Mutui le previsioni sui tassi d’interesse

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A ognuno il suo tasso ma il variabile resta il preferito

Le banche stanno lanciando offerte più competitive che in passato. Le richieste di mutuo crescono da qualche mese, ricompaiono le surroghe e anche sul fronte delle erogazioni c’è stato un lieve miglioramento. Il mercato dei mutui, dopo anni di immobilità, accenna a muoversi. Ma cosa si prevede in fatto di tassi d’interesse? Quale il più conveniente nei prossimi mesi? Se sinora è stato il tasso variabile il più gettonato, grazie ai minimi storici toccati dall’Euribor (l’indice al quale si aggancia il variabile), recentemente si è registrato un ritorno di interesse per il tasso fisso, più ‘caro’ ma meno rischioso.

“I tassi – spiega Renato Landoni, presidente di Kìron Partner – vanno scelti anche in base alla tipologia di cliente. Il fisso è consigliato a chi, ad esempio, ha un reddito basso, con rapporto rata/reddito del 30/35%. Perché con il fisso rischia di meno. La stessa cosa vale per le persone che hanno una bassa propensione al rischio; oppure quando la durata del mutuo supera i 25 anni o, ancora, se c’è una previsione di crescita delle spese da sostenere in famiglia. L’analisi deve partire sempre dalla capacità di risparmio e dalla redditività di chi richiede il mutuo”.

Eppure il variabile continua ad attirare le preferenze, anche perché, rispetto al fisso, permette attualmente risparmi consistenti sulla rata mensile. “Il variabile – prosegue Landoni – resta più competitivo. E per tutto l’anno in corso la tendenza è che l’Euribor continuerà a mantenersi su livelli bassi. Inoltre, se il quadro economico resterà tale, è improbabile che la Banca Centrale Europea faccia interventi che possano mutare le condizioni. Quel che manca da parte delle banche è un servizio di consulenza post erogazione al cliente che lo accompagni nel tempo, aiutandolo a ottenere condizioni sempre ottimali al mutare del contesto”.

A rimescolare le carte in tavola, potrebbero contribuire le Elezioni Europee. Nouriel Roubini, nelle ultime ore, ha ipotizzato che una vittoria o una forte affermazione del Movimento 5 Stelle produrrebbe (anche a causa delle posizioni della formazione sull’euro) nuovi scenari, nei quali lo spread potrebbe tornare a salire e con esso i tassi di interesse. Roubini è l’economista statunitense che per primo, e in tempi non sospetti, aveva previsto il crollo del mercato immobiliare e la crisi globale finanziaria.

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Mutui, previsioni 2020: cosa aspettarsi dai tassi di interesse?

20 Gennaio 2020 – 09:08

20 Gennaio 2020 – 09:13

Previsioni sui mutui per il 2020: cosa succederà quest’anno sul fronte dei tassi di interesse? Quale scegliere tra tasso fisso e tasso variabile?

Con l’inizio del nuovo anno non si può fare a meno di interrogarsi su quali siano le previsioni sui mutui per il 2020.

I tassi di interesse saliranno, impattando negativamente sui titolari di mutuo a tasso variabile, oppure scenderanno o rimarranno stabili, andando a favore di chi possiede un mutuo a tasso fisso?

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Ecco cosa potrebbe succedere sul fronte dei mutui nel 2020 e quale converrà di più tra mutuo a tasso fisso e mutuo a tasso variabile nel corso dell’anno.

Mutui, previsioni 2020: uno sguardo alla BCE

La Banca Centrale Europea, guidata da Christine Lagarde, in occasione del suo ultimo incontro ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse.

Il tasso di rifinanziamento principale resta allo 0,00%, mentre i tassi sulle operazioni di rifinanziamento marginale e quello sui depositi presso la BCE rimangono per ora fermi rispettivamente a 0,25% e a -0,50%.

La politica monetaria della BCE del prossimo periodo sembra tracciare la stessa linea iniziata da Draghi e anche Lagarde ha ribadito parole già pronunciate dal suo predecessore, aspettandosi che i tassi di interesse restino «ai livelli attuali o inferiori per tutto il tempo necessario», e fino a quando l’inflazione non sarà vicina al target del 2%.

Mutui: previsioni 2020 sui tassi

Un’altra indicazione del neo-presidente BCE sui tassi futuri la si ottiene quando fa riferimento al programma di Quantitative Easing (QE) deciso dalla precedente amministrazione e che ha visto partire gli acquisti dei titoli di Stato dallo scorso primo novembre ad un ritmo di 20 miliardi di euro al mese.

Christine Lagarde, a tal proposito, ha confermato che il QE durerà «per tutto il tempo necessario a rafforzare l’impatto accomodante monetario e terminerà soltanto quando la Banca centrale europea deciderà di aumentare i tassi di riferimento».

Nel frattempo, i tassi futures quotati sul mercato londinese Liffe, che riguardano le proiezioni sull’andamento dell’Euribor nei prossimi anni, vedono l’indice in calo da qui a giugno 2021, dall’attuale -0,40 a -0,55. Il tasso Euribor, che lo ricordiamo, interessa milioni di famiglie europee che hanno sottoscritto un mutuo a tasso variabile, sempre secondo le stime, viene previsto in territorio negativo ancora per almeno i prossimi 5 anni.

Tasso fisso o variabile nel 2020?

Pertanto, per quanto riguarda i mutui, da quanto emerso dall’ultima riunione BCE non intaccano le stime già annunciate negli scorsi mesi.

I tassi rimarranno bassi per tutto il 2020 e per i prossimi anni. Dunque, i titolari di un mutuo a tasso variabile possono festeggiare e continuare a sfruttare l’andamento ai minimi storici dell’Euribor, oggi fissato a -0,464 per la scadenza mensile e -0,395 per la scadenza trimestrale.

Al contrario, chi deve stipulare un mutuo a tasso fisso avrà notato che gli indici Eurirs sono in continuo aumento dalla fine di agosto, quando avevano registrato i loro minimi storici. Nel 2020, chi preferisce stipulare un mutuo a tasso costante senza sorprese di aumenti futuri dei tassi, deve affrettarsi. Infatti, rispetto alla scorsa estate, quando le scadenze IRS erano vicine a quota zero, oggi si attestano +0,50 per le durate superiori ai 20 anni.

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Previsioni tassi mutui

Previsioni Euribor e Eurirs (ultimo aggiornamento 16 marzo 2020)

Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea, riunitosi lo scorso 12 marzo, ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse. Per molti operatori del settore è stata una sorpresa. Per altri era una scelta obbligata in quanto i tassi erano già ai livelli minimi.

Di fatto, la Bce ha deciso di non decidere rimandando il problema alla prossima riunione in programma il prossimo 30 aprile.

Il tasso di riferimento principale resta dunque fermo allo 0,00%, quello sui prestiti marginali allo 0,25% e quello sui depositi a -0,50%.

Erano in molti, tra addetti ai lavori e titolari di un mutuo a tasso variabile, ad aspettarsi un taglio dei tassi di interesse in scia alle decisioni prese pochi giorni prima, in ordine di tempo, dalla Banca popolare cinese, dalla Federal Reserve e dalla Bank of England.

Sembra evidente che la Banca centrale europea, avendo meno margini di manovra rispetto ad altre banche centrali, abbia solo rimandato il taglio dei tassi alle prossime riunioni, soprattutto nel caso in cui il rischio economico conseguente alla pandemia in corso dovesse proseguire il suo corso provocando danni ai Paesi europei.

Previsioni tassi Euribor e Eurirs: quali conseguenze sui mutui

I tassi di interesse saliranno o scenderanno? Nessuno può saperlo, anche se consultando i futures sull’Euribor possiamo avere indicazione di quale sarà il livello della scadenza trimestrale secondo le attese degli operatori finanziari.

Secondo gli stessi futures e in base ad ogni altra previsione macroeconomica, i tassi di interesse rimarranno stabili agli attuali minimi storici, o addirittura potrebbero essere rivisti al ribasso, stando alle ultime decisioni prese dalla Bce e dalle principali banche centrali di tutto il mondo.

Nel caso del tasso di riferimento europeo, l’attuale politica monetaria è basata infatti sul “mantenimento dei tassi agli attuali livelli o più bassi” fino a quando le prospettive di inflazione non raggiungeranno il livello auspicato e sempre dichiarato dalla Bce, ovvero “di poco inferiore al 2%”.

Indipendentemente dalle scelte della Banca centrale europea, e in attesa della prossima riunione che si terrà il prossimo 30 aprile, i tassi interbancari dei mutui, in particolare l’Eurirs per il tasso fisso e l’Euribor per il tasso variabile, stanno già registrando i rispettivi minimi storici.

Per chi ha un mutuo a tasso variabile, dunque, sembra che la scelta di avere una rata legata all’andamento dell’Euribor sia stata indovinata. Attualmente è difficile stabilire quando ci sarà un’inversione degli tassi Euribor, ma sicuramente è più facile immaginare che il cambio rotta non avverrà ancora per diversi anni.

Secondo i tassi futures sull’Euribor, la scadenza trimestrale rimarrà sotto zero per i prossimi 5 anni, ma come detto più volte in queste pagine, trattandosi di una previsione finanziaria, non si devono prendere delle decisioni sulla tipologia del tasso del proprio mutuo sulla base di aspettative del mercato.

La scelta del tasso, se fisso o variabile, dovrebbe seguire tanti altri criteri, a partire dall’importo di mutuo che si intende chiedere, dalla durata del prestito, dal proprio reddito e dalla propensione al rischio del mutuatario.

Per affrontare la decisione nel modo giusto è sempre consigliabile affidarsi ad un professionista che sarà in grado di dare i migliori consigli per ogni specifica situazione

Euribor oggi

In questo momento gli indici Euribor restano stabilmente sotto la soglia dello zero. La scadenza mensile gira intorno a quota -0,40, mentre la scadenza a 3 mesi, dopo aver registrato il suo minimo storico di -0,49, oggi è salita a -0,36, così come la scadenza semestrale, in aumento da -0,37 all’attuale -0,29.

Eurirs oggi

Anche i tassi IRS registrano in questo periodo i livelli più bassi di sempre. Il minimo storico è avvenuto l’11 marzo 2020, quando le scadenze tra i 10 e i 30 anni sono arrivate tra un livello -0.25 e -0.23.

L’Eurirs oggi è in leggero rialzo, ma il momento per sottoscrivere un mutuo a tasso fisso resta straordinario.

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