Tassazione sui profitti in opzioni binarie

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • Binarium
    Binarium

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Tassazione sui profitti in opzioni binarie

La tassazione delle opzioni binarie

Le opzioni binarie sono una macchina perfetta per guadagnare soldi, un mare di soldi. Tuttavia non dobbiamo dimenticare che ogni guadagno che facciamo viene tassato dallo Stato ed è un obbligo morale pagare le imposte sui profitti, insomma il Fisco vuole dire la sua anche sulle opzioni binarie. Soprattutto, aggiungiamo, nel caso in cui si guadagni tanto e in modo così semplice e veloce come è possibile fare con le opzioni binarie. Malgrado su molti siti, forum e blog dedicati alle opzioni binarie si consigli di non pagare le tasse, noi invece consigliamo di fafre il proprio dovere di cittadini e pagare. Primo, perché è un nostro dovere civico, a prescidere da tutto. E secondo perché non ha senso rischiare. E’ vero che, come si dice su molti siti e forum, l’Agenzia delle Entrate non ha le prove per dimostrare l’evasione e quindi non ci sono possibilità di sanzione. Ma questo è vero, magari, all’inizio. Poi però, quando i guadagni iniziano ad arrivare a valanga, quando iniziate a comprare case, macchine di lusso e altri beni registrati, potreste essere soggetti a controllo e dover giustificare l’origine dei vostri soldi. Ecco perché è molto meglio pagare. Anche perché la tassazione che grava sulle opzioni binarie è più bassa di quello che si potrebbe pensare.

Come vengono tassate le opzioni binarie

Il legislatore italiano ha equiparato (giustamente) le opzioni binarie a contratti derivati, quindi il trattamento fiscale è identico. In effetti di contratti derivati si tratta, anche se estremamente semplificati e accessibili a tutti. Il requisito fondamentale che i broker devono ottemperare per poter operare è quello di rispettare la direttiva MIFID, che regola nell’Unione Europea ogni tipo di investimento e di trading. Se il broker rispetta la direttiva MIFID (e tutte le piattaforme di opzioni binarie presenti su PiattaformeOpzioni.com la rispettano) allora pagare le tasse è conveniente. In questo caso i profitti (solo i profitti) del trading di opzioni binarie vengono tassati con un’imposta sostitutiva del 26% al momento della dichiarazione dei redditi. Per calcolare l’ammontare dell’imposta da pagare bisogna considerare tutte le transazioni di opzioni binarie eseguite durante l’anno solare (che possono essere migliaia) e fare la somma algebrica dei profitti e delle perdite ottenute durante l’anno. Dunque si considera il trading fatto dal 1 Gennaio fino al 31 Dicembre, operazione per operazione si vede se c’è un profitto (che viene calcolato con il segno positivo) o una perdita (da calcolare con un segno negativo). Fatta la somma si ottiene il guadagno (o la perdita se tutto è andato male) ottenuto durante l’anno con il trading di opzioni binarie. Ebbene su questo guadagno complessivo grava un’imposta del 26% che dovete liquidare in sede di dichiarazione dei redditi.

Le piattaforme di opzioni binarie non sono sostitute di imposta

Come si vede le imposte da pagare non sono eccessive, solo il 26%. Considerando che sono soldi facilmente guadagnati non ci possiamo lamentare: opzioni binarie e fisco in fondo non sono così distanti. Tuttavia il processo con cui si pagano le tasse può sembrare scomodo, visto che dovete fare un calcolo delle perdite e dei profitti e dovete inserire la somma all’interno della dichiarazione dei redditi. Il problema nasce dal fatto che le piattaforme di opzioni binarie non sono sostitute d’imposta, cioè non pagano le tasse al vostro posto (ovviamente con i vostri soldi). Non è un problema legislativo, è solo credo un problema temporaneo. Prima o poi le migliori piattaforme di opzioni binarie capiranno che per i trader italiani è opportuno offrire anche il servizio di pagamento delle imposte e faranno richiesta per diventare sostituti di imposta. In questo caso le imposte saranno comunque pagate con parte dei vostri profitti ma voi non dovrete preoccuparvi di nulla perché sarà fatto tutto in modo completamente automatico. In ogni caso potete chiedere al supporto della vostra piattaforma di trading di fornirvi tutta la documentazione necessaria e l’avrete in pochi minuti. Probabilmente sarà la piattaforma che vi fornirà il totale dei profitti ottenuti durante l’anno solare. A questo punto non vi resterà che inserire quel valore nella dichiarazione dei redditi e pagare il 20% di tasse. Non è così difficile, in effetti. Ovviamente è sempre meglio compilare la dichiarazione con l’aiuto di un commercialista che vi saprà consigliare al meglio.

Quante e quali tasse si pagano sui profitti delle opzioni binarie

Tutti coloro che operano abitualmente nel Forex, o si guadagnano da vivere attraverso il trading online, conoscono molto bene lo strumento finanziario che prende il nome di opzioni binarie, spesso chiamate anche operazioni binarie.

Chi invece si avvicina per la prima volta al mondo degli investimenti online, potrebbe non aver ben chiaro di cosa si tratta. In questa guida cercheremo di dare una rapida spiegazione del loro funzionamento ma ci soffermeremo, soprattutto, sull’aspetto fiscale ossia le tasse che il Fisco chiede sulle eventuali plusvalenze derivanti da questo strumento finanziario.

Cosa sono le opzioni binarie?

In parole molto semplici possiamo definire il termine opzione binaria come un vero e proprio contratto che conferisce, al possessore, il diritto, ma non l’obbligo (da qui deriva proprio la denominazione opzione), di acquistare o vendere un asset sul quale l’opzione stessa fa riferimento. Come ogni altro tipo di contratto viene stabilito un prezzo di acquisto definito strike price o più semplicemente strike e una determinata data ad indicarne la durata.

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • Binarium
    Binarium

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Si tratta di un prodotto finanziario derivato e particolarmente apprezzato dai trader con una certa esperienza. Viene utilizzato con frequenza per effettuare redditizie speculazioni (almeno questa è la speranza) o coperture finanziarie negli investimenti ad alto rischio.

Rispetto ad altri strumenti derivati simili, in questo caso il possessore ha il diritto di recesso: ovvero non ha alcun obbligo di comprare o vendere l’asset sottostante, ma può decidere di farlo solo se l’opzione ha un’effettiva convenienza economica.

Sappiamo bene come il trading si basi, nella maggior parte dei casi, sul lucrare quanto più possibile dalla variazione dei prezzi sia in salita che discesa ed indipendentemente dal tipo di asset che si stia utilizzando. Il fatto di essere degli strumenti finanziari derivati, sta a significare che il valore di un’opzione binaria dipende da un altro strumento finanziario che viene, in gergo, definito asset sottostante. A sua volta, questo prodotto può essere un’azione, obbligazione, valuta, materia prima, metallo prezioso, tassi di interesse oppure semplicemente un qualsiasi indice mondiale del forex.

Esistono due tipologie di opzioni binarie:

  • call (di acquisto);
  • put (di vendita).

La differenza sta nel fatto che le prime consentono di guadagnare se il valore dell’asset di riferimento sale rispetto al prezzo di acquisto e le seconde invece se scende. Starà alla bravura dell’investitore prevedere l’andamento del prezzo ed agire di conseguenza.

Il trader deve anche stabilire la scadenza dell’opzione binaria che, normalmente, è a brevissimo termine; l’operazione può durare anche solo 60 secondi oppure arrivare ad un massimo di 24 ore. In realtà ci sono anche operazioni binarie definite one touch con scadenza settimanale; hanno però un andamento molto più difficile da prevedere visto l’arco temporale prolungato dell’operazione.

Un tempo le opzioni binarie, come qualsiasi altro strumento derivato, erano utilizzate solo da professionisti che disponevano di mezzi e conoscenze per poterle gestire con profitto. Oggi, grazie ad internet e alla facilità con cui si può operare sul forex, chiunque è in grado di cimentarsi in operazioni di trading online e sfruttare anche le opportunità offerte dalle opzioni binarie.

Si possono ottenere guadagni a doppia cifra molto rilevanti e raddoppiare, o addirittura triplicare, il capitale investito in breve tempo, ma non è affatto così semplice come sembrerebbe apparire, altrimenti saremmo tutti ricchi. Sono strumenti finanziari ad alto rischio e con la concreta possibilità di perdere l’intero investimento in un batter d’occhio, perciò la cautela deve essere d’obbligo.

L’iter fiscale per le opzioni binarie

Abbiamo detto di come le opzioni binarie siano uno strumento finanziario che permetta rapidi guadagni con percentuali decisamente allettanti. La legge italiana le ha equiparate ai contratti derivati, visto che, comunque, si tratta esattamente di questo.

Ogni broker che gestisce le opzioni binarie deve rispettare il regolamento imposto dal MIFID (Markets in Financial Instruments Directive), ovvero la disciplina della Comunità Europea sui servizi di investimento. Una direttiva (2004/39/EC) che ha lo scopo di tutelare investitori e risparmiatori e che ha visto la sua ultima versione entrare in vigore il 3 gennaio 2020.

Il MIFID prevede una tassazione del 26% su tutti i profitti generati attraverso le opzioni binarie. Visto che teoricamente i guadagni ottenuti con tale strumento finanziario sono frutto esclusivamente di speculazioni, il livello dell’imposizione fiscale lo si può ritenere non particolarmente elevato.

L’investitore deve inserire i proventi derivanti dalle operazioni binarie, relativi all’anno solare in corso, nella dichiarazione dei redditi. È bene ricordare che dovranno essere indicate anche le perdite, in modo da poter ottenere un’esatta somma algebrica su cui applicare l’aliquota fissa del 26%.

In molti forum si afferma, con una certa superficialità, che l’Agenzia delle Entrate non sia in grado di dimostrare l’eventuale evasione fiscale di chi non dichiara i guadagni derivanti dalle opzioni binarie. Questo potrebbe, al limite, corrispondere al vero solo nel caso in cui le cifre in gioco risultassero non particolarmente elevate. Se invece, i guadagni fossero ingenti, sarebbe decisamente più difficile, oltre che moralmente discutibile e illegale, eludere il Fisco.

Il denaro accumulato deve essere in qualche modo investito o speso quindi, eventuali acquisti di proprietà immobiliari e beni di lusso dovranno essere giustificati e anche in maniera particolarmente dettagliata una volta scovati dal Fisco.

Del resto l’Agenzia delle Entrate è molto attenta a queste situazioni e vigila costantemente attraverso strumenti e banche dati che si intrecciano e lasciano pochi spazi di manovra, detto questo, farla a franca risulta alquanto difficile. Le imposte dovute sono nettamente più basse delle percentuali di guadagno che si possono realizzare e, di conseguenza, sarebbe consigliabile dichiarare tutte le eventuali plusvalenze.

Opzioni binarie: come si calcolano esattamente le tasse

Abbiamo già chiaramente evidenziato come l’imposta da versare nelle casse dell’erario sia del 26%. Ora vediamo, nello specifico, come calcolare la base imponibile ed effettuare il pagamento. Tutta la procedura spetta al contribuente, visto che l’eventuale società intermediaria (broker online) non può assumere la posizione di sostituto di imposta.

In pratica, si sfrutta lo stesso procedimento utilizzato per la dichiarazione di qualsiasi altra plusvalenza generata tramite operazioni di trading online e facenti parte dei cosiddetti redditi diversi. Sarà necessario compilare in modo opportuno il modello Redditi Persone Fisiche, indicando i relativi corrispettivi nella sezione II al rigo RT41.

Il calcolo scaturisce dalla somma algebrica di tutte le plusvalenze (guadagni) e di eventuali minusvalenze (perdite) relative all’anno in corso. Tuttavia, in aiuto del trader arriva, solitamente, il servizio di conteggio delle plusvalenze totali messo a disposizione dalla piattaforma utilizzata per operare sui mercati finanziari. L’imposta va, ovviamente, pagata attraverso il modello F24 insieme alle altre imposte sul reddito.

Le piattaforme dei broker online non possono fungere da sostituti di imposta

La procedura di pagamento dell’imposta è senza dubbio una scomodità, comunque inevitabile, visto che in Italia le piattaforme che offrono il servizio di intermediari sulle operazioni binarie non possono assumere la posizione di sostituti di imposta. Ciò significa che non sono in grado di versare il balzello del 26% al posto dell’investitore, non potendo calcolare già la tassa ed includerla all’interno della relativa transazione come avviene per il trading online.

In compenso, scegliendo un broker online di un certo livello, si può avere, su richiesta, una documentazione molto dettagliata delle plusvalenze annue, in modo da poterle inserire nella dichiarazione dei redditi senza dover effettuare cervellotici conteggi.

Qualora la legge darà la possibilità ai trader di pagare le tasse dovute direttamente tramite la piattaforma che utilizzano, la procedura diverrà automatica e sarò impossibile scamparla.

Fino a quel momento sarà sempre necessario, magari facendosi aiutare da un bravo commercialista, inserire i guadagni nella dichiarazione dei redditi: pena la possibile accusa di evasione fiscale con sanzioni piuttosto salate.

Se vuoi approfondire questo argomento, ti consiglio il libro: Pagare Meno Tasse, che ti svelerà i segreti che i commercialisti volutamente ti nascondono e ti darà accesso alle strategie di risparmio fiscale più semplici ed efficaci per dimezzare le tue tasse.

La tassazione sui profitti del trading

I guadagni che derivano dall’attività di trading, sia che provengano dall’investimento in opzioni, azioni, Forex o altre attività finanziarie, vengono considerate, Rendite Finanziarie o redditi di natura finanziaria. Gli investimenti finanziari, i redditi di capitale e i redditi diversi, devono essere inseriti nella propria dichiarazione fiscale. La normativa in vigore stabilisce che tutte le rendite finanziarie ed i redditi da capitale sono soggetti ad una tassazione unica pari ad una aliquota fissa sostitutiva del 26%. Purtroppo, le condizioni difficili del nostro Paese non hanno risparmiato dalla richiesta di maggiori entrate anche chi ottiene profitti da attività finanziarie. Ecco dunque che molti trader individuali, soprattutto quelli agli inizi della loro carriera, si domandano come si devono regolare per il pagamento delle tasse. Di fatto, molti giovani operatori, con tutte le autorizzazioni, documenti, certificati, fogli e fogliettini che sono necessari per avviare un’attività autonoma, commerciale, agricola, artigianale o d’impresa, si chiedono se anche per chi opera sui mercati finanziari ci sia l’obbligo di presentare una documentazione “ad hoc” prima di iniziare la propria attività. Ora, sembrerà strano, ma ancora oggi non esiste alcun obbligo in merito per il trader. Chi ha intenzione di investire in attività finanziarie non deve avviare nessun tipo d’impresa, può fare tutto da privato cittadino, con l’obbligo però di dichiarare al fisco i redditi generati. Peraltro, le migliori piattaforme di trading ed i broker più affidabili offrono ai loro clienti la possibilità di optare per il cd “Regime di Risparmio Amministrato” (art. 6 D.Lgs. 461/1997), agendo così da sostituto d’imposta, agevolando non poco l’amministrazione del proprio conto trading ed aggirando l’impegno inevitabile che comporterebbe una dichiarazione diretta delle proprie plusvalenze all’Agenzia delle Entrate competente per territorio. Per bitcoin e le criptovalute, infine, considerato che sono un’innovazione che nessun diritto ha tuttora disciplinato, non ci sono leggi che trattano plusvalenze da cripto per le persone fisiche in Italia e la materia resta nebulosa. Tuttavia, da risoluzioni passate dell’Agenzia delle Entrate se ne potrebbe dedurre che le operazioni di compravendita di bitcoin e criptovalute potrebbero essere suscettibili di generare plusvalenze tassabili in capo alle persone fisiche al di fuori dell’attività d’impresa, sebbene siano a tutt’oggi necessari chiarimenti ufficiali sul punto. (Di Vincenzo Augello)

Ti potrebbero interessare:

BITCOIN HALVING COUNTDOWN

Ridisegna il terreno di gioco se vuoi battere il mercato

Analisi tecnica EURUSD 20.04.2020

Analisi tecnica Bitcoin ($) 19.04.2020

Cot report UPDATE: 14.04.2020 – Future EURO

La trendline, uno strumento che porta dove ?

Il Broker nipponico bitFlyer quota Basic Attention Token (BAT)

L’eccesso di ottimismo nuoce al trading

I trader di opzioni BTC dicono che l’halving farà crollare i prezzi di Bitcoin

Il Coronavirus affossa lestofanti e truffatori di criptovalute

Non fare trading sulle news. Il potere delle Banche d’Affari

Il biglietto verde digitale sarebbe utile contro il Coronavirus ?

Contest Rataran

Rataran é l’opportunità per imparare a fare trading sul cambio EUR/USD senza rischiare un euro . La piattaforma, in base alle operazioni eseguite in ambiente demo, premia ogni 3 mesi con uno stipendio di 720€ i traders che risultano tra i primi 10 classificati ! Se vuoi saperne di più: leggi la mia recensione su Rataran

Disclaimer dei contenuti

Eurobit non intende fornire suggerimenti di natura finanziaria in quanto ha finalità didattiche ed educative non avendo scopo di lucro. I contenuti non intendono in alcun modo costituire invito a porre in essere transazioni che implichino l’acquisto o la vendita di opzioni, del cambio EUR/USD, di Bitcoin($) o di qualsiasi altra criptovaluta. Le pubblicazioni non rappresentano consulenza personalizzata. Leggendo Eurobit.space si riconosce la propria autonomia nell’uso delle informazioni e si esonera l’autore da ogni responsabilità legata a perdite di denaro sui mercati finanziari.

Il trading espone a rischi economici elevati

Il sito sostiene il progetto Brave Software

Eurobit.space is Brave ad network verified

Ultimi Articoli

Ridisegna il terreno di gioco se vuoi battere il mercato

Analisi tecnica EURUSD 20.04.2020

Analisi tecnica Bitcoin ($) 19.04.2020

Cot report UPDATE: 14.04.2020 – Future EURO

Somma degli argomenti

  • BTC/USD (55)
  • CFTC COT REPORT (19)
  • CRIPTOVALUTE (79)
  • EUR/USD (74)
  • FX TRADING (125)
  • LA MENTE DEL TRADER (15)
  • NEWS BRAVE E BAT (80)
  • OPZIONI CME EUR/USD (19)

Il trading di Eurobit

Nei mercati attuali non si possono ottenere grandi risultati con indicatori noti a tutti. Per competere con le istituzioni che fanno trading utilizzando strumenti innovativi e con i professionisti che guadagnano da segnali che sfuggono al trader privato serve qualcosa che consenta di giocare almeno ad armi pari. Eurobit fonda la propria visione su sistemi di analisi tecnica e quantitativa basati sulla volatilità. In questo modo, distinguere le strutture matematiche “nascoste” nei grafici dei prezzi può colmare il vuoto fra le grandi istituzioni ricche di risorse e i trader privati. Eurobit si propone di fornire un’esposizione personale delle metodologie più evolute per analizzare il comportamento dei mercati finanziari con l’intento di ridurre il più possibile il rischio di perdite di denaro.

Calendario degli articoli

Aprile: 2020
L M M G V S D
1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30

Newsletter Eurobit

Twitter

Si prega di attivare i Javascript! / Please turn on Javascript!

Javaskripta ko calu karem! / Bitte schalten Sie Javascript!

S’il vous plaît activer Javascript! / Por favor, active Javascript!

Qing dakai JavaScript! / Qing dakai JavaScript!

Пожалуйста включите JavaScript! / Silakan aktifkan Javascript!
[ Impara a programmare HTML ]

Il DPCM, 22.03.2020, COVID-19 ha stabilito l’obbligo di restare a casa e la chiusura delle attività produttive non essenziali. Rimangono aperti alimentari, farmacie e negozi di prima necessità. Il DPCM 01.04.2020, in vigore dal 4 aprile, ha poi sospeso ogni tipo di allenamento di atleti, professionisti e non professionisti fino al 13.04.2020. Il 09.04.2020 è stato predisposto un nuovo DPCM per prorogare il lockdown fino al 3 maggio.

Editing 2020,2020 Eurobit.space

No, grazie Si, attiva

Visitando questo sito accetti un utilizzo legale dei cookie da parte di Eurobit, che li adopera per fornire una migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Accetto

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • Binarium
    Binarium

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Like this post? Please share to your friends:
Come scegliere un broker di opzioni binarie
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: