Vendere allo scoperto come funziona

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Vendita allo scoperto: cos’è e come funziona

4 Novembre 2020 – 07:25

Cos’è la vendita allo scoperto e come funziona? Vediamo insieme quando è vantaggioso operare in questa modalità.

Le vendite allo scoperto sono un possibile modo di operare sul mercato finanziario. In questa modalità il venditore non possiede realmente il titolo o il bene che vuole vendere, ma attua questa operazione sperando in un guadagno futuro.

Successivamente vedremo nel dettaglio come funziona la vendita allo scoperto e per quale ragione viene praticata. Questo tipo di operazione, chiamata anche short selling, è un modo di operare altamente speculativo , che può portare anche notevoli rischi.

Difatti nel momento in cui le nostre analisi non dovessero rivelarsi esatte le perdite potrebbero essere ingenti. Ovviamente però nel momento in cui qualcosa non dovesse rispecchiare le nostre analisi si potrebbe incorrere in perdite che non sono da sottovalutare.

Dal 2008 questa modalità di operazione ha subito notevoli restrizioni, dal momento che potrebbe essere uno dei principali fattori delle cadute del prezzo.
Attualmente quindi su molti mercati non è possibile operare in questo modo, dato che la legge non lo prevede.

Capiamo meglio cos’è la vendita allo scoperto, perché conviene in alcuni casi e in che modo operare sui mercati in cui ancora è consentita.

Vendita allo scoperto: cos’è

Lo short selling o semplicemente short, in Italiano vendita allo scoperto, è un modo di operare sul mercato senza possedere i titoli o le azioni con cui si vuole operare. In questi casi una banca o un intermediario finanziario prestano dei titoli al venditore allo scoperto, che a sua volta cerca di piazzarli sul mercato.

In questi casi quindi quello che viene prestato non è una somma di denaro, ma un titolo sul quale il trader vuole puntare. Come avviene però per i prestiti di denaro anche per le azioni si devono pagare degli interessi.
Ciò vuol dire che l’investitore dovrà restituire un tot a chi gli ha prestato il titolo.

L’ammontare degli interessi avrà un differente importo in base al tempo che sono stati mantenuti questi beni. Maggiore sarà il lasso di tempo e più alti gli interessi. Questa pratica viene chiamata: ricopertura dello scoperto o short covering.
I soldi dovranno essere restituiti sia che si riescano ad ottenere dei profitti o meno.

Vendita allo scoperto: come funziona

Poter operare in questa modalità è piuttosto semplice, dal momento che sarà sufficiente chiedere al broker di prestarci un titolo x. Dopo aver svolto le analisi e aver individuato l’asset con cui operare si dovrà solo chiedere alla piattaforma che si usa per fare trading di prestarcelo.

La domanda a questo punto sorge spontanea: come si guadagna da queste operazioni? Di fatti si deve pensare che per poter vendere allo scoperto si dovranno anche mettere in conto gli interessi da restituire.
Quali sono quindi le possibilità di aver un ritorno economico?

L’obiettivo è quello di avere delle azioni short che possano essere vendute ad un prezzo e poi riacquistate ad un prezzo più basso. Si punta quindi ad avere un guadagno sulla discesa del valore di un titolo.
Facciamo un esempio per capire meglio la situazione:

il trader prende in prestito un titolo e lo vende a 120 euro. Successivamente il prezzo del titolo scende a 90 e il trader lo ricompra. Mediante questa operazione il guadagno è stato di 30 euro, con cui in parte si restituiranno gli interessi al broker.

Dopo che sono avvenuti tali passaggi il titolo viene istantaneamente restituito al prestatore, che prenderà anche la quota di interesse richiesta.
Ma cosa succede se non avviene il calo di prezzo che si era preventivato?

Vediamo adesso il caso contrario: quando non si verifica il calo di prezzo che auspicavamo. Anche per questa casistica facciamo un esempio: il trader acquista un titolo a 100 euro dal broker, ipotizzando una discesa del prezzo.
In questo caso però il prezzo sale e si attesta sui 130 euro, non scendendo come preventivato.

In questa eventualità l’investitore dovrà ricomprare il titolo al prezzo di 130 euro, che immediatamente verrà ceduto al broker che lo aveva prestato.
In questo caso il trader avrà una perdita di 30 euro, a cui dovranno poi essere aggiunti gli interessi maturati.

Vendita alla scoperto: in quali casi è vantaggiosa?

Questo modo di operare sul mercato è molto rischioso, dal momento che è altamente speculativo. Vi consigliamo quindi di valutare bene le perdite prima di operare con la vendita alla scoperto.
Questo tipo di operazione è inoltre difficile da gestire e di conseguenza non è idonea per i trader con poca esperienza.

Coloro che operano in questa modalità lo fanno per i seguenti vantaggi:

  • si può guadagnare anche in un momento di mercato ribassista;
  • si possono proteggere le posizioni lunghe aprendo delle posizioni corte, pratica conosciuta come hedging.

Nel primo caso il trader vuole provare a sfruttare il mercato anche in un momento di discesa dei prezzi e l’unico modo per farlo è con la vendita allo scoperto. I venditori allo scoperto tendono a tenere in osservazione le società che hanno problemi e che per cambiamenti del mercato potrebbero cominciare a perdere terreno.

Nel caso dell’hedging invece si tratta di una mossa ideata per provare a proteggere le proprie posizioni. L’operazione di copertura in questo caso consente di ridurre al minimo le perdite le proprio portafoglio azionario.
In questo caso non si opera in modo speculativo, ma per riuscire ad avere maggiore sicurezza.

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Vendere allo scoperto: significato ed esempi di Short Selling

Chi opera sui mercati finanziari sa che un asset può essere acquistato (andare long) o venduto (andare short). Se il concetto di acquisto è diretto, il concetto di vendere qualcosa che non si possiede è certamente meno immediato.

Cosa significa vendita allo scoperto (andare short)

La vendita allo scoperto (o short selling) è la pratica di vendere un bene che non si possiede realmente, nella speranza che il prezzo scenda così da riacquistarlo in futuro a un prezzo più basso e ottenere un profitto. Il guadagno sarà dato dalla differenza tra il prezzo al quale avete venduto il bene e il prezzo più basso pagato per riacquistarlo. La vendita allo scoperto è la modalità di trarre profitto da una discesa dei prezzi di un determinato asset finanziario, tipicamente le azioni.

Come funziona la vendita allo scoperto: due esempi pratici

Quando si apre una posizione corta sulle azioni, i titoli vengono prestati da terzi (normalmente un broker) e successivamente vengono venduti sul mercato al prezzo corrente. L’operazione è più semplice di quello che sembra ed è automatica.

L’immagine sotto può chiarire il funzionamento del processo.

Esaminiamo due esempi per comprenderne meglio il funzionamento.

Esempio: operazione che genera un profitto

Supponiamo che il titolo Fiat Chrysler Auto (FCA) sia attualmente quotato a 14 euro ad azione. Si decide di vendere allo scoperto 1.000 azioni FCA per un totale di 14.000 euro (1.000 azioni x 14 euro ad azione). Poco dopo, a causa degli utili deludenti, il prezzo del titolo scende a 13,50 euro. Si possono acquistare a questo punto 1.000 azioni FCA per 13.500 euro. Le azioni acquistate saranno restituite al broker (o in generale, a colui che le ha prestate), che accetta di riavere lo stesso numero di titoli prestati, senza tener conto del fatto che il valore di mercato delle azioni sia sceso.

La differenza di 500 euro, data dal prezzo al quale avete venduto le azioni e il prezzo più basso pagato per riacquistarle, rappresenta il profitto lordo, a cui andranno sottratti la commissione e gli interessi sul prestito.

Esempio: operazione che genera una perdita

Ipotizziamo che il titolo Intesa SanPaolo sia quotato a 2 euro. Si decide di vendere allo scoperto 2.000 azioni per un controvalore di 4.000 euro (2.000 azioni x 2 euro ad azione). Subito dopo, il prezzo del titolo sale a 2,30 euro. Si deve chiudere la posizione per rispettare i vostri obblighi nei confronti di colui che ha prestato i titoli, restituendo lo stesso numero di azioni. Si acquistano pertanto 2.000 azioni Intesa SanPaolo per 4.600 euro (2.000 x 2,30).

In questo caso si realizzerà una perdita di 600 euro, data dalla differenza tra il prezzo di vendita delle azioni e il prezzo più alto pagato per riacquistarle, a cui andranno aggiunti la commissione e gli interessi sul prestito.

Perché si vende allo scoperto?

Il primo vero motivo che spinge gli operatori a vendere allo scoperto è quello di speculare sul movimento ribassista dei prezzi di mercato in modo da realizzare un profitto. Questo permette di aggiungere valore al proprio portafoglio anche in un mercato orso.

Talvolta, infatti, eventi macroeconomici indesiderati o problemi finanziari posso causare il declino di un titolo azionario. I venditori allo scoperto (in inglese, short seller) tendono a prestare la massima attenzione a queste oscillazioni del mercato, sperando di trarre profitto dalla discesa dei prezzi. Senza la vendita allo scoperto sarebbe difficile guadagnare da un mercato ribassista.

La possibilità di trarre profitto non è l’unica motivazione che spinge gli investitori a vendere allo scoperto. Un’altra valida spiegazione è la possibilità di proteggere un altro investimento o il portafoglio. Questa procedura è nota come hedging. Se si hanno un certo numero di posizioni lunghe in portafoglio, si può scegliere di proteggerle dall’andamento avverso dei mercati. In questo caso, l’investitore può decidere di coprirsi con delle posizioni corte.

Ad esempio, se si possiedono una serie di titoli azionari che compongono l’indice FTSE 100, si può utilizzare un contratto derivato per tenere una posizione corta sull’indice FTSE 100, in modo da coprirsi contro andamenti avversi del mercato.

L’operazione di copertura consente di ridurre al minimo il rischio sul portafoglio, così come farebbe una polizza assicurativa sulla casa o sull’automobile. L’hedging è diverso dalla speculazione, dato che il fine è di ridurre il rischio e non aumentarlo.

Esempio di hedging

Supponiamo che un investitore abbia un portafoglio composto da titoli azionari che fanno parte dell’indice FTSE 100 del valore di 60.000 sterline. L’investitore si attende che il mercato salga, quindi preferisce detenere la posizione speculativa lunga.

Se decide di coprirsi contro il rischio di un andamento ribassista del mercato dovrà aprire una posizione di vendita allo scoperto del future sul FTSE 100. Il future FTSE 100 è quotato 6.000 punti.

Vendere allo scoperto un contratto del FTSE 100 che vale 10 sterline per punto, vale a dire avere una posizione corta di 60.000 sterline, che bilancia perfettamente con il valore del portafoglio di titoli.

Pochi giorni dopo, delle notizie negative sul settore finanziario causano un’importante discesa dei prezzi azionari. Il FTSE 100 scende del 10%, così come anche i titoli presenti nel nostro portafoglio. La sintesi delle nostre posizioni sarà:

Posizione long sui titoli

Valore iniziale: 60.000 sterline

Valore finale: 54.000 sterline, da cui si ha una perdita di 6.000 sterline (£60.000 – £54.000)

Posizione short sul future sul FTSE 100

Venduti allo scoperto a 6.000 punti

Attualmente a 5.400 punti, da cui si ha un profitto di 6.000 sterline (600 punti x £10/punto)

Le due posizioni, quella sul future e quella sui titoli, si compensano e il portafoglio risulterà perfettamente coperto. Senza la copertura si sarebbe realizzata una perdita di 6.000 sterline sulla posizione lunga.

Occorre precisare che nella realtà è improbabile che il vostro portafoglio titoli si muova esattamente nella stessa percentuale dell’indice FTSE 100.

I limiti alla vendita allo scoperto

L’operatività allo scoperto ha dei limiti che vanno presi in considerazione quando si sceglie di operare con questa modalità. In particolare:

  • Rischio illimitato. Teoricamente non esiste un limite alle perdite con la vendita allo scoperto, dato che il prezzo del titolo azionario che è stato venduto potrebbe salire all’infinito. Solo nel caso in cui l’operazione abbia finalità di copertura, la perdita massima potrebbe essere limitata o pari a zero. È possibile comunque inserire uno stop-loss sulla posizione per limitare la perdita massima potenziale;
  • Operazioni sul capitale. Non si gode del pagamento di dividendi, dato che si sta scommettendo contro il titolo senza possederlo. In effetti, poiché è il prestatore a possedere il titolo, bisogna corrispondergli i dividendi maturati durante il periodo in cui il titolo è stato prestato. Allo stesso modo, anche le altre operazioni sul capitale, come il frazionamento (stock split) o la distribuzione di dividendi speciali, impatteranno sulla posizione short;
  • Restrizioni. In alcuni momenti le autorità regolamentari potrebbero decidere di vietare la vendita allo scoperto per vari motivi. Per esempio, se molte persone vendono allo scoperto le azioni del settore bancario, la fiducia dei depositanti potrebbe venire meno, dato che gli investitori credono che i prezzi siano destinati a scendere ancora.

I partecipanti del mercato

L’operazione di vendita allo scoperto di norma coinvolge due tipologie di attori: coloro che vendono allo scoperto (short sellers) e coloro che prestano i titoli.

I venditori allo scoperto

Ad utilizzare maggiormente le vendite allo scoperto sono tre tipi principali di attori:

  • Gli investitori privati. I privati vendono allo scoperto tramite un broker sia per finalità di hedging che per finalità speculative;
  • I grandi investitori. Tendono a possedere un portafoglio d’investimento molto importante e l’operatività allo scoperto è parte integrante della loro strategia di trading;
  • Gli hedge funds. La vendita allo scoperto è uno strumento importante per i manager degli hedge dato che questi soggetti prendono spesso posizioni speculative corte.

Chi presta i titoli?

La vendita allo scoperto è possibile solo quando sul mercato è presente un soggetto disposto a prestare i titoli in suo possesso. Qualcuno si potrebbe chiedere perché un azionista dovrebbe prestare i suoi titoli?

Il motivo è che gli azionisti possono ottenere degli interessi sul prestito del titolo, che il broker farà ricadere direttamente sullo short seller. I fondi pensioni, per esempio, sono tra i principali prestatori di titoli sul mercato, dato che questa operazione consente loro di realizzare ulteriori profitti dai loro investimenti a lungo termine.

Se, tuttavia, la vendita allo scoperto produce una visione eccessivamente ribassista che spinge i prezzi delle azioni ancora più in basso, i prestatori potrebbero richiedere la restituzione dei titoli (possono farlo in qualsiasi momento).

Le modalità di vendita allo scoperto

Quando vendete allo scoperto, il vostro broker venderà il bene per voi e verserà il ricavato sul vostro conto. Al momento di chiudere la posizione, dovrete ricomprare la stessa quantità di titoli e restituirli al vostro broker. Di solito è il broker che fa da controparte all’operazione dato che possiede molti titoli in portafoglio.

Nella maggior parte dei casi, potete tenere una posizione corta per tutto il tempo che volete, sebbene vi verranno addebitati gli interessi maturati durante il periodo in cui il bene vi è stato prestato. In alcuni casi, invece, il datore del prestito può decidere di ritirare il bene prestato.

Esempi di vendita allo scoperto con IG: andare short su barrier e vanilla options

Un altro modo di andare short su un asset può essere quello di operare con le opzioni. In questo modo si può replicare la performance di un titolo azionario o di un indice senza realmente possederlo, a fronte del pagamento di un premio. Due sono gli strumenti utili a disposizione in questo caso: le vanilla e le barrier.

Vendere allo scoperto con le vanilla options

Le vanilla sono opzioni che danno il diritto (ma non l’obbligo!) di acquistare o vendere un asset a un prezzo stabilito entro una determinata scadenza. Ne esistono due tipi: call e put. L’opzione call si acquista qualora si ritiene che il prezzo del sottostante salga oltre una determinata soglia, detto strike price (o prezzo d’esercizio) entro un determinato periodo. L’opzione put si acquista nel caso si pensi che il sottostante scenda sotto un determinato prezzo d’esercizio entro una determinata scadenza.

Ma torniamo alle nostre vendite allo scoperto. Alla luce di quanto appena detto, è possibile acquistare una put se si ritiene che il sottostante scenda. Se il prezzo scenderà sotto il prezzo d’esercizio realizzerò un guadagno, dato che potrò vendere alla controparte (il writer o venditore dell’opzione) al prezzo strike. Un esempio chiarirà meglio questo concetto.

Ipotizziamo che ci si aspetta che il titolo FCA scenda nei prossimi tre mesi. Il prezzo corrente del titolo è 14 euro. Puoi acquistare una put con prezzo d’esercizio 13,50 euro con scadenza 3 mesi pagando un determinato premio. Alla scadenza dell’opzione, se il prezzo del titolo è di 12,80 euro, lo acquisterò sul mercato a questo prezzo e lo rivenderò alla controparte dell’opzione a 13,50, ottenendo così un profitto di 0,70 euro.

In realtà, molti investitori operano con le opzioni put per finalità di copertura (hedging) di posizioni in essere. Immaginiamo di avere già il titolo FCA in portafoglio. Temiamo una discesa temporanea del mercato, ma non vogliamo vendere il titolo in portafoglio. In questo caso l’acquisto di una put protegge dalla temporanea discesa di prezzo. Questa strategia, nota come protective put, permetterà di limitare le perdite al livello dello strike price scelto. Ritornando all’esempio precedente, se in caso di una discesa dei prezzi sotto lo strike price (13,50 euro) le perdite verranno sempre bloccate a questo livello di prezzo.

Infine, occorre ricordare che se l’opzione non viene esercitata a scadenza, la perdita sarà pari al premio pagato.

Vendere allo scoperto con le barrier

Le barrier sono strumenti che si chiudono automaticamente se il sottostante raggiunge una barriera (detta anche knock-out) prestabilita al momento dell’apertura della posizione. Il knock-out può essere visto come una sorta di stop loss garantito che permette di avere una maggiore flessibilità operativa. Il prezzo delle barrier si muove in un rapporto 1 a 1 con il prezzo del sottostante. Per cui, ad ogni punto di movimento del mercato corrisponderà un movimento di prezzo al rialzo o al ribasso pari a un punto. Anche in questo caso ne esistono due tipologie: call e put. La barrier call si apre per sfruttare un rialzo del sottostante, mentre la barrier put per sfruttare un calo. La barriera o knock-out si collocherà sotto il prezzo corrente in caso di barrier call e sopra in caso di put.

Più la barriera è vicina al prezzo, maggiore sarà l’effetto leva. Man mano che ci si allontana la leva si riduce.

Anche con questo strumento è possibile andare short senza possedere il titolo. Occorre comprare una barrier put e impostare un livello di barriera superiore al prezzo corrente.

Anche in questo caso, un esempio aiuterà a chiarire meglio il concetto.

Immaginiamo che l’indice GERMANY 30 CASH quoti a 12.100. Credi che l’indice scenderà. Compri una barrier put sul GERMANY 30 e imposti il livello di knockout a 12.250. Il prezzo sarà pari alla differenza tra la barriera e il prezzo corrente (in questo caso 150 punti), a cui va aggiunto il premio per il knock-out che sarà pagato solo se questo viene raggiunto. Basta moltiplicare ora il valore ottenuto per il valore per punto e si ottiene il premio pagato.

In numeri, premio sarà = (12.250 – 12.100 + 1,5) x 1 euro per punto = 151,5 euro.

Immaginiamo che l’indice scende a 12.000 punti e decidiamo di chiudere la posizione. In questo caso il prezzo di chiusura sarà dato da (12.250-12.000+1,5) x 1 euro per punto = 251,5 euro, mentre il profitto sarà pari a 100 euro.

Immaginiamoci ora che l’indice salga a 12.300 punti. Dato che questo supera la barriera a 12.250, l’operazione verrà chiusa a questo livello, bloccando le perdite al totale del premio pagato, ovvero 151,5 euro.

Oltre alla flessibilità operativa che si ottiene con la leva, tra gli altri vantaggi delle barrier ci sono il profilo di rischio limitato e la semplicità di calcolo dato che il prezzo si muove 1 a 1 con il sottostante.

Vendere allo scoperto: Cos’è e come funziona lo short selling

Con la vendita allo scoperto (short selling) puoi guadagnare quando la borsa scende. Ma cosa significa? E come si investe davvero al ribasso?

Aggiornamento Aprile 2020: è notizia di qualche giorno fa, il divieto da parte di Consob di fare short selling su 85 titoli (delibera della Consob numero 21301). Dopo la perdita di oltre 16 punti percentuali del Ftse Mib nella seduta di ieri per cause riconducibili al coronavirus, la decisione da parte dell’autorità di controllo è stata quella di bloccare, temporaneamente, le vendite allo scoperto. Per comprare al ribasso non rimane, dunque, che affidarsi ai cfd, alle opzioni o ai covered warrant.

Aggiornamento ore 10:00: uno dei broker di trading più noti, ha bloccato la vendita allo scoperto di IBEX 35 (l’indice della borsa di Madrid). Sarà possibile comunque investire al ribasso su tutti gli altri indici:

Vendita allo scoperto: Guida

Cos’è la vendita allo scoperto

Di solito quando investi in borsa acquisti un’azione nella speranza che il suo valore aumenti, ma non è sempre così. Il mercato finanziario è regolato da due forze opposte: i rialzisti, che comprano aspettandosi di guadagnare sulla crescita dei titoli, e i ribassisti, che invece speculano sul calo dei titoli con il meccanismo della vendita allo scoperto (o short selling).

Nelle ultime settimane la diffusione del coronavirus sta offrendo delle possibilità per guadagnare con lo short. Il contagio ha scatenato un terremoto per borse di tutto il mondo, e nessuno sa quanto possano durare gli effetti di COVID-19 sull’economia.

La speculazione al ribasso è un po’ complicata da capire nella teoria, ma nella pratica investire short è semplice tanto quanto comprare azioni. Sappi però che non è consigliata per cassettisti (chi acquista azioni e se dimentica per molto tempo) ed è da praticare solo dopo aver pianificato consapevolmente i livelli di gestione del rischio. A questo proposito ti consiglio di leggere come investire 100.000 € per avere ben chiaro come diversificare gli investimenti in un portafoglio di rischio medio-alto.

Preferisci fare trading in giornata e parti con un budget anche basso? In questa guida ti spiegheremo come vendere allo scoperto e guadagnare dai ribassi della borsa.

Cosa significa vendere allo scoperto (short selling)

Vendere allo scoperto (short selling) vuol dire semplicemente investire sul ribasso di un titolo azionario, un fondo o un bene (es. petrolio). È un tipo di investimento che specula sulla fase ribassista del mercato, cioè permette di guadagnare quando i prezzi della borsa calano.

La vendita allo scoperto funziona all’opposto dell’acquisto: più un’azione va a picco, maggiore sarà il guadagno del trader shortista. Ma andiamo a conoscere meglio il suo meccanismo.

Come funziona lo Short in Borsa

Investire al ribasso è un meccanismo meno immediato da capire rispetto all’acquisto diretto di azioni o ETF. Quattro cose vanno comprese quando si parla di short in borsa:

  • stai vendendo azioni che non possiedi;
  • è una strategia di breve periodo (anche per questo viene chiamata short);
  • richiede un intermediario (broker) che faccia da controparte;
  • c’è un limite al profitto potenziale.

Un normale investitore compra un’azione a un determinato prezzo aspettandosi che quel prezzo salga in futuro. In questo modo, al momento della vendita del suo titolo, potrà guadagnare una plusvalenza dalla differenza. Chi applica la speculazione al ribasso, invece, vende un’azione che non possiede a un dato prezzo aspettandosi che in futuro il valore di quel titolo scenda.

Lo short selling, inoltre, è una strategia tendenzialmente di breve periodo perché comporta dei costi. Il meccanismo, infatti, funziona grazie a una controparte (un broker) che compra all’investitore i titoli che egli non possiede. In cambio, però, l’intermediario richiede:

  • un margine di garanzia (nel caso in cui la vendita in ribasso risulti in perdita);
  • un interesse per ogni giorno in cui la posizione short resta aperta.

Va anche detto che la speculazione al ribasso ha un profitto potenziale limitato: infatti mentre il prezzo di un’azione può salire anche 10, 100, 1.000 volte tanto, al contrario non potrà scendere all’infinito (o comunque prima o poi si fermerà allo 0).

Short Selling: Esempio

Facciamo un piccolo esempio per chiarire meglio il concetto della vendita allo scoperto. Immaginiamo di voler vendere azioni Tesla perché stimiamo che gli effetti del coronavirus possano presto tagliare le stime di crescita della casa automobilistica di Elon Musk per il 2020.

Vendita allo scoperto esempio:

Investiamo al ribasso aprendo una posizione short selling su una azione TSLA (valore iniziale 600 euro).

Il broker, la nostra controparte, simula di comprare la nostra azione (che in realtà non possediamo) congelando sul nostro conto di trading:

  • il valore dell’azione, in questo caso 600 euro;
  • un margine di garanzia (es. 50% del valore dell’azione).

In altre parole abbiamo incassato 600 euro, ma non sono nostri: se li riprenderà il broker alla chiusura della posizione. Il margine di 300 euro (50% del valore, per es.) servirà invece nel caso in cui andassimo in perdita, cioè se il prezzo dell’azione Tesla salisse anziché scendere come abbiamo immaginato.

Inoltre il broker applicherà un tasso d’interesse (es. 20% annuo) per ogni giorno in cui rimarrà aperta la nostra posizione short.

Dopo 3 giorni dall’investimento al ribasso, ipotizziamo che i titoli americani perdano molto terreno a causa della diffusione del coronavirus e che il valore di un’azione Tesla scivoli a 500 euro.

A questo punto chiudiamo la posizione. Il broker non si riprenderà i 600 euro iniziali, ma solo 500 euro (il valore attuale dell’azione Tesla). A questi sottrarrà gli interessi per aver mantenuto la posizione aperta per tre giorni, pari a (600 x 20 x 3) / 36.500 = 0,99 €. Il profitto della nostra vendita allo scoperto pertanto sarà di 600 – 500 – 0,99 = 99,01 €.

Come investire al ribasso

La speculazione al ribasso dei migliori broker online viene fatta con strumenti derivati chiamati CFD, che replicano il valore azionario (ma non solo) permettendo delle operazioni short. Il vantaggio di vendere allo scoperto sulle piattaforme di trading è quello di poter negoziare senza commissioni e in automatico.

Sulla piattaforma di trading eToro, per esempio, ti basta cliccare su Sell (Vendi) e selezionare la somma che vuoi investire. Il broker penserà al resto, senza che tu debba fare altro (decidi solo quando uscire dalla posizione).

Come eToro esistono anche molti altri broker regolamentati che offrono i CFD per guadagnare con lo short. Puoi dare un’occhiata ai migliori nella seguente tabella riepilogativa:


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    Vendite allo scoperto: Opinioni

    Abbiamo parlato di cos’è e come funziona lo short in borsa, facendo un esempio e spiegando come si può investire al ribasso facilmente sulle piattaforme di trading. Una domanda che spesso gli investitori si fanno sui forum è la seguente: conviene davvero vendere allo scoperto? Quando aprire una posizione speculativa al ribasso?

    I contro della speculazione al ribasso

    Con lo short selling si rischia di rimanere scottati più dell’acquisto di azioni sbagliato. Quando compri un’azione questa può aumentare o diminuire il suo prezzo: se il suo valore cala risulterai in perdita, ma puoi sempre decidere di tenerla aspettando che torni a risalire. Per questo motivo chi investe in azioni sta aprendo una posizione long.

    Investire al ribasso, invece, è un azzardo per certi versi maggiore. Per prima cosa, il mercato segue un cammino tendenziale di crescita, non di recessione. I ribassi ci sono e ci saranno sempre, ma si tratta di periodi di medio-breve termine: prima o poi gli indici rialzeranno la testa.

    Secondo, comprare al ribasso (soprattutto se applichi una leva) può portarti alla perdita totale del tuo investimento. Esempio: mettiamo il caso, investissi al ribasso su un titolo, con leva x10. Se il titolo dovesse perdere più del 10% hai perso del tutto l’investimento iniziale: (-10) x 10: -100%

    Terza problematica, una posizione di short selling ha un costo. Il broker infatti applica un tasso di interesse per l’operazione (ti sta prestando denaro come contropartita della tua vendita allo scoperto): pertanto, devi puntare a chiudere l’operazione il prima possibile.

    I vantaggi di vendere allo scoperto

    La speculazione al ribasso, tuttavia, ha il vantaggio di essere lo strumento che fa guadagnare di più in periodi di crisi diffusa sui mercati. In queste settimane di inizio 2020 l’economia mondiale vive ore di apprensione: sulle borse di Europa e America il contagio del coronavirus continua ad alimentare vendite diffuse.

    Il panico finanziario (panic selling) è così esteso che nei prossimi giorni potrebbe colpire perfino i beni rifugio. Gli investitori frenano sull’acquisto di azioni farmaceutiche, lasciano i grandi giganti tech che pure potrebbero guadagnare molto dalla diffusione del virus (molte più persone stanno usando Netflix, Google, Facebook).

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