L’apprezzamento del dollaro e l’oro

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Apprezzamento e deprezzamento di una valuta

Indice della guida

Introduzione ai tassi di cambio

Il tasso di cambio o exchange rate

Apprezzamento e deprezzamento di una valuta

Operatori del mercato valutario

Le operazioni Spot, Forward e i derivati nel Forex

Nella lezione precedente abbiamo visto cos’è un tasso di cambio e come funziona, ma siamo sicuri di aver capito chi beneficia da un movimento del tasso in un senso o nell’altro? Cerchiamo un modo per ricordarci come funziona l’apprezzamento e il deprezzamento di una valuta.

Come funziona l’apprezzamento e il deprezzamento di una valuta?

Apprezzamento e deprezzamento riguardano il valore di una valuta contro le altre. Più una moneta si apprezza, maggiore sarà il suo valore rispetto alle altre. Come facciamo a capire se una moneta si apprezza o si deprezza quando il tasso di cambio sale o scende? Dipende dal tipo di valutazione che stiamo usando, noi faremo riferimento alla valutazione certo per incerto con riferimento all’Euro.

Quando l’euro si apprezza vuol dire che è diventato più forte rispetto alle altre valute, quindi può comprare maggiori quantità delle altre valute. In altre parole, il prezzo di un euro è aumentato per chi lo vuole comprare usando altre valute.

Esempio di apprezzamento e deprezzamento

L’EURUSD, che è il rapporto tra dollari e euro, vede il numeratore (dollari necessari per comprare un euro) aumentare rispetto al denominatore (un euro). Quindi il tasso di cambio EURUSD aumenterà se l’euro si apprezza. Un modo per ricordarsi questa relazione è pensare che se il cambio sale, il turista italiano negli USA apprezza, perché potrà comprare più cose con la stessa quota di euro.

Per una moneta che si apprezza, le altre si deprezzano. Guardando all’esempio precedente, il dollaro si è deprezzato rispetto all’euro, ma il cambio EURUSD è comunque salito. E’ importante capire per ogni valuta qual è il suo rapporto di cambio con le altre. L’Euro è sempre valutato certo per incerto quindi avremo EURUSD, EURGBP, EURJPY ecc. Quando il tasso di cambio dell’euro sale, vorrà dire che l’euro si è apprezzato.

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Non vale lo stesso per il dollaro: il dollaro viene valutato incerto per certo nei confronti di Euro, dollaro australiano (AUDUSD) e pound inglese (GBPUSD), quindi bisogna stare attenti a vedere quale tasso di cambio contro il dollaro sale o scende per capire se il dollaro si sta apprezzando o deprezzando.

Come funzionano apprezzamento e deprezzamento per gli investitori?

Gli investitori che vogliono guadagnare dalla variazione del tasso di cambio devono ragionare in senso inverso. Vediamo perché con un esempio, mettendo in luce un problema nel capire bene come interpretare delle notizie economiche che impattano sul tasso di cambio. Prova ad usare una calcolatrice e riguarda le formule della precedente lezione per seguire l’esempio.

Un investitore legge sul sito di Starting Finance che tra una settimana la FED, la banca centrale americana, potrebbe lanciare un Quantitative Easing che porterà molti più dollari nell’economia americana. L’investitore sa che ci sono più dollari, il loro valore rispetto agli euro diminuirà, quindi il dollaro si deprezzerà, mentre l’euro si apprezzerà. Inoltre, si ricorda che se l’euro si apprezzerà, allora il tasso di cambio EURUSD salirà di prezzo.

In realtà, i mercati hanno già scontato un po’ la notizia, quindi il tasso EURUSD è già salito. L’investitore inesperto decide comunque di investire 1000 euro. Oggi l’EURUSD è a 1.09, quindi riceve in cambio 1090 dollari.

La settimana successiva la FED annuncia che non ci sarà nessun Quantitative Easing, questo perché l’economia americana sta operando bene anche senza interventi di politica monetaria. Gli operatori di mercato chiudono le loro posizioni e il tasso di cambio EURUSD scende, perché il fantomatico deprezzamento del dollaro non si avvererà: l’EURUSD si attesta a 1.07.

Il nostro investitore inesperto è disperato, ma quando va a chiudere la sua posizione, ricambiando i dollari in euro si rende conto che non gli è andata poi così male: 1090 dollari, ad un tasso del 1.07, corrispondono a 1018,70 euro circa. L’operazione ha fruttato un ritorno del’1,87% al lordo delle commissioni! Aveva confuso l’apprezzamento dell’euro e la salita del tasso con la direzione della sua operazione. Per guadagnare con i tassi di cambio bisogna sperare che la propria valuta si deprezzi rispetto a oggi, per poterne comprare di più un domani.

In ogni caso, vedremo nella prossima lezione come una valuta che si apprezzi è una notizia positiva per alcuni operatori, mentre non molto buona per altri.

L’apprezzamento del dollaro e l’oro

Ultima seduta settimanale aperta da $ forte e GOLD che ha visto nella giornata di Giovedì un ribasso del 2% tornando ai minimi dello scorso Giugno, con minimo a 1,186$ l’oncia. Cosa ha causato la rottura del supporto psicolgico a 1,200$? Apparentemente l’indebolimento della domanda da parte dei paesi emergenti è andato a sommarsi all’effetto causato dalle decisioni della Fed ed ai dati poco positivi rilasciati ieri per la prima economia mondiale. Nonostante la fiducia mostrata dagli investitori verso la Fed sembra iniziare a diffondersi il timore per il rischio deflazione causata dalla riduzione degli stimoli ad un economia ancora non del tutto stabilizzata. In un clima di panico deflazionistico l’oro perde pertanto la sua funzione classica di bene rifugio rispetto alla volatilità delle valute.

Questo fattore è andato a sommarsi ad un forte indebolimento della domanda dei paesi emergenti, dove, mentre la domanda cinese rimane tutto sommato stabile, l’India ha visto un calo delle importazioni nell’ultimo quarto pari al 32%. Questo calo è dovuto a limitazioni imposte dal Governo Indiano finalizzate al controllo del deficit della propria bilancia commerciale. È stato stabilito un rapporto 80:20 per cui le importazioni vengono bloccate fino a che il 20% dell’oro importanto non è stato esportato come prodotto finito. SPDR Gold Trust, l’ETF sul Gold maggiore al mondo, considera possibile una stabilizzazione del metallo intorno al valore 1,180$ e continua a vedere il trend per i prossimi 12 mesi prevalentemente ribassista. Anche in questo caso, gli analisti SPDR sottolineano come il fattore cruciale per un inversione di questo trend, che si è protratto per tutto il 2020, sia l’inflazione che resta positivamente correlata agli acquisti sul metallo prezioso. Sul fronte valutario, il rafforzamento del $ ha portato l’EUR\USD fino ad 1.3624 e questa spinta al ribasso sembra non essere terminata, supporto fissato a 1.3585$. Anche il pound è in sofferenza rispetto al $ con GBP\USD quotato al momento 1.6333$ a ridosso del supporto 1.6330 che se rotto potrebbe vedere un’ulteriore calo fino a 1.6255. Possibili ribassi in chiusura di settimana su USD\JPY con supporto 103.90 yen. BITCOIN in forte ripresa ma attenzione alla resistenza subito sotto gli 820$.

Correlazione tra oro e dollaro: come e quando funziona?

7 Dicembre 2020 – 11:18

7 Dicembre 2020 – 11:21

Correlazione tra oro e dollaro: una relazione inversa che attira l’attenzione degli investitori. Ecco come funziona e ciò che si deve sapere su questo binomio.

Come funziona la correlazione tra oro e dollaro? Perché è inversa? Vediamo i motivi per cui le due quotazioni sono inverse e al salire di una scende invece l’altra.

Comprendere le dinamiche dietro la correlazione tra oro e dollaro USA può essere utile all’investitore per comprendere le possibili evoluzione dei due asset.
Il bene primario per eccellenza ha infatti un rapporto particolare con il biglietto verde e conoscerne il movimento aiuta a capire come muoversi sul mercato.

La correlazione inversa tra oro e dollaro vede come protagonisti, naturalmente:

  • l’oro – Il più celebre dei beni rifugio e l’andamento della sua quotazione è di grande interesse per la maggior parte degli investitori;
  • il dollaro americano – La valuta il cui valore determina le sorti dell’economia mondiale, rappresentando da sola quasi la metà degli scambi che avvengono quotidianamente sul Forex.

Entrambi gli strumenti sono considerati beni rifugio, ovvero soluzioni di investimento ideali in un clima di incertezze finanziarie e sui mercati, con l’oro che è la prima soluzione contro l’inflazione e la perdita di valore del denaro nel tempo.

Tuttavia, il loro andamento segue molto spesso direzioni opposte, descritto da una correlazione inversa.
Vediamo di capire il perché di questa correlazione inversa e come gli andamenti di oro e dollaro possono determinarsi a vicenda.

Oro e dollaro, correlazione inversa: le origini e l’andamento storico

Dopo la fine degli accordi di Bretton Woods nel 1971, il presidente americano Nixon ha slegato le sorti di dollaro e oro, resi beni indipendenti l’uno dall’altro.

Fino a quel momento c’era uno stretto legame tra i due che sanciva il valore del dollaro sulla base di una data quantità stabilita di oro. Un calo nelle riserve auree causava quindi un aumento del valore del dollaro, secondo una correlazione inversa totale.

Da dopo il 1971, quindi, oro e dollaro hanno seguito strade divise, ciascuno con la propria quotazione, in maniera indipendente dall’altra.

Tuttavia il tempo ha decretato la permanenza di una correlazione inversa tra i due beni, non più perfetta ma ancora evidente, come osservabile dal seguente grafico che ne traccia gli andamenti storici:

Fin da subito le quotazioni di oro e dollaro hanno seguito andamenti di lungo periodo opposti, contrapponendosi come due beni rifugio alternativi.

Il dollaro rimane infatti legato alle politiche monetarie degli Stati Uniti e agli eventi che li riguardano, mentre l’oro conserva la sua proprietà di bene rifugio contro la svalutazione monetaria.

Il ruolo di assoluti protagonisti dell’economia mondiale che si sono ritagliati gli USA ha reso il dollaro il bene rifugio ideale per situazioni economiche favorevoli.
Al contrario, in caso di incertezze o crisi economiche e, più in generale, di perdita di valore della valuta, l’oro diventa l’obiettivo numero uno.

Questo ha caratterizzato l’andamento storico tra oro e dollaro, determinando la correlazione inversa che hanno sempre mantenuto.

Oro e dollaro, correlazione inversa: la situazione oggi

Vediamo nel seguente grafico l’andamento seguito dall’oro e dal dollaro tra il 2020 e il 2020:

I movimenti seguiti dai due beni intraprendono molto spesso direzioni opposte, a segnalazione del fatto che anche ad oggi la correlazione inversa tra oro e dollaro esiste.

In particolare, all’altezza delle due frecce colorate, è possibile osservare come dal mese di febbraio l’oro abbia segnato un forte e continuato rialzo, esattamente quello che è successo al dollaro, in senso opposto.

La situazione attuale vede le principali economie mondiali deboli e in difficoltà, motivo che determina il ritorno di moda dell’oro e della ricerca, da parte degli investitori, del bene rifugio più adatto a conservare il proprio valore nel tempo.

Negli ultimi tempi anche il bene primario per eccellenza sta però avendo dei cedimenti, mentre il tasso di cambio del dollaro continua la sua salita e potrebbe arrivare alla parità con l’Euro nel 2020.

Oro e dollaro, correlazione inversa: chi la determina? È sempre valida?

Il Fondo Monetario Internazionale, nel 2008, ha stimato che il 40-50% dei movimenti del prezzo dell’oro nei precedenti 6 anni era guidato dall’andamento del dollaro.
Tra i due beni, infatti, è il dollaro che svolge il ruolo di protagonista.

Sono le sorti dell’economia americana e la forza della loro valuta a determinare l’andamento del prezzo dell’oro, che quindi riveste il ruolo di principale alternativa.

Un deprezzamento del dollaro causa una crescita nel valore delle altre valute, che a sua volta porta ad un aumento della domanda (e dei prezzi) delle materie prime, oro compreso, richiesto anche come bene rifugio.
Allo stesso modo avviene in caso contrario.

La correlazione inversa tra oro e dollaro, tuttavia, non esclude però la possibilità che i due beni possano seguire andamenti concordi.

Una crisi che riguardi una regione esterna agli Stati Uniti, ad esempio, porterebbe alla ricerca sia del dollaro che dell’oro come beni rifugio, portando ad un aumento di entrambi i prezzi.

È quindi sempre consigliabile ragionare in funzione della correlazione inversa tra oro e dollaro ma senza darla sempre per scontato.

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