L’incertezza politica allontana gli investitori

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La Bce ammonisce l’Italia: «L’incertezza politica allontana gli investitori»

In Italia il clima di fiducia ha segnato il calo piщ marcato

nel bollettino di gennaio: «flussi di capitale verso i titoli piщ sicuri con rating aaa»

La Bce ammonisce l’Italia: «L’incertezza politica allontana gli investitori»

In Italia il clima di fiducia ha segnato il calo piщ marcato

«L’accresciuta incertezza politica in Italia» и stata «all’origine di alcuni flussi di capitali, con l’obiettivo di ricercare investimenti piщ sicuri, verso i titoli emessi dai paesi con rating AAA». Lo scrive la Bce nel bollettino di gennaio.

L’EUROZONA – La debolezza dell’economia dell’Eurozona «dovrebbe protrarsi anche nel 2020», sebbene «nel prosieguo dell’anno si dovrebbe registrare una graduale ripresa», rileva ancora la Bce. «In particolare», prosegue Francoforte, «gli aggiustamenti di bilancio necessari nei settori finanziario e non finanziario, nonchи la persistente incertezza, seguiteranno a gravare sull’attivitа economica».

L’INFLAZIONE – «Le dinamiche inflazionistiche nell’area dell’euro sono destinate a rimanere moderate», segnala la Bce. «Nell’orizzonte rilevante per la politica monetaria», si legge nel testo, «a fronte della debole attivitа economica nell’area dell’euro e di aspettative di inflazione a lungo termine saldamente ancorate, le pressioni di fondo sui prezzi dovrebbero rimanere contenute».

I TITOLI DI STATO – «Nell’area dell’euro il clima del mercato obbligazionario ha risentito dell’influsso negativo esercitato dalle revisioni al ribasso delle previsioni di crescita. Tra la fine di novembre del 2020 e il 9 gennaio del 2020 i rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine con rating AAA dell’area dell’euro sono rimasti su livelli prossimi ai minimi storici, sebbene verso la fine del periodo siano cresciuti di circa 10 punti base, portandosi all’1,8 per cento circa», sottolinea ancora il Bollettino sollecitando i Paesi della zona euro che di recente hanno registrato un calo dei rendimenti a sostenere tale andamento con ulteriori interventi per il risanamento dei conti pubblici. «Per quanto concerne le politiche di bilancio, il forte calo dei rendimenti sui titoli di Stato evidenziato di recente dovrebbe essere sostenuto da ulteriori passi avanti nel risanamento delle finanze pubbliche in linea con gli impegni assunti nel quadro del Patto di stabilitа e crescita».

«L’incertezza allontana gli investitori»

Alla fine dello scorso anno, l’incertezza politica creata in Italia dalla caduta del Governo Monti e dall’annuncio di elezioni anticipate ha indotto alcuni investitori a cercare rifugio in titoli considerati più sicuri di quelli del debito italiano. Ma nelle ultime settimane, un miglioramento nell’orientamento degli investitori ha fatto sì che i rendimenti dei titoli di Stato in Italia, e anche in Spagna, abbiano ripreso a scendere toccando i livelli più bassi dall’estate scorsa.
Con queste due considerazioni, che fotografano l’andamento dello spread da fine novembre ai primi di gennaio, il bollettino mensile della Banca centrale europea pubblicato ieri mattina ripete le osservazioni fatte la settimana scorsa dal presidente Mario Draghi, secondo cui le condizioni sui mercati finanziari hanno registrato recentemente un significativo miglioramento. I titoli italiani a 10 anni offrivano ieri un rendimento del 4,15%, 67 punti base di meno del giorno successivo alla caduta del Governo Monti.
Le migliori condizioni finanziarie però faticano a trasmettersi all’economia reale. Come aveva detto Draghi, il bollettino della Bce ribadisce che la ripresa sarà graduale e arriverà solo nella seconda metà dell’anno. In alcuni Paesi, soprattutto Italia e Spagna, la fiducia dei consumatori è a livelli particolamente bassi. E per la ripresa restano molti rischi al ribasso, legati anche alla lentezza nell’applicazione delle riforme strutturali promesse nell’area dell’euro.
Per questo, il direttore del Fondo monetario, Christine Lagarde, ha sollecitato ieri la Bce ad allentare ulteriormente la politica monetaria, se necessario per sostenere l’economia dell’Eurozona. Alla riunione della scorsa settimana a Francoforte l’ipotesi di un taglio dei tassi d’interesse non è stata nemmeno discussa, aveva rivelato Draghi, e molti osservatori di mercato ritengono che non se ne parlerà per molti mesi a venire. Il piano Omt (Outright monetary transactions) lanciato dal presidente della Bce l’estate scorsa per l’acquisto di titoli del debito pubblico dei Paesi in difficoltà, e che è stato la principale ragione dell’inversione di tendenza dei mercati finanziari, non è ancora operativo, ha sottolineato il numero uno dell’Fmi, e c’è bisogno di progrerssi sull’Unione bancaria. Per questo, «un ulteriore allentamento della politica monetaria può rivelarsi appropriato per sostenere la domanda» nell’Eurozona, ha detto la signora Lagarde, che, a proposito dell’Italia, ha anche osservato che le liberalizzazioni sono «un passo nella direzione giusta», senza peraltro specificare a quali misure si riferisse. Un plauso è arrivato anche alla riforma del mercato del lavoro francese avviata dal Governo Hollande questa settimana.
Il direttore del Fondo monetario ha affermato che l’economia mondiale ha scongiurato il collasso e «c’è un po’ di ripresa in vista», ma che per le autorità non è l’ora di rilassarsi e va evitata a ogni costo una ricaduta. L’ex ministro dell’Economia francese, nella sua conferenza stampa di inizio anno, ha rammentato che ci sono nel mondo oltre 200 milioni di persone senza lavoro, di cui molti giovani, e che quella di far ripartire l’economia reale e l’occupazione è una delle tre priorità per il 2020. Le altre sono l’applicazione di politiche che mettano fine all’incertezza e la conclusione delle riforme del settore finanziario.
La signora Lagarde ha evitato di entrare nella polemica sulla “guerra delle valute”, espressione coniata nell’autunno 2020 dal ministro delle Finanze brasiliano Guido Mantega che puntava il dito contro la politica ultra-espansiva della Federal Reserve. «Non mi piacciono le guerre, neanche fra le valute», ha detto, ma il tema è destinato a riemergere la prossima settimana a Davos e nel confronto fra i grandi dell’economia mondiale che si terrà, a livello di ministri finanziari e governatori del G-20, il mese prossimo a Mosca.

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Bce avverte Italia: “L’incertezza politica allontana gli investitori”

Bce avverte Italia: “L’incertezza politica allontana gli investitori” (foto Lapresse)

FRANCOFORTE – “L’accresciuta incertezza politica in Italia allontana gli investitori”. Il monito giunge da Francoforte: la Banca centrale europea, nel bollettino di gennaio, osserva come in Italia il clima di fiducia abbia segnato il calo più marcato. L’instabilità politica, secondo Francoforte, è “all’origine di alcuni flussi di capitali, con l’obiettivo di ricercare investimenti più sicuri, verso i titoli emessi dai paesi con rating AAA”.

In Italia e Spagna l’indice sul clima di fiducia ha “segnato un calo più marcato, specie a partire dalla metà del 2020” rispetto agli altri paesi dell’Eurozona, riporta ancora il documento della Bce sugli indici di fiducia calcolati dalla commissione Ue dall’inizio della crisi a oggi e cioè dal 2007 al 2020.

In generale, la crescita dell’Eurozona “continua ad essere debole”. Di più: sull’economia “continuano a pesare le persistenti incertezze e gli aggiustamenti di bilancio in atto nei settori finanziari e non finanziari. Ma, secondo la Bce, “nella seconda parte del 2020 è attesa una graduale ripresa”. Per questo motivo servono con “rapidità” riforme strutturali aggiuntive per rendere l’economia dell’Eurozona “più flessibile, dinamica e competitiva”. In particolare, sono essenziali “riforme nei mercati dei beni e servizi” per “la concorrenza e la competitività” e “provvedimenti che migliorino il funzionamento dei mercati del lavoro”.

In tutti i paesi dell’Eurozona servono “ulteriori passi avanti nel risanamento delle finanze pubbliche in linea con gli impegni assunti nel quadro del Patto di Stabilità e Crescita”. E sottolinea che i nuovi sforzi sosterrebbero “il forte calo dei rendimenti sui titoli di Stato evidenziato di recente”.

Tendenzialmente, “i rischi per le prospettive economiche dell’area dell’euro rimangono orientati al ribasso”, scrive la Bce spiegando che ”sono connessi in prevalenza a una lenta attuazione delle riforme strutturali nell’area dell’euro, ai problemi geopolitici e agli squilibri presenti nei principali paesi industrializzati. Questi fattori potrebbero ripercuotersi sul clima di fiducia per un periodo più lungo di quanto ipotizzato al momento e ritardare la ripresa degli investimenti, dell’occupazione e dei consumi”.

La solidità delle banche è certamente tra i fattori chiave della ripresa. Compito delle banche è “agevolare sia un’adeguata offerta di credito all’economia, e la normalizzazione di tutti i canali di finanziamento”. Il bollettino di Francoforte sottolinea che l’attuazione di interventi decisivi per realizzare un quadro finanziario integrato contribuirà al conseguimento di questo obiettivo”. Inoltre, il ”futuro meccanismo di vigilanza unico rappresenta un passo cruciale verso un’integrazione del sistema bancario”.

“Vari indicatori congiunturali – conclude il bollettino – hanno mostrato più di recente una sostanziale stabilizzazione, seppure su livelli contenuti, e il clima di fiducia nei mercati finanziari è migliorato sensibilmente”.

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