approvvigionamento innescando carenze a cascata. L’analista influente della catena di approvvigionamento Kuo Ming-chi di TF International stima che la principale base di produzione di iPhone di Foxconn riprenderà correttamente il lavoro solo la prossima settimana – e quindi dal 40% al 60% della capacità. Citigroup stima che solo il 30% dell’intera forza lavoro cinese dei semiconduttori tornerà nei loro luoghi di lavoro dall’11 febbraio.

Foxconn ha dichiarato sabato che sta lavorando con i governi locali per prepararsi al ritorno dei dipendenti, senza particolari. Il distretto di Longhua di Shenzhen ha dichiarato in un post di WeChat che stava aiutando la società taiwanese a mettere a punto i suoi piani.

Quale tipo di crisi economica e finanziaria porterà la pandemia di coronavirus?

Dopo la Cina, tocca all’occidente fermare tutto per almeno 2 mesi.

Ogni Stato sembra andare per conto suo, ma la stima di 2 mesi è quella più vicina alla realtà. Non tutta la Cina si è completamente fermata per 2 mesi, solo le zone più colpite, le altre zone hanno avuto provvedimenti diversi a seconda della gravità della pandemia.

L’Italia è stata la prima nazione occidentale a subire questo virus ed è dall’8 Marzo che praticamente siamo chiusi. Vanno avanti solo le produzioni e i servizi essenziali, in modo ridotto.

Farmacie, alimentari, autotrasportatori di beni primari quali appunto quelli alimentari, presidi sanitari, forze dell’ordine, taxi, autobus e metro. Chiuse scuole, fabbriche che non producono cose essenziali per queste principali filiere, ma l’Italia è difficile possa riuscire a resistere più di 2 mesi senza incassare le tasse che arrivano dai milioni di Partite IVA che costituiscono la base tributaria del paese.

Anche Stati Uniti e altri stati americani del Nord e del Sud ormai hanno chiuso tutto, Russia. Cina, Nord Africa, tutti non possono far altro che chiudere.

Il ruolo delle banche centrali si sta rivelando fondamentale in questa crisi del coronavirus

Le banche centrali si stanno muovendo un po’ lentamente, ma lo stanno facendo. Gli Stati Uniti hanno annunciato un piano da 2.000 miliardi di $ di aiuti per imprese, lavoratori in ferie forzate che riceveranno lo stipendio dallo Stato, 150 miliardi di $ agli ospedali che potranno curare gratis i pazienti con coronavirus.

La BCE ha fatto sapere che ha pronti 350 miliardi di Euro e che comunque metterà a disposizioni altrettanti fondi in caso di bisogno. La Germania ha a disposizione altri 300 miliardi di euro per le proprie aziende.

Lo Stato italiano si appresta a forare tutti parametri di debito con l’approvazione di Bruxelles.

Tutto questo dovrebbe servire a 2 o 3 mesi di aziende e lavoratori che dovranno stare fermi 2 o 3 mesi, ma evidentemente non fermerà la crisi dovuta a questo coronavirus che si allungherà per mesi. Sia perchè comunque farlo scomparire sarà praticamente impossibile, sia perchè in un’economia globalizzata TUTTO è legato. La crisi del turismo mondiale a lungo raggio che durerà almeno per tutto il 2020 e anche nel 2021 se le cose continuano ad andare così, influenzerà moltissimo tutto il resto dell’economia mondiale.

Cosa accadrà dopo?

Molto dipende dal fatto che il coronavirus continui a diffondersi.
Tedros Adhanom Ghebreyesus, il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, ha detto venerdì ai giornalisti che esiste una grande preoccupazione per il potenziale che il coronavirus si diffonda oltre la Cin e divenga una vera e propria pandemia. C’è ancora tempo per contenere il virus, ammonì Ghebreyesus, “ma la finestra di opportunità si sta restringendo”.
I casi di coronavirus in Corea del Sud, uno dei principali produttori di chip di memoria utilizzati negli smartphone, sono passati da circa 28 casi una settimana fa a oltre 200. Singapore ha riportato 86 casi, mentre l’Iran ha dichiarato venerdì che il virus si è diffuso in diverse città.

L’amministratore delegato del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva, ha dichiarato in un blog questa settimana che l’organizzazione prevede un forte calo della crescita economica del primo trimestre della Cina, ma “solo una piccola riduzione per l’intero anno” se la diffusione del virus è rapida contenute.
Un focolaio più duraturo e più grave comporterà un rallentamento più acuto, con “interruzioni più sostanziali della catena di approvvigionamento e un calo più persistente della fiducia degli investitori”, ha avvertito.

Se l’epidemia di coronavirus diventa una pandemia globale, 1 trilione di dollari potrebbero essere spazzati via dall’economia mondiale, con recessioni negli Stati Uniti e nella zona euro, secondo gli economisti di Oxford Economics. Una pandemia limitata all’Asia eliminerebbe circa 400 miliardi di dollari dal PIL globale nel 2020.
Per ora, la domanda in tutto il mondo “regge abbastanza bene”, mentre le misure per contenere il virus in Cina sembrano funzionare, dando ragione alle aziende di essere ottimiste, ha affermato John Stopford, responsabile del reddito multi-asset presso Investec Asset Management.
“L’opinione diffusa è che questi tipi di shock tendano ad avere un impatto a breve termine, ma la maggior parte di essi viene recuperata”, ha dichiarato a CNN Business.
Allo stesso tempo, arresti prolungati in Cina o un aumento dei casi al di fuori del paese potrebbero causare interruzioni a più lungo termine, ha detto Stopford. “Più dura, più aumentano le conseguenze. Se la produzione cinese sarà fuori per due quarti anziché per uno, l’impatto sulle imprese sarà molto più significativo”.
La risposta del governo cinese è un’altra incognita. È già intervenuto per attutire il colpo all’economia domestica attraverso stimoli fiscali e sussidi e potrebbe intensificare le misure per contenere il fallout.

Le azioni sono a rischio?

Mentre i mercati azionari stanno iniziando a valutare l’impatto delle misure per contenere il virus, non tengono conto della notevole incertezza che ancora circonda l’epidemia, ha affermato Alastair George, stratega degli investimenti presso Edison Investment Research.
Riteniamo che i mercati stiano minimizzando il rischio di un aumento della polmonite correlata al coronavirus nelle nazioni al di fuori della Cina e l’impatto delle conseguenti misure di controllo“, ha aggiunto. “Esiste il rischio di una correzione se le misure per contenere il virus si diffondono fuori dalla Cina”.
Questo rischio è aggravato dal fatto che le valutazioni dei mercati azionari negli Stati Uniti e nell’Europa continentale sono piuttosto costose, ha detto George alla CNN Business.
Oppenheimer di Goldman Sachs ha anche avvertito che i prezzi delle azioni potrebbero non riflettere il potenziale impatto del coronavirus sugli utili.
“In particolare, un aumento di beni rifugio come per i titoli di stato, che rimangono ai minimi storici dell’anno e per i metalli preziosi, suggeriscono che almeno alcuni investitori stanno cercando protezione da un declino delle aspettative di crescita globale”, ha affermato George.

Cosa fare con i Nostri investimenti ed i Nostri risparmi.

Premesso che i mercati azionari più importanti come quello di Wall Street sono al massimo storico, è facile prevedere che ci saranno delle ricadute sui listini azionari.

Per investitori esperti

Per esperti investitori, si potrebbe iniziare a fare trading e scommettere sulla perdita di alcune azioni che hanno importanti legami con la Cina, come il caso Apple ( AAPL quotazione azioni ) che ha gran parte della produzione di iPhone in quel paese.

In questo periodo molte borse hanno vietato le vendite allo scoperto e quello di sfruttare gli inevitabili rimbalzi del mercato, è uno dei metodi più semplici per poter fare guadagni – anche importanti – in un solo giorno.

Ci sono azioni che hanno guadagnato anche il 15% in uno solo giorno.

Per investitori non esperti

Per tutti gli altri ( cioè la stragrande maggioranza dei risparmiatori/investitori italiani) sarebbe bene tirarsi fuori dal mercato ( cioè vendere ) e rimanere ad aspettare cosa succede finchè non inizieranno ad esserci notizie positive, quando ci sarà il calo delle persone infettate nei paesi occidentali che forse arriveranno a Giugno, o forse addirittura a Settembre e quindi una ripartenza delle attività produttive e di intrattenimento come ristoranti. hotel, cinema, stadi ecc.

O forse prima se qualcuno riesce a trovare una cura efficace o addirittura un vaccino ( possibilità più remota ) .

Una buona scelta – nel frattempo o subito dopo – sarà sicuramente quella di affidarsi ai soliti beni rifugio, in primis l’oro , il cui prezzo dovrebbe subire – almeno sulla carta – un ulteriore incremento.

Il mercato finanziario, finchè ci sarà incertezza sarà come al solito caratterizzato da un’alta volatilità, poi nel momento in cui questo virus verrà circoscritto o verrà scoperto un vaccino, il mercato dovrebbe riprendere a correre.

Quindi per un piccolo risparmiatore conviene aspettare tempi migliori e mettere i propri soldi al sicuro e se proprio non si vuole rinunciare a capitalizzare, guardare il mercato dell’oro.

Trader professionisti – o comunque investitori con esperienza – invece, già hanno iniziato a shortare le azioni di aziende cinesi.

Ma qui si tratta di mesi e nel frattempo l’elezione del Presidente degli Stati Uniti a novembre prossimo, dovrebbe già farsi sentire e modificare le sorti del mercato.

COME SI E’ CONCLUSA L’ULTIMA SEDUTA DI GENNAIO DELLE MIGLIORI AZIONI ( quotazioni del giorno al link )

BRE.MI Azioni Brembo
PST.MI Azioni Poste Italiane
DIS Azioni Disney

SPCE azioni Virgin Galactic
BMPS.MI Azioni Banca Monte dei Paschi di Siena
UBER Azioni Uber
FCA.MI Azioni FCA
LDO.MI Azioni Leonardo
RACE.MI Azioni Ferrari
ENI.MI Azioni ENI
UCG.MI Azioni Unicredit
MSFT Azioni Microsoft
GOOG Azioni Alphabet / Google
AMZN Azioni Amazon
FB Azioni Facebook
TSLA Azioni TESLA
FBK.MI Azioni Fineco
FM.MI Azioni Fiera Milano
BC.MI Azioni Brunello Cucinelli
JUVE.MI Azioni Juventus
PYPL Azioni Paypal
AAPL Azioni APPLE
NFLX Azioni Netflix

Redazione Economia Italia

L’Economia e la Finanza dalla parte del consumatore

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Come investire durante le crisi finanziarie? ▶︎ opportunità prima e dopo le recessioni (2020)

Come investono i furbi durante le crisi economiche?

Esiste un metodo etico di fare soldi anche con le recessioni?

In questo articolo stai per leggere esattamente cosa è ragionevole fare per gestire i periodi di shock finanziari senza perdere la testa e i soldi.

Farò anche il punto sul momento nero che stiamo vivendo e su come uscire dal tunnel nella prossima email.

Chi non ha mai investito prima ha una grande opportunità nei momenti di crisi per iniziare a investire, soprattutto in borsa.

Il motivo sta nel fatto che le valutazioni degli indici di borsa durante le crisi finanziarie tornano a buon mercato, in alcuni casi sono addirittura scontate.

Il rischio di investire durante una crisi può essere ripagato da una rapida o comunque notevole ripresa di valore degli indici. Il punto è che questa ripresa non sempre succede o per lo meno non a tutti gli indici.

Esempio: Il FTSE MIB che valeva 48.000 punti prima della crisi del 2008 ora vale meno della metà. Chi ha investito nel nostro indice dopo la recessione del 2008/2009 ha perso soldi e opportunità.

Di fatto, la crisi finanziaria del 2008 e la forte recessione che ne è seguita è ancora piuttosto “fresca” nella memoria di molti investitori italiani. Nei mesi che seguirono la crisi le valutazioni di molti portafogli persero oltre il 35%, minacciando anche la stabilità dei fondi pensione.

�� Proteggere i risparmi durante una recessione

Chi ha già investito, se ha un piano per il lungo termine, non ha niente da temere.

Spesso le crisi offrono opportunità per mediare i prezzi (comprare altre azioni o fondi aggiuntivi) di investimenti che abbiamo fatto con poco successo in passato.

Nota strategica: Una strategia che a me ha spesso funzionato è ricomprare diciamo a 5 quello che avevo pagato 10 e poi vendere tutto a 8 appena raggiunto il prezzo. La probabilità media di successo che ottengo facendo così è superiore all’80%.

❓Qual’è il problema di investire in tempi di crisi?

L’irrazionalità che trionfa.

Anche gli investitori più furbi, durante le crisi, rischiano di reagire in maniera istintiva o eccessiva, peggiorando le cose. Vendere nel panico non è una strategia vincente se non sai quello che fai. Chi invece investe in maniera noiosamente metodica come l’oracolo Warren Buffett, aspetta proprio questi momenti per comprare a prezzi scontati. Pare ci stia riuscendo di nuovo…dice di avere 128 miliardi ancora da investire.

“Abbiate paura quando gli altri sono avidi e avidi quando gli altri hanno paura”.

Investire durante una crisi è senza dubbio rischioso, perché la tempistica e l’ampiezza della ripresa è totalmente incerta. Negli USA chiamano poi “double dip” quando il mercato scende una volta e poi, quando tutti pensano che si sia toccato il fondo, scende ancora, portando nella disperazione i più avventati.

��Quando so che si è toccato il fondo?

Chi millanta di saperlo sbaglia, perché è impossibile prevederlo.

Ho passato molti mesi a studiare i pattern degli indici durante e subito dopo le crisi finanziarie. Nessuno si somiglia se non per alcuni dettagli che non costituiscono un indicazione se non ex-post.

Dopo che è successo diciamo “io l’avevo detto”, mai prima.

Questo è il modello più tipico che indica finalmente un’inversione di tendenza in un trend discendente nei grafici di borsa

Ciò non toglie che sia divertentissimo provarci!

Insomma, tutti gli investitori che sono in grado di investire in una crisi senza soccombere a paure e ansie irrazionali possono raccogliere rendimenti superiori alla media durante la ripresa. Peccato che non è facile.

“Non è facile” non è un motivo per non provarci. “Non è facile” significa che imparo a farlo e lo faccio.

Imparare a investire o a fare trading “non è facile” fino a quando non provo, perdo, riprovo, apprendo dagli errori e poi finalmente arrivo al successo.

Per chi non pensa che “non è facile” sia un muro insormontabile ho preparato una pagina di risorse eccellenti. È la lista dei libri che avrei voluto avere io prima di iniziare a investire.

��Triste finanza comportamentale

La finanza comportamentale è lo studio dei comportamenti razionali o meno, di chi investe e disinveste, soprattutto durante le crisi.

La finanza comportamentale pare dimostrare che chi investe, invece di avere una semplice avversità al rischio, è in realtà più piccato dalla perdita.

In sostanza il dolore che proviamo durante una perdita è molto superiore al piacere che sentiamo con un guadagno di pari grandezza.

Non solo, ma l’avversione al rischio descrive la tendenza delle persone a vendere gli investimenti “buoni” troppo presto e a mantenere in portafoglio le perdite inutilmente.

Per assurdo, chi investe pare diventi prudente quando va tutto bene, e sfrenato quando tutto va male.

Ti prego di segnarti questa frase:

Sapendo che il tuo cervello ti rema contro potrai prendere decisioni migliori.

Conoscendo l’irrazionalità a cui sono soggetto da investitore, con molta fatica, sto imparando a gestire le emozioni durante le crisi e questo fa bene al mio portafoglio.

⏳ Non c’è guadagno senza perdite momentanee

Nessuno investe in borsa e inizia immediatamente a guadagnare. Nessuno. E se succede è solo un successo momentaneo.

Devo essere disposto a momentanee (o definitive piccole) perdite per diventare un investitore di successo. Gli investimenti a redito fisso dei decenni passati non esistono più. Il 3-4-5% sui BOT non tornerà più e non si stava meglio quando si stava peggio. Si sta bene ora, oggi e domani sarà ancora meglio. Stampatelo in testa.

Se accetto i rischi che derivano dall’investire ho possibilità di successo, altrimenti sono destinato a risparmiare quasi inutilmente (i soldi fermi si riducono nel tempo) e a lavorare per sempre.

Gratta & vinci e casinò

La prova di questo stupidissimo meccanismo l’hai già provato sicuramente anche se non sei un investitore.

Vai al casinò (o compri il gratta e vinci).

Inizi a giocare e stai sulle tue, non vuoi perdere soldi.

Quando stai perdendo invece aumenti l’azzardo per uscirne con raffinate strategie come “o la va o la spacca”.

Quando investiamo durante le crisi dobbiamo essere consapevoli di non essere lucidi. Assumere rischi eccessivi quando si verificano perdite tende solo ad aumentare l’entità di tali perdite.

Quando i miei titoli in borsa si spiaccicano devo ricordarmi che non incasso la perdita fino a quando non vendo. Se in portafoglio ho aziende forti e che magari pagano anche un gradevole dividendo, posso confidare in una ripresa. Sono inoltre libero di mediare il prezzo acquistando altre azioni (dopo aver studiato il titolo, il settore e il mercato di riferimento).

�� Scottato in borsa?

Vendo tutto o investo?

L’errore successivo che spesso commettiamo poi è restare lontano dai mercati dopo aver subito una perdita.

  1. Compriamo quando il mercato è alle stelle per paura di perderci un guadagno.
  2. Vendiamo ai minimi per limitare la perdita.
  3. Non investiamo quando il mercato si riprende.

Difficile fare peggio di così, eppure è l’amara verità.

I mercati, seppur irritanti, sono uno dei pochi mezzi per costruire ricchezza e sono alla portata di tutti. Non servono permessi per investire nei mercati finanziari, serve buon senso.

Come approfittare della crisi?

Una buona fetta di investitori si fa prendere dal panico quando i prezzi delle azioni e dei fondi crollano.

Gli investitori un pò più esperti sanno bene che non è la fine del mondo e che si stanno generando delle opportunità.

È possibile dunque approfittare delle crisi finanziarie?

Le opportunità di acquisto si generano specialmente nelle settimane di panico sui mercati.

Aziende serie solide e poco indebitate finiscono spesso ad essere sul mercato a prezzi vantaggiosi. Quindi ci sono investitori in difficoltà che vendono a qualunque prezzo, mentre altri valutano solo se il prezzo è vantaggioso o no.

Ovviamente è meglio essere i secondi e avere liquidità da investire al momento giusto.

La borsa diventa così irrazionale in certi momenti di panico che alcune aziende vengono scambiate sotto al loro valore reale. Insomma è come se la somma delle azioni sul mercato valesse meno della somma del valore degli asset dell’azienda.

Per guadagnare durante una crisi è necessaria disciplina, pazienza e cash.

Recenti studi hanno provato che durante molte delle crisi passate le azioni, anche quelle di aziende “in forma”, sono state punite. Appena dopo, quando torna il sereno e la lucidità, queste imprese tornano ad essere valutante per quanto valgono e per quanti utili sono capaci di generare agli azionisti.

Se guardiamo al passato, anche recente possiamo assistere a spettacolari recuperi delle quotazioni dei mercati. È successo nel 2001 con le torri gemelle e poi ancora nel 2008 e tante altre volte. Il riferimento sono i mercati Statunitensi, questo perché l’Europa e soprattutto l’Italia non hanno mercati efficienti.

Investire in indici Italiani o esteri ha lo stesso costo. Io preferisco gli indici di paesi con economie comprovatamente forti.

��PAC – Piano di accumulo durante le crisi?

Il modo meno rischioso e più proficuo per approfittare delle turbolenze sui mercati che succedono durante le crisi è iniziare un Piano di Accumulo (PAC).

Il PAC è un metodo di investimento con cui compro un pò di mercati azionari (o obbligazionari ma anche entrambi) ogni mese.

Insomma un PAC permette di scaglionare il mio “ingresso” sui mercati ottimizzando i risultati e abbassando la mia emotività.

Se non so fare trading, ma voglio comunque provare a guadagnare dai forti scossoni sulle borse, un PAC è meno rischioso e potenzialmente più efficace.

I PAC li offrono quasi tutte le banche. Il problema è (mi è successo) i costi per aderire erodono troppo i rendimenti.

Un Piano di Accumulo a costi molto bassi lo sta offrendo MoneyFarm, un’azienda italiana specializzata in investimenti.

�� Comprare case durante la crisi?

Per investire in una crisi non serve però guardare solo ai mercati azionari.

Il crollo dei prezzi degli immobili e spesso uno degli effetti delle recessioni più lunghe.

A volte sono proprio gli immobili a causare crisi finanziarie quando vanno in bolla.

Nel 2009, ad esempio, molti americani avevano comprato casa negli USA a condizioni forse troppo vantaggiose. Diciamo pure che non avevano i soldi per il mutuo e glielo hanno dato lo stesso. Hanno fatto di più. Gli hanno dato mutui al 120% su case sopravvalutate in un mercato in bolla senza assicurarsi che potessero pagare le rate. Anni di follia.

Quando le case si svalutarono per la bolla dei “mutui facili” successe qualcosa di logico. I prezzi delle case scesero sotto il valore dei mutui fatti per comprarle. La conseguenza fu che migliaia di case finirono pignorate e tornarono nella proprietà delle banche. Furono svendute, quando invece erano sul mercato a prezzi incredibili solo pochi mesi prima.

Chi sapeva investire in immobili ed aveva una buona liquidità ha potuto beneficiare enormemente del “ritorno alla normalità” dei prezzi di quelle case.

AirBnB se ho perso il lavoro

Se voglio fare leva sull’immobiliare per generare una rendita alternativa/addizionale al mio lavoro (che potrei non avere nei prossimi mesi), posso pensare ad Airbnb.

Chi ha una seconda casa può metterla in affitto su AirBnb. Ovviamente ora con le restrizioni in corso non verrà nessuno, ma vale la pena avviare il processo di registrazione e simulare quanto potrei guadagnare affittando la mia seconda casa su Airbnb.

⚡️Speculare investendo sulle crisi

Chi sa usare gli strumenti derivati può scommettere al rialzo ma anche al ribasso sui mercati.

Diciamo dunque che prima o durante una crisi si può scommettere e alimentare la discesa di un indice o di un titolo.

Questi strumenti non sono alla portata di tutti ma chi vuole può trovare facilmente ETF che “vanno short” e che quindi ottengono lo stesso risultato. Si chiamano ETF inversi e a me non è ancora riuscito ad usarli con buoni profitti soprattutto perché se hanno una leva diventano costosi nel lungo termine.

Come investire in guerre e disastri

Nessun pelo sullo stomaco?

Capita che in alcuni paesi la guerra, dittature folli, svalutazioni della moneta locale, attacchi terroristici e epidemie provochino il collasso dell’economia.

Quando si investe in paesi che sono in gravi difficoltà le probabilità di guadagno sono immense. Anche i rischi sono enormi. Il rischio maggiore è che non ci venga riconosciuta la proprietà dei beni che abbiamo acquistato (ad esempio immobili espropriati dai governi, etc.) o semplicemente che i tempi di recupero diventino irragionevoli.

Ma è etico o no farlo?

Una paese devastato conta molto sugli investimenti esterni per riprendersi. D’altra parte se ad esempio investiamo in obbligazioni governative in paesi con dittature potrebbe essere che stiamo prestando i soldi alle persone sbagliate.

�� Investire nello shock post coronavirus?

Ora ti spiego cosa sto facendo io, ma sarebbe meglio avere altre preoccupazioni in questo periodo, tipo quella di aiutare gli altri durante questa fase di contenimento dell’epidemia.

Come aiuto gli altri?

Ci sono mille modi per aiutare il prossimo in questo periodo.

Una su tutte è condividere informazioni vere, non trasmettere negatività e allarmismo.

Se ricevi un messaggio wzp/Facebook drammatico, vero o falso che sia, se non ti fa stare bene, NON condividerlo alimentando negatività.

Informati solo attraverso i canali ufficiali. Ce ne sono solo due, sono questi: il sito del ministero della salute e quello del WHO. Nessun’altro.

Condividi ciò che hai.

Se vai a fare la spesa, chiedi ai vicini se hanno bisogno. Molti supermercati in questi giorni portano la spesa a casa gratis. Fallo sapere a chi ne ha bisogno.

Io nel mio piccolo sto collaborando con Wikipedia, contribuendo alla traduzione in italiano di documenti informativi sul contenimento del virus.

Fai una donazione per la ricerca del vaccino contro il Covid-19.

Sul sito dell’OMS trovi il link alla donazione per la ricerca. Online troverai facilmente anche come fare donazioni locali alla tua ASL o alla croce rossa.

Donare fa sentire molto bene, prova!

Cosa fare costretti in casa?

Se sei costretto in casa ed hai paura per il tuo lavoro e per il futuro, approfitta per prepararti allo shock formandoti a nuove attività e magari imparando a guadagnare online senza investire.

Tuttavia tra qualche settimana le cose andranno meglio (o saremmo più abituati al new-normal) e quindi si stanno generate occasioni d’acquisto specialmente sui mercati azionari.

Investire in azioni singole è uno dei modi più pericolosi di investire in assoluto, quindi meglio essere prudenti.

⭕️ Come investo durante e dopo la crisi da virus?

Per investire dopo una crisi come quella dovuta al contenimento di un’epidemia per me trovo molto meno rischioso investire in indici azionari (piuttosto che azioni). Se non so come investire mi rivolgo a un consulente indipendente. Se costa troppo il consulente posso pensare di provare la consulenza virtuale e i robot-consulenti-advisors.

Io ho scritto qualcosa di molto interessante sul più grande robo-advisor finanziario d’Italia (Moneyfarm) dove oltre agli investimenti automatici trovo comunque una rete di professionisti autorizzati (e premiati). Non è gratis. La gestione costa l’1% dell’investito. In termini assoluti non è caro viste le performance che sta avendo (che sono buone).

❗️Conclusioni e azione

Anche se è difficile investire durante le crisi di mercato ecco una serie di azioni che io ho testato con successo negli anni.

Come iniziare a investire durante una crisi?

Se non ho alcuna esperienza con gli investimenti rischio di fare un macello, quindi meglio se mi affido a chi ne sa più di me. L’ideale è un consulente finanziario indipendente o uno strumento che viene gestito da consulenti indipendenti. Io ho avuto prova che Moneyfarm fa un buon lavoro nei momenti di crisi di mercato ri-bilianciando i portafogli per me. Non è l’unico robo-advisor sul mercato, è solo il più grande. Guardati intorno.

Se dovessi iniziare a investire con un robo-consulente durante una crisi non avrei dubbi scegliere un profilo aggressivo e NON conservativo (portafogli 5-6). In genere se ne può parlare col consulente dedicato prima di iniziare o almeno è sempre stato così in passato.

Investire in autonomia durante una crisi?

Se ho già investito i passato in autonomia e ho esperienza, posso provare a identificare da solo i settori che stanno soffrendo di più e ingiustificatamente.

Se voglio azzardare dei soldi posso guardare a settori che non hanno a che fare con l’epicentro della recessione. In genere posso contare sul fatto che quando tutto tornerà alla normalità le loro valutazioni risaliranno. Sembra facile ma invece è difficile.

Ad esempio, durante un’epidemia o comunque qualcosa che deprime i consumi, i viaggi e l’aviazione potrei orientarmi su società che offrono servizi, comunicazione o tecnologia.

Durante una crisi energetica (..si, stiamo attraversando anche uno shock petrolifero..) posso fare la stessa analisi e cercare dei settori colpiti solo marginalmente.

Il sito che uso più volentieri per fare analisi, cercare settori in trend, individuare aziende che pagano dividendi alti è Marketscreener.com nelle sezioni “Top/Flop” e “screeners”. È tutto solo in inglese per ora, ma è eccellente.

Se non mi fidassi della borsa potrei guardare agli immobili o ai prestiti in peer to peer che per ora stanno reggendo bene il colpo come già successo in passato. I rendimenti arrivano fino al 10% con rischi adeguati al rendimento.

Gli immobili hanno prezzi che si muovono molto più lentamente delle borse e il P2P lending per ora sembra essere scollegato dalle dinamiche di borsa. Naturalmente non è esente da rischi, è solo un investimento a bassa manutenzione.

Quale strategia pensi di applicare dopo la crisi da covid-19?

  • Comprare le borse ai minimi?
  • Cercare immobili momentaneamente svalutati?
  • Investire in prestiti P2P?
  • Cercare frazioni di immobili online?
  • Affittare una casa con AirBnB?
  • Leggere libri potenti per imparare come investire?

Ci sono almeno 5 modi per investire i tuoi risparmi senza rischi

Sempre più persone, soprattutto in Italia, valutano di mettere i propri risparmi sotto il materasso

Sempre più persone, soprattutto in Italia, valutano di mettere i propri risparmi sotto il materasso. Ad aver influito molto su questo atteggiamento sono stati alcuni avvenimenti recenti: la vicenda degli obbligazionisti “vittime” del salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e CariChieti; l’entrata in vigore del cosiddetto ‘bail in’; le recenti turbolenze che hanno investito grandi istituti bancari come Mps in Italia o Deutsche Bank in Europa. Eppure modi sicuri o poco rischiosi per investire i propri risparmi, senza doverli necessariamente nascondere in casa, ci sono. Ecco qualche consiglio per orientarsi.

1. Scegliere la banca

Prima di tutto sarebbe buona norma scegliere un istituto di credito “solido” dove versare i propri soldi. Anche se non si vuole fare nessun investimento, ma semplicemente depositare i risparmi e accreditare stipendi o pensioni. Per scegliere il miglior istituto in cui investire, non è detto che possiamo affidarci alla sua grandezza. Una banca grande non significa per forza di cose solidità patrimoniale. Per valutare la solidità patrimoniale delle banche si ricorre oggi al Cet 1 (Common equity tier 1) ratio, cioè il rapporto tra il capitale ordinario versato e la attività ponderate per il rischio. Più questo parametro è alto più la banca è solida.

2. Depositi sotto i 100mila euro

Se il nostro patrimonio liquido è sostanzioso, possiamo decidere di non lasciare in una stessa banca più di 100mila euro: la normativa sul bail-in prevede infatti che i depositi sotto questa cifra siano garantiti e quindi non possano essere toccati, anche in caso di crisi o di fallimento della banca stessa.

3. Parola d’ordine: diversificare

Quello che si può provare a fare, è diversificare gli investimenti, anche in base alla necessità che abbiamo di liquidità. Su un capitale di 300mila euro, ad esempio, io so che 200mila li posso investire sul lungo periodo (e quindi potrò scegliere strumenti un po’ più rischiosi ma ad alto rendimento o anche a basso rischio ma con rendimento sicuro in molti anni) mentre i restanti 100mila euro mi potrebbero servire entro pochi anni. In questo caso potrò scegliere investimenti meno rischiosi come obbligazioni di Stato, obbligazioni garantite e buoni fruttiferi postali. In questo ultimo caso ormai i rendimenti sono bassissimi, ma si ha la certezza che il capitale iniziale non verrà intaccato.

4. Investire nel mattone

Un altro modo per diversificare l’investimento dei propri risparmi è comprare un immobile. Nonostante le fluttuazioni del mercato, il mattone rimane un buon investimento, sia come abitazione sia come immobile da affittare o dove fare un b&b.

5. Per chi non vuole rischi

Chi vuole investire i propri risparmi ma proprio non rischiare nulla, deve accontentarsi di rendimenti bassi e tenersi lontano dal mercato finanziario. La scelta quindi può ricadere su conti di deposito, libretti bancari e postali e i già citati buoni fruttiferi postali. Questi strumenti di investimento garantiscono il recupero al 100% del capitale iniziale, a cui si aggiungono piccoli rendimenti. Sicuri vengono considerati anche gli investimenti in titoli di Stato (come i Btp), a meno che non si scelgano titoli di Stati stranieri instabili, che rendono di più ma sono meno sicuri. Altri strumenti a basso rischio in cui investire sono i BoT, i fondi e gli Etf di liquidità.

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